Un lungo viaggio

Un viaggio in treno eterno

Lei era seduta un paio di posti più avanti rispetto a me, ed era davvero troppo hot perché potessi ignorarla a lungo durante il nostro viaggio: stava con il suo tipo, uno che conoscevo un po’ – seppure non fossimo proprio amici – ma che un po’ invidiavo per come riuscisse a tenersi una gnocca simile, una fighetta di quel calibro che, in effetti, rispetto a lui era proprio tutta un’altra cosa, nulla di paragonabile.

Appena ho notato quella faccia da vogliosa, mi sono subito accorto che non avrei potuto resistere a lungo alla tentazione di provarci: con quel visino in bilico tra l’angelico e il diabolico, quelle belle labbra, quegli occhi dolci e quei capelli castani chiari fin troppo invitanti, appena l’ho vista in piedi mi ha fatto perdere la testa: un fisico davvero perfetto, asciutto al punto giusto ma con le curve ideali da farmi venire mille fantasie.

Lei aveva un paio di leggings di pelle viola, che le mettevano bene in evidenza le cosce stupende, e poi quelle chiappe perfettamente formate senza il minimo difetto, però era pure un po’ timida, perché non perdeva nemmeno un istante per abbassarsi la sua camicetta bianca per cercare di occultare un po’ quelle grazie meravigliose, soprattutto mentre tentava di alzarsi dal suo sedile per andare a bere qualcosa.

La sua timidezza un po’ mi colpiva, proprio perché non avrei mai pensato che una tipa come lei, così in forma e perfetta dal punto di vista fisico, potesse farsi tanti problemi a mostrare quel magnifico culetto: e invece, cercava in tutti i modi forse di far venire certe fantasie, lasciando appunto ad ognuno di noi la possibilità di immaginarsi come potesse essere figa senza però farsi vedere completamente in quel modo.

Emanuela era proprio così, fighetta e in forma in modo unico, ma al tempo stesso pure un po’ vergognosa di mostrarsi nella sua perfezione, perché io un culetto così in forma non l’avevo mai visto, soprattutto su una tipa oltre una certa età: e quando ci siamo trovati per puro colpo di fortuna in un punto stretto del vagone, con lei che doveva passare per uscirsene verso il bagno, ne ho approfittato bassamente.

Mi son messo di profilo in modo tale da costringerla a stringersi di fianco per passare, e grazie al caos delle valigie e di tutto il resto, mi ha dato una bella strusciata con quelle chiappe sode sul mio cazzo, mentre io mi eccitavo a più non posso: quando si è accorta di me, mi ha guardato con quella faccia magnifica, ma al tempo stesso, mi ha detto in modo chiaro, ma sottovoce “porco, adesso ti denuncio per molestia se non…”

Io l’ho guardata, con un’espressione beffarda, e quindi sorridendo le ho detto “se non…*, al che lei mi ha guardato con uno sguardo provocante, dicendomi “se non me la lecchi tutta e me la fotti stantuffandomelo tutto dentro” e io le ho risposto “e dove?” e lei di risposta “qui, sul cesso del treno…” e io guardandola le ho detto “ma il tuo tipo?” e lei “e chissenefrega di quel cornuto scemo, no? Pensa a godere…”

Una tentatrice senza alcun pudore

A quel punto l’ho riguardata, e le ho detto “e tu mi spompini?” e lei di rimando “ma ovvio!!” e così mi son guardato attorno, e prendendola per mano, l’ho condotta con me un paio di carrozze più avanti, per evitare che il suo tipo potesse accorgersi di noi e, quindi, ci siamo rifugiati dentro il cesso, approfittando della tranquillità del vagone, godendoci il nostro momento di relax in quel luogo stretto ma eccitante.

Emanuela era già eccitata, e quando le ho abbassato quei leggings vedendo quelle gambe e quel culo in perfetta forma, mi sono subito eccitato, sentendomi fin troppo desideroso di fotterla: con la mia lingua dentro la sua intimità, lei si è eccitata, e mi stringeva a sé, spingendo la mia testa dentro di lei, eccitandosi e volendone sempre di più, mentre gridolava già tutta vogliosa, goduriosa com’era in quel momento.

La sentivo tremare tutta, eccitarsi senza freni e desiderare di essere posseduta in quel cesso, l’unico posto utile per sentirci padroni di un orgasmo indimenticabile, in una location perfetta per assaporare questo tipo di piaceri: e così, dopo averle dato le ultime leccate, l’ho tirato fuori e gliel’ho sfregato sulle labbra, dicendole che aveva la figa più bella che avessi mai visto, e che la volevo tutta per me.

Emanuela me l’ha preso in mano e piegandosi in avanti a 90 gradi, se le portato in figa, spingendoselo dentro, mentre io mi sentivo già al massimo del piacere sentendomi dentro quella bella figa calda, così accogliente e piacevole per rilassarmi senza perdere nemmeno un istante: e mentre spingevo, la sentivo mugolare piano piano, eccitarsi, e pregarmi di stantuffarlo sempre più dentro, fotterla senza alcuna pietà.

MI eccitava vederla così pronta a darsi al mio cazzo, così desiderosa di essere fottuta come una cagna solitaria in quel cesso, senza nemmeno guardarmi, in modo animalesco, lasciandosi fottere dal mio cazzo bello duro e pronto a fotterla a dovere, mentre ci muovevamo a ritmo, avanti e indietro, in quel piccolo cesso, ansimando sotto voce ed eccitandoci per come riuscivamo a godere in quel cesso senza farci sgamare.

Lei ne aveva ormai abbastanza di godere, e pian piano, sottovoce, si lasciò andare ad un gemito lungo fatto di mille gridolini soffocati per il piacere, mentre io ero ormai pronto a venire, e volevo venirle in bocca: così glielo dissi e, girandosi, Emanuela mi si avventò sul cazzo, spompinandolo tutto con grande piacere, sgusciandomi la cappella avidamente e prendendosela tutta dentro la bocca.

Mentre mi eccitavo, la sentivo assaporare tutto il mio membro, eccitandosi pure: finché con gli ultimi colpi di lingua mi fece svuotare i coglioni nella sua bocca vogliosa, ingoiando la mia sborra con avidità unica, come una troia che da troppo tempo non ne vedeva più…Quindi dopo essersi ripulita un po’ le labbra, riprendendo il fiato con me, mi chiese l’amicizia su Facebook ed io le dissi che avrei aspettato a confermarla.

Quindi mi lasciò il suo indirizzo e numero, dicendomi che tanto di lì ad una settimana sarebbe tornata a Milano e che, quindi, il nostro divertimento sarebbe potuto continuare…

Luca di Milano non ha perso tempo e ha subito cercato di conquistare questa gnocchetta, regalandoci un racconto erotico davvero eccitante.

Un lungo viaggio in treno, di Luca di Milano

Prima edizione: Gennaio 2016, by Atlantia Media.

© copyright MMXVI by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.