Con la sua tipa era più bello

Tutto è cominciato per puro caso, senza che avessi davvero pensato di tradire un mio amico facendomi la sua tipa. Un giorno d’inizio mese, infatti, mi trovavo per puro caso dalle parti di casa loro, perché dovevo dare del supporto ad un cliente. Essendo una normale giornata di lavoro, in pieno orario lavorativo, nemmeno avevo pensato di avvisarli che sarei passato da quelle parti, perché immaginavo fossero entrambi occupati al lavoro.

Arrivai alla palazzina e, in men che non si dica, incontrai la mia cliente: il suo problema era cosa di poco conto e, nel giro di un’ora, sistemai tutto quanto. Quindi, mentre mi apprestavo a scendere le scale per andarmene, una volta giunto all’atrio della palazzina, di colpo mi si parò di fronte Jessica, che in quel momento se ne stava uscendo per andare a fare la spesa. Mi salutò, dicendo che era sorpresa di vedermi da quelle parti.

In effetti, anch’io provai la stessa sensazione, e non esitai a dirlo. “Non credevo fossi a casa, Je, pensavo fossi al lavoro” e continuai “comunque in questi giorni dobbiamo vederci, per una bella serata insieme” e lei mi disse “eh, in effetti, oggi ero libera. Comunque ti volevo parlare un po’ di Luca, perché insomma, le cose non vanno più bene come una volta…” e poi, abbassando gli occhi, concluse con “ma sì, te lo dico una di queste sere.”

Sentirle dire ciò mi lasciò a dir poco senza parole. Quindi replicai “ah Je, mi dispiace ci siano dei problemi… ma se vuoi parlare un po’, mi ritaglio un attimo di libero e andiamo a prenderci un caffè insieme…” e lei “grazie Teo, non sarebbe male se potessi parlartene, perché non sono proprio al top…” e io “be’, ci mancherebbe che un amico si sottragga così…” e lei “non saresti il primo, sai quanti se ne fregano di noi; e di me in particolare?”

Queste ultime parole mi fecero male. Da una parte, mi dispiaceva tantissimo e, dall’altra, mi son sentito un po’ punzecchiato. Quindi siamo andati al bar dell’angolo e, dopo esserci seduti al tavolino, la conversazione è presto passata all’argomento clou. Jessica mi ha detto chiaramente che Luca l’aveva tradita, tra l’altro con una sua amica, e la cosa l’aveva veramente delusa tantissimo, al punto che ormai non provava più nulla per lui.

Stavano insieme soltanto per condividere una casa, ma non per altro. Je era sì ferita nel suo orgoglio, ma nello stesso tempo, mi sembrava che avesse superato la cosa, essendo ormai interessata a conoscere altre persone. Quindi quando l’argomento si spostò su di me, e lei mi disse che ero incredibilmente in forma, la cosa mi eccitò: “sei davvero super fit, ma come fai a mantenerti in questo perfetto livello di forma?” e io “sgobbo duro…”

E una risata comune smorzò un po’ della malinconia che la notizia del tradimento aveva portato a quel tavolino. Mi guardò le braccia e disse “guarda che belle… fammele toccare” e rise divertita, mentre io ero un po’ imbarazzato. Sentire le sue mani accarezzare il mio braccio e, poi, le sue mani stringermi, mi fece provare un lungo brivido nella schiena, una sensazione eccitante, che mi fece letteralmente trasalire sulla sedia.

Je mi disse “Teo, di’ la verità: ti son venuti i brividi, vero?” e io “be’, se mi tocchi così…” e ridemmo di nuovo, insieme, e di gusto. Una scintilla parve scoccare nei nostri occhi e, in men che non si dica, le nostre labbra si ritrovarono unite in un bacio superficiale, poi diventato qualcosa di appassionato, dove ci sembrava di toccare il cielo con un dito, sbaciucchiandoci con la lingua e desiderando sempre di più dalle nostre bocche.

Je mi sussurrò nell’orecchio “Teo, andiamo a casa, ti prego, dimmi che mi vuoi scopare” e io “mmm, non dovrei farlo, ma non posso resistere al tuo fascino…” e lei “dai, scopami come una troia, andiamo a casa” e mi prese subito la mano. Lasciai i soldi al tavolino e ci avviammo, mano nella mano, verso la loro casa. Lei aveva dei leggings neri e delle scarpe da ginnastica, e una felpa simpatica, un outfit casual che mi piaceva in modo particolare.

Le appoggiai una mano sulla chiappa e lei si eccitò oltremodo, guardandomi con uno sguardo da vogliosa. Facemmo i gradini a due a due, saltando presi da una voglia irresistibile di farlo, e appena entrati, chiudemmo la porta sbattendola rumorosamente. Je mi spinse sul letto, io mi levai le scarpe senza nemmeno slacciarle, e lei mi saltò sopra, sfilandomi i pantaloni avidamente, presa da una voglia di sesso che sembrava levarle il fiato.

Mi sollevò la maglietta e, in pochi istanti, fui nudo. Quindi prese a leccarmi tutto, e poi, a sbaciucchiarmi il cazzo, e quindi, lo volle tutto in bocca. Se lo assaporò come fosse un gelato, ingoiandoselo tutto, e ciucciandolo senza tregua. Io ero già abbastanza eccitato così e, mettendole una mano dietro la testa, la spinsi a me, voglioso delle sue attenzioni. Mi spompinò avidamente, facendomi sentire pieno di vita, mentre io le toccavo le tette.

Le infilai la mano destra nelle mutande e presi a stimolarle quella bella fighetta, sentendola ormai bagnata, e capendo che di lì a poco mi avrebbe dato tutto. “Voglio darti il mondo” mi disse lei, spogliandosi e gettandosi su di me. Le sue belle tettine, il suo culo e quella figa rasata mi fecero eccitare. Sfregò quella bella gnocca sul mio cazzo, e poi, si fece entrare il mio uccello bello duro, scopandomelo con decisione, presa da un piacere unico.

La vedevo dimenarsi su di me, godere e singhiozzare, in un moto di piacere che la stava travolgendo tutta. Scopava e godeva, mi guardava con quel suo sguardo soddisfatto, mi scopava ansimando, e continuava a gemere e ripetere “oh si, oh si, ohhh siiii” mentre si faceva il mio cazzo, saltandoci sopra come un’ossessa, che cercava di assaporare il meglio di quel momento di intenso godimento, che ormai era quasi sfumato in un orgasmo esplosivo.

Si sollevò dal mio cazzo e, quindi, si girò al contrario e prese a scoparmi intensamente, ancor più di prima, facendomi eccitare a non finire, in un momento di un’intensità unica. Sentivo la sua meravigliosa figa scoparmi il cazzo, farmi perdere letteralmente la testa in quell’istante, trasmettermi tutta la vitalità di una gnocca che ansimava, gemeva, urlava e singhiozzava nello stesso momento, presa da sensazioni più che travolgenti.

Le misi il pollice in culo, mentre mi scopava, e la sentii rilassarsi ancor di più, lasciarsi andare del tutto. Venne come una troia, bagnandosi tutta e gemendo a lungo, facendomi sentire soddisfatto al massimo.

Quindi si sollevò e mi disse “ti ho detto che ti do il mondo, adesso ti faccio venire nel mio culo” e si fece entrare il mio cazzo in culo senza dire altro, assaporandolo tutto e facendomi eccitare “ohhh siii, ohhh che culo, scopami così Je” e lei continuò a muoversi su e giù, regalandomi un paio di minuti di follia, con il piacere che non tardò ad esplodere, con un orgasmo meraviglioso, lungo e pieno di intensità, soprattutto quando le venni dentro.

Mi parve di svuotare i coglioni da litri di sborra, per quanto le spruzzai il culo. Je si eccitò, e si abbandonò completamente al piacere, appoggiandosi su di me, e restammo così a respirare affannosamente dopo tanto esercizio di piacere. Ci baciammo ancora e riprese le forze, ci baciammo di nuovo, trascorrendo altro tempo in quella posizione meravigliosa, con i nostri corpi ormai diventati una cosa sola in tutti i sensi…

Con la sua tipa era più bello, di Teo di Monza

Prima edizione: novembre 2019, by Atlantia Media.

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