Di corsa, nella notte, con lei

Di giovedì sera, succedono sempre cose meravigliose. Sarà perché nessuno ha voglia di tornarsene a casa, dopo il lavoro, quasi come se ci fosse un desiderio assoluto di staccare e sparire chissà dove. Così, quando la scorsa settimana mi son incontrato con Vale, sentivo già nell’aria che c’era qualcosa di speciale ad attendermi. Piena di voglia di vivere, euforica e simpatica, non c’era volta che la incontrassi scazzata. Vale è Vale, nulla da fare: e pure quando c’è un temporale, lei porta il sole nella vita di tutti. Come se fosse illuminata di una vitalità estranea al mondo umano.

Sempre pronta a condividere un momento conviviale, ad offrirti una birretta e a smezzare un aperitivo, che poi diventa apericena. Nel suo mondo, non c’è posto per la malinconia e neppure per la monotonia. Qualcosa che adoro assolutamente, perché pure a me piace vivere la mia quotidianità senza pensare a cose deprimenti. Qualcosa che, talvolta, mi mette nella condizione di scontrarmi – almeno a parole – con altri tipi un po’ meno positivi ed animati da buone sensazioni. Però io non ci penso, sorvolo su tutto, e il mio pensiero corre già verso i momenti più rilassanti.

Quelli appunto del giovedì sera con Vale, quando la routine lascia spazio alle migliori sorprese. Come questa settimana, quando sono andato in auto al solito bar per l’apericena. La mia cabrio adorata, che piace tantissimo pure a lei: e ogni volta che la vede, me lo ricorda sempre. Perché le piace andare in giro, correre nella sera con i capelli al vento e guardare l’orizzonte: perdersi in quei momenti in cui il giorno lascia spazio lentamente alla notte. Forse perché può fantasticare senza pensare a nulla di serio, vivere il momento e le sensazioni più belle. In completa libertà.

Quando mi ha visto lasciare l’auto davanti al bar, mi ha accolto tutta allegra e felice. Mi ha subito chiesto di poter andare a fare un giro insieme, non appena mi ha salutato. Io mi son messo a ridere, rispondendo al saluto ed annuendo: sì, saremmo andati a fare un giretto insieme. Ma dopo esserci dissetati un po’, perché nonostante la fine del mese, le temperature sono ancora belle miti. Vale mi ha subito raccontato delle ultime novità, non ha perso tempo per dirmi che aveva finalmente ripreso a lavorare. Dopo lo stop del covid e la crisi che si è portato con sé.

Ovviamente mi son subito rallegrato per lei, e le ho fatto presente quanto fossi contento della novità. Nel suo viso, ho subito notato la felicità di chi è tornato a sentirsi attivo e piacevolmente apprezzato dagli altri. Perché a Vale piace percepire quella sensazione unica che il coinvolgimento in un progetto, in novità interessanti, sa offrire. Tra un sorso e l’altro, guardandoci negli occhi, ci siamo detti quello che le parole non sarebbero mai riuscite a comunicare. Potere della telepatia e della nostra capacità di capirci al volo, senza difficoltà né troppe follie.

Così mentre stavamo finendo di bere, le ho accarezzato la mano destra. Un gesto istintivo, fatto senza pensare: e che l’ha conquistata in men che non si dica, spingendola a trasmettermi sensazioni positive. Quelle che soltanto la sua compagnia sapeva offrirmi. Uno sguardo tra di noi, l’intesa immediata, e dopo aver lasciato i soldi sul tavolo ci siamo precipitati in auto. Saltando dentro senza nemmeno aprire le portiere, al volo, lanciando borsetta e borsello. Eravamo già sufficientemente su di giri, lo sapevamo entrambi. Così, un bacio spontaneo suggellò la nostra intesa.

In un istante, la sua lingua e le sue labbra divennero una cosa unica con le mie. Eravamo presi già dalla voglia di lasciarci andare, non saremmo stati in grado di resistere molto a lungo. Almeno non quella sera, che sarebbe stata la nostra. Così, partimmo alla volta del nostro ristorante preferito sul lago, a Como, e mentre eravamo per strada Vale cominciò a provocarmi. Infilò le sue mani dentro le mie mutande, mentre guidavo, facendomi eccitare. Mi scappellava, e mi sfregava le sue dita fatate. Io me lo sentivo diventare duro e desideroso delle sue attenzioni.

Poi, cominciai a bagnarmi un po’. Non le sfuggì tutta quella mia eccitazione, probabilmente perché pure lei aveva proprio voglia di me. Così, ad un certo punto – preso dalle sue stimolanti toccate – le dissi che non avrei potuto guidare così a lungo, che mi sarebbe venuta voglia di farlo con lei per strada. Per tutta risposta, mi sfilò i pantaloni e i boxer, e s’insinuò con la sua testa sotto il volante mentre guidavo. La sua lingua solleticò le mie voglie, e mi fece subito intendere quanto volesse assaporare il mio membro. Poi le sue labbra fecero il resto, risucchiandomelo avidamente.

Mugolavo mentre guidavo, poi sorridevo, e le dicevo di smetterla senza convinzione. Per tutta risposta, la sua bocca ingoiava sempre più il mio cazzo in tiro. Ero ormai preda delle sue eccitanti fantasie, mi lasciavo andare mentre mi spompinava. Non volevo venire, però: desideravo ardentemente sentirla tutta mia, farlo in un luogo incantevole. Una volta giunti alle porte della città, dalla strada che scendeva verso il lago, mi fermai dove non c’era case e da uno spiazzo si godeva lo spettacolo del lago. Lei si mise a ridere, staccandosi dal mio cazzo: e mi disse “lo facciamo qui?”

Per tutta risposta le dissi “sì, ti voglio ora e qui…dai, fammi vedere quanto sei gnocca e sai farmi godere” e le diedi una pacca sul sedere. Vale si eccitò, e mi guardò di nuovo con il suo sguardo felino. Poi, si passò la lingua tra i denti, e scostò le mutandine sotto la sua gonna. Era già bagnata e calda, ne aveva una voglia incredibile. Però prima che potesse scoparmi, la assaggiai. Con la mia bocca vogliosa, presi a solleticarla: le mie labbra e la mia lingua giocarono con la sua figa senza pensare a null’altro. La volevo tutta per me, non potevo resistere a quella tentazione golosa.

Era talmente eccitata che le mie sgrillettate e leccate, nel giro di un paio di minuti, la fecero trasalire e poi godere rumorosamente. Venne gemendo senza fine, facendomi eccitare ancor di più. Non ne potevo più di attendere il momento del piacere con lei e, quando finalmente lei mi montò sopra, affondò la sua figa su di me con un movimento deciso. Fu l’inizio di una parentesi di piacere unico, intensissimo. Un’eccitante cavalcata verso uno splendido orgasmo. Che con i suoi colpi di bacino, mi sembrò qualcosa di divino ed irresistibile. Un momento da scolpire nel granito.

Sentirmi trombare così divinamente mi faceva perdere la testa, con il risultato che le afferravo le chiappe e le guidavo su di me. La incitavo a scoparmi così, di più, e le dicevo quanto mi piaceva. Ero eccitato da lei, stavo per morire dal piacere. Poi cominciai a respirare affannosamente, quindi il mio battito si fece sempre più veloce e, poi, arrivò il momento di lasciarmi andare. Mi sentii esplodere il cazzo in una sborrata infinita, abbondante e caldissima, che le riempì quella figa meravigliosa. E lei si lasciò andare in un lungo, intenso e liberatorio gemito.

Nel frattempo mi afflosciai su di lei, riprendendo piano piano il fiato. Ero sfinito dal piacere, la stringevo a me, e la baciavo. Vale cercava le mie labbra, e poi continuammo a baciarci così. Eravamo entrambi stravolti dalle sensazioni e cercavamo di ripigliarci. Mentre la sera sul lago di Como scendeva piano piano, conquistandoci e regalandoci un’emozionante visione. Quella del nostro amore, vissuto in un luogo incantevole…

Di corsa, nella notte, con lei, di Andrea di Milano

Prima edizione: settembre 2020, by Atlantia Media.

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