Una tipa focosa

Ho impalato la figa focosa di una tipa troppo irresistibile

Da un paio di settimane, mi ero accorto che la tipa di un mio conoscente – che peraltro avevo saputo essere una grande troia e pure cornuta – si aggirava sempre attorno al quartiere in cui abito, quasi come se fosse in cerca di un pretesto per fare qualche incontro particolare: così, un pomeriggio in cui ero libero, dopo essermi preparato da mangiare e gustato un libro in balcone, mi son un attimo soffermato in giardino per fare dei lavori.

E mentre mi preoccupavo di potare e sistemare le ultime cose prima del riposo dell’inverno, mi sono accorto che da qualche secondo c’era Gloria affacciata al recinto, che mi guardava all’opera e che, quindi, dopo avermi riconosciuto mi ha salutato: dopo aver ricambiato, le ho chiesto come andasse, e che ci facesse da quelle parti, considerando che abitava abbastanza lontano dalla mia casa e non l’avevo mai vista lì attorno.

Dopo avermi spiegato quelle che erano le ragioni della sua presenza, la invitai a prendere nota delle mie piante, perché – almeno a parole – mi aveva dimostrato di essere una grande appassionata: una volta entrata, oltre a riconoscere parecchie specie, mi diede pure qualche consiglio per tenerle nel migliore dei modi, senza correre il rischio che potessero subire qualche danno durante il freddo periodo invernale.

Così le proposi di bere un caffè in mia compagnia: e lei accettò, seguendomi dentro casa, apprezzando strada facendo l’arredo e dicendomi che si era immaginata che potesse essere così la mia abitazione. La sua affermazione mi stupì, ma soprattutto, mi colse ancor più alla sprovvista quando mi ritrovai la sua lingua in bocca, con lei che mi stringeva la testa e limonava come una disperata in cerca di qualcuno che la baciasse.

Il mio cazzo nel suo culo divino

Sapevo del fatto che fosse già impegnata con qualcun altro, però, alla fine non me ne fregava più di quel tanto e mi lasciai andare: Gloria era già abbastanza eccitata da non voler aspettare oltre e, mentre io mi trattenevo a stento dalla voglia di tirar fuori il mio cazzo e iniziare a castigarla, lei si fece strada anche nei miei pantaloni e me lo afferrò tra le sue mani così piccole ma vogliose, iniziando strofinarlo sotto i palmi per farmi eccitare.

Quindi qualche istante dopo ci spogliammo, e mentre lei per tanto era infoiata aveva già il mio cazzo in bocca, io cercavo la sua figa: ma si fermò subito, e mi disse che non me l’avrebbe data, perché non poteva assolutamente farsi trombare da me in quel posto, perché il suo uomo se ne sarebbe accorto del suo tradimento, soprattutto perché era troppo sospettoso negli ultimi tempi con i casini che aveva fatto tra lavoro e la vita di coppia.

Mi segò un attimo il cazzo, mentre io slinguazzavo la sua figa, e si eccitò a non finire: io le dissi che non le sarei venuto dentro, che l’avrei scopata soltanto per un po’ in figa, perché non volevo farle casini. Oppose un po’ di resistenza, poi, mentre sentiva il mio cazzo scivolare sulle sue grandi labbra belle bagnate, a un certo punto fu lei a spingerlo dentro e mi disse di scoparla senza sosta, di sfondarla perché ne aveva voglia e anche di venire dentro.

La guardai, le dissi che non volevo farle casini, e lei per tutta risposta si mise a pecorina dicendo che lo voleva dentro tutto senza perdere altro tempo: iniziai a spingerlo dentro e a scoparla, mi eccitai, e soprattutto capii quanto era troia e quanto era splendida da scopare mentre il mio uccello caldo e duro scivolava dentro quel buchino bagnato ed accogliente, con me che stringevo le sue chiappe nel trombarmela per sentirlo più stretto dentro di lei.

Così andammo avanti per parecchio tempo, con lei che si eccitava e gemeva, io che godevo ansimando, finché a un certo punto le dissi che volevo metterlo nel suo culo: Gloria non si oppose e, anzi, mettendosi un dito ben bagnato nell’ano, si preparò un attimo al mio cazzo, che puntualmente qualche istante dopo entrò in quel magnifico culo, sfondandolo senza alcuna pietà, mentre godevamo come due porci senza alcun ritegno.

Continuai a trombarla, facendola impazzire con la mia mano nella sua figa, finché mi lasciai andare ansimando e sborrando in quel meraviglioso culo stretto e caldo, per poi tirar fuori il mio cazzo, ed osservare lo spettacolo della mia sborra che colava fuori, mentre Giorgia ancora ansimante e sfondata, si riprendeva da quei minuti di piacere travolgente che l’avevano fatta veramente godere e fatto ricordare quanto fosse bello il sesso.

Ci sistemammo, vestimmo, e poi andammo a bere il nostro caffè tranquillamente, come se nulla fosse successo.

Marcello ce l’aveva davvero dritto e duro, e quando la sua trombamica ne ha approfittato, ecco nascere una storia di sesso amatoriali senza pari.

Una tipa focosa che amava farsi impalare, di Marcello di Perugia.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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