Una vicina trasgressiva

La vicina mi ha scopato in giardino da vera trasgressiva

Poco tempo dopo il mio trasferimento nella nuova palazzina, nell’appartamento che si trova a piano terra è arrivata una nuova inquilina. Simpatica, forse un po’ svampita e sempre con la testa altrove, questa ragazza mi è sembrata comunque degna di essere conosciuta meglio. L’ho vista cucinare all’aperto, frequentarsi con un’amica (forse intima) e, poi, anche prendere il sole leggendosi uno di quei bestseller estivi che si trovano ovunque.

Il suo appartamento, infatti, gode anche della disponibilità del giardino, una caratteristica troppo bella per chi ama la natura. Quando l’ho vista occupare quella casa, un po’ mi sentivo invidioso per la sua fortuna, la sua possibilità di uscire ogni volta a prendere un po’ di aria tra le piante. Le serate trascorse a fare la grigliata in giardino, la natura, l’atmosfera delle candele: insomma, poteva godere di uno spazio vitale davvero unico.

Al confronto, io guardavo dal mio balcone e un po’ mi sentivo prigioniero di quella casa. Lei, invece, trascorreva parecchio tempo all’aria, sempre in compagnia di qualcuno. Qualche volta, ha proposto pure a me di raggiungerla per mangiare qualcosa in compagnia. Ogni volta mi ripromettevo di andare a trascorrere del tempo con lei, poi però, era come se mi sentissi fuori luogo: e non ci andavo mai a farle compagnia.

Lei, però, ogni volta che mi incontrava sulle scale mi ricordava il suo invito. Mi rinnovava ogni volta l’invito a cenare insieme, oppure a pranzare insieme il week-end, dicendomi che due single insieme potevano farsi compagnia. In effetti, non avevo mai preso troppo sul serio le sue parole, non so nemmeno il perché. Poi, un giorno, mi resi conto che non era un punto di vista così sbagliato e fuori luogo, anzi, aveva proprio ragione.

Stavo rientrando con la spesa in mano, e fermandomi a guardare il suo giardino, mi accorsi che Francesca stava sorridendo. Dopo averla salutata ed aver scambiato un po’ di parole con lei, mi accorsi che era particolarmente felice, quel giorno. Le chiesi che cosa la rendesse così ilare, e lei, mi rispose che aveva cominciato una nuova vita, e non voleva mai più lasciarsi turbare dai pensieri e dalle preoccupazioni, godendo ogni istante come l’ultimo.

Le dissi che il suo modo di pensare mi piaceva. La invidiavo, sempre, perché mi sembrava che sapesse esattamente che cosa fare per riuscire a cavalcare le onde della vita e restare sempre sulla cresta dell’onda. Era come se fosse depositaria di una strategica visione del mondo, un punto di vista perfetto su ogni vicenda umana. Quando sentì i miei complimenti, un po’, si sciolse in un sorriso ancor più allegro del primo che avevo intravisto.

Quindi mi accomodai sulla sdraio pure io, e tra una parola e l’altra, mi invitò a trascorrere la serata in sua compagnia. Mi propose di mangiare qualcosa all’aperto, un po’ di carne grigliata, perché a lei piaceva prepararla. Le dissi che l’idea mi piaceva, e così, mi fermai a condividere la sua compagnia, un lungo momento di relax e di divertimento, sapendo che quell’incontro sarebbe stato davvero un’occasione ghiotta per divertirmi.

Francesca mi guardava con quell’aria compiaciuta di chi sapeva come passare il suo tempo in modo piacevole. Poi, quando fu il momento di preparare la tavola, vedendo che la dava una mano, mi disse che la cosa le faceva piacere. Le chiesi se aveva conosciuto, fino a quel momento, solo gente abituata a farsi servire, lei, mi guardò e mi disse “sì, in effetti, finora non mi era capitato di trovare un uomo che volesse preparare la tavola senza richieste.”

La cosa mi fece piacere, ma ancora di più, mi eccitai particolarmente quando mi accorsi di quanto era figa. Francesca aveva solo un perizoma che era perfettamente sullo spacco del suo culo, con quelle due chiappe perfette. Vederla muoversi così era uno spettacolo, non potevo che sentirmi completamente rallegrato da quello spettacolo e, soprattutto, quella sera sapevo che non sarebbe stata soltanto un’occasione per mangiare insieme.

Mentre stava attorno al grill, senza pensarci due volte, mi misi dietro di lei e le diedi una bella toccata a quel culo sodo, dicendole “mmmm, che voglia di questo fondoschiena divina” e lei disse “chiamalo culo, anche se è bello, perché quello è” e io “va bene, Francesca, che ne dici se me lo fai assaggiare” e quella gnocca non si fece pregare per trasgredire insieme con me, mostrandosi per quella che era, una vera vogliosa.

Strinsi quelle chiappe tra le mie mani, e poi, tirai fuori il mio cazzo – già bello duro – e lo strusciai nello spacco delle sue chiappe divine. Nel frattempo, con la mano sinistra la sgrillettavo, facendola eccitare e sentendola ormai in preda al desiderio più trasgressivo. Preparava da mangiare e, nel frattempo, mi osservava con desiderio, invogliandomi a masturbarla di più. Io mi adeguai subito, e lo sgrillettamento divenne sempre più intenso.

La guardavo godere, la sentivo contorcersi, mentre io avevo il cazzo sempre più duro e non vedevo l’ora di metterglielo dentro, così, nel bel mezzo del giardino. Francesca, a quel punto, mi disse “dai, mettimelo in figa, e poi, sgrillettami mentre mi trombi da dietro” e io “dai, piegati in avanti, e adesso cominciamo a godere per davvero” e così, spinsi per bene il mio cazzo dentro di lei, sentendola gemere dal piacere mentre entrava.

Ad ogni spinta corrispondeva anche una bella sgrillettata, con il risultato che Francesca non si tratteneva più. Era ormai in preda alla massima eccitazione, e non sapeva come dominare quelle sensazioni intense. Io la scopavo con grinta, senza tirarmi indietro, e nel frattempo cercavo anche di stimolarla con i miei gesti, trasmettendole tutta la mia passione. La trombavo impietosamente, spingendolo sempre più dentro e godendo di brutto.

Nel frattempo, la cena cuoceva sul grill, mentre Francesca si eccitava e gemeva, e ansimando mi incitava a trombarla meglio. Io non mi feci pregare più di quel tanto, e in effetti, spingendo il mio membro dentro di lei, arrivai anche sul punto di venirle dentro. Lei voleva la sborra in bocca, e infatti, mi disse “dai, non venirmi dentro, voglio che mi riempi per bene la bocca, devi dissetarmi con il tuo seme caldo e pieno di vita.”

Diedi le ultime spinte e, qualche istante prima di venire, lo tirai fuori e glielo misi in bocca: mi scopò il cazzo con quelle labbra meravigliose, e mi svuotò le palle dentro di lei, ingoiandosi pure quella carica vitale senza pensarci due volte. Poi mi guardò, con quegli occhi vogliosi, e deglutì facendo scendere la sborra, ingoiandola come un siero della vita. Quindi mi disse “sono stata la troia perfetta, vero?” e io le dissi “sei la figa più troia che conosca”…

Ecco il marpione di turno, Marco, che si lancia in un’avventura perfetta, una di quelle indimenticabili: e con la compagnia di Francesca, davvero, non poteva andare in maniera diversa, sin dal primo istante della storia che ci ha raccontato.

Mi son scopato la vicina trasgressiva in giardino, di Marco di Milano

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

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