Una gnocchetta

Una gnocchetta per cliente da sbattere

Quando Martina si è presentata per la prima volta nel mio negozio, perché voleva una nuova cover per il suo cell, vedendola sculettare in quei bei pantaloni di pelle, mi son reso conto di come potesse presto diventare una delle miei clienti preferite, di quelle con cui trascorrere parecchio tempo a chiacchierare. Ma poi, guardandole per bene le gambe, mi sentivo salire un certo desiderio: quello di sbattermela sul serio, una bella sera, una di quelle in cui dopo aver lavorato alla grande, preso dallo scazzo, non potevo immaginare nulla di meglio di una bella fighetta come quella di questa tipa.

Martina non è certo una tipa semplice: un po’ se la tira (e a giusta ragione, basta guardare quanto è gnocca!!), ma al tempo stesso è un po’ altezzosa, e subito dopo, magari perché stimolata con parole che le piace sentirsi dire, si scioglie e diventa la stronzetta più dolce di questo mondo, che se potesse ti spompinerebbe in punta, e se lo gusterebbe tutto il tuo uccello. Così, quando mi ha chiesto delle cover, ho scelto di passarci parecchio tempo con lei, proponendole tanti nuovi prodotti interessanti, quelli più di design, e forse appunto più adatti a una gnocchetta desiderosa di essere al centro dell’attenzione.

Le guardavo quelle meravigliose cosce in perfetta forma

Martina era lì davanti a me, che guardava nelle vetrine, e mi mostrava le sue cover preferite: ed io ne approfittavo per fissarle quelle cosce, per guardarle e divorarle con gli occhi, sognando di averle tra le mani, di poterle toccare, e di stringerle, facendole di tutto e di più. Lei era perfettamente conscia di come la guardavo, e probabilmente fingeva di non accorgersi dei miei occhi rapiti da quelle gambe così invitanti, finché si è voltata verso di me, guardandomi con quella sua aria da stronzetta figa, dicendomi “allora, ti piacciono le mie gambe? Dillo che mi sbatteresti come una cagna a pecorina!!”

Nel sentirla parlare in quel modo così disinibito, e forse avendo lei voglia di provocarmi e pregustandosi l’idea di prenderlo dietro, le dissi senza pensarci due volte “Martina, hai due cosce che stringerei tra le mie mani e ti sbatterei davvero come dici tu, non sai come lo vorrei!” e lei, fingendosi schifata, disse “ma pensa tu che razza di porco sei: e io dovrei venire qui dentro a comprare roba? Ma tu sei proprio da curare!!” Quindi finse di andarsene, ma io la presi per il braccio, e tirandomi a lei, la baciai senza nemmeno farla parlare, e mi accorsi che era quello che voleva: mi slinguazzò vogliosa, passandomi le sue braccia dietro il mio collo.

Stavamo limonando divinamente, e mi sentivo sempre più eccitato, ma mi lasciai andare senza alcun pudore, perché non volevo perdermi quell’occasione, una così doveva essere la tipa perfetta con cui trombare e scaricarmi i coglioni, farle bere tutta la mia sborra, non senza prima essermela trombata per bene, assaporando per davvero quella super fighetta pronta a raccogliere tutto il calore della mia cappella in fiamme, che aveva ormai disperatamente di finire dentro di lei, di sfogare tutto il mio desiderio dentro il suo corpo, possedendolo come se fosse la mia troia preferita.

Quindi finì il nostro bacio infinito, e lei si accorse che ce l’avevo già in tiro, e mi passò una mano sui pantaloni “senti com’è già bello duro, di’ un po’, ma lo vorresti mettere proprio dentro lì, non è vero?” e io le dissi “Martina, non vedo l’ora di sentirlo dentro di te, di sfondartela con il mio bell’uccello in tiro, desideroso di essere fottuto per bene” e lei, a quel punto, mi disse “hai un posto dove possiamo metterci, oppure, devo sistemarmi dietro il bancone con te?” e io a quel punto, le dissi “dai, chiudo la porta e ci mettiamo dietro il bancone, tanto non ci vede nessuno”.

Martina quindi mi disse “dai, mi slaccio solo la cerniera dei leggins e levo le mutandine da davanti, così mi puoi trombare senza nemmeno che ci spogliamo” e così, io mi sono levato il cazzo dai pantaloni e dai boxer, e l’ho tirato fuori bello dritto, con lei che si è sistemata su di me, a gambe aperte, e se l’è sfregato sulla figa “mmmhh, siii, dai mettilo dentro, che ho proprio voglia di sentirti scoparmi per bene” e lei, guardandomi con quello sguardo voglioso, mi ha detto “brutto porco, lo so che lo vuoi, adesso ti scopo io per bene”. E a quel punto mi è saltata sopra, facendoselo entrare in quella bella fighetta già calda e bagnata, per quanto era eccitata.

Lei godeva già, eccitata com’era, e mi diceva “dai che vengo, sono troppo eccitata, fammi venire, ohhhh siiiiiiiiiiiii, veeengooo, daiii, siii, siiii, in figaaa, daiiiii, ahhhhhhh” e si lasciò andare così, con quella fighetta calda e bagnatissima, mentre si muoveva allegramente sulla mia cappella, scopandomi tutto il cazzo a ritmo, facendomi sentire quel meraviglioso bacino scendere su di me, divorarsi il mio uccello in quel movimento deciso e voglioso di assaporare nuove emozioni uniche, indimenticabili sensazioni di un momento di piacere chiusi nel mio negozio.

Le dissi di continuare a scoparmi così, guidandola, ed eccitandomi nel vedere quelle meravigliose cosce strette nei suoi leggins neri che mi fottevano con passione, con grinta, con lei che mi guardava con quella smorfia di piacere, e poi mi diceva “ohhh siii, dimmi che vieni, perché non ce la faccio quasi più, daii, dimmi che stai per venire” e io le dissi, “Martina, se vuoi spompinami per farmi venire, così non ti stanchi di più” e lei, guardandomi vogliosa, mi ha detto “no, voglio che mi vieni in figa” e io le ho detto “davvero?” e lei rispondendomi “si, adesso ti faccio venire io, vedi come vieni che sborri fuori tutta la sborra degli ultimi dieci anni.”

E dopo essersi messa sopra di me con quell’intensità unica, lei si è fatta scivolare e ha cominciato a cavalcare vogliosa, senza freni, come se fosse ormai diventata una gara, mentre io mi sentivo sempre più su di giri, ansimavo, respiravo velocemente, e le dicevo di fottermi di più, che mi piaceva, finché poi le dissi “Marti, sto venendo, se vuoi tiralo fuori” e lei disse “no, voglio sentirlo colare tutto dentro di me” e quindi la guidai, afferandola per il bacino, finché con le ultime spinte mi fece svuotare per davvero i coglioni dentro la sua meravigliosa fighetta calda e stretta, che ormai strabordava di sborra….

Marcello ha trovato una cliente perfetta, di quelle che paga e scopa pure: non perdetevi questo suo racconto erotico appassionato.

Una gnocchetta per cliente da sbattere, di Marcello di Padova

Prima edizione: Dicembre 2016, by Atlantia Media.

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