Una gnocca per cui perdere la testa

Pensavo ogni volta a lei, quando arrivavo davanti a quel bancone. Sapevo che l’avrei vista lì, pronta a servirmi ciò che avrei voluto bere, e che l’avrebbe fatto con quel suo sorriso smagliante: ed ogni volta che mi sedevo lì, non potevo fare a meno di fissarla negli occhi e perdermi in quel suo sguardo. Al bar dove lavorava Melissa, c’era sempre tanta vivacità: con quel suo modo di porsi, del resto, era impossibile non sentirsi a proprio agio e desiderare di vivere ogni istante fantasticando sulla possibilità di conoscerla meglio e lasciarsi andare alle fantasie più eccitanti.

Sempre vestita in modo provocante al punto giusto, ma senza eccedere troppo, Melissa era la classica tipa da guardare muoversi in tutta la sua felinità. Espressione vivace, gambe lunghe e fasciate sempre nei jeans stretti, magliette ideali per mettere in evidenza il suo seno, ma senza renderlo esplosivo, erano gli elementi impeccabile del suo look spettacolare. Poi quando arrivava al tavolo per le ordinazioni, era sempre un momento piacevole: si muoveva quasi a passo di danza, e poi, si soffermava al tavolino a scambiare qualche parola, con un’aria sempre allegra al punto giusto.

Poi qualche cosa cambiò, lo scorso giovedì: la vidi subito su di giri, quando arrivai al locale. Era davvero piena di vita, euforica, quasi come se qualcosa nella sua vita le avesse dato uno sprint nuovo. Quando arrivò a raccogliere la mia ordinazione, mi soffermai a parlare un po’ con lei, e le dissi che la vedevo davvero allegra. Lei mi rispose che si era liberata di un grosso peso, che finalmente qualcosa era cambiato nella sua quotidianità: una vecchia storia d’amore era finita, ed ora poteva finalmente guardare al futuro in modo più sereno, senza alcuno stress.

Sentirle pronunciare quelle parole mi fece, dapprima, uno strano effetto: pensai a quanto certe storie trascinate in eterno fossero vuote e prive di vere emozioni e, dall’altra, mi resi conto di come un terremoto nella quotidianità potesse essere spesso molto salutare. Quindi le risposi che ero felice di vederla così allegra, e la cosa mi faceva davvero tantissimo piacere. Melissa mi sorrise dolcemente, e poi, mi ringraziò delle parole, e mi appoggiò la sua mano destra sulla spalla sinistra, fermandosi a parlare un po’ di più del solito: e anche quel momento mi piacque tantissimo.

Mi chiese della mia vita sentimentale, al che risposi che non ne avevo più una, da quando ero stato tradito dalla mia ex. Sul suo viso si dipinse un’espressione triste, e aggiunse che la cosa le dispiaceva: e poi mi disse che le sarebbe piaciuto vedermi allegro. Sorrisi, la guardai negli occhi, e d’istinto la presi per mano: poi mi alzai, la strinsi a me e l’abbracciai. Restammo così per un po’ di tempo, finché le accarezzai il volto, le dissi quanto era dolce, e di lì a poco scoccò la scintilla tra di noi: e partì il nostro primo bacio, appena accennato, sfiorandoci leggermente le labbra.

Poi la cosa si fece più appassionata, perché le nostre lingue cominciarono a cercarsi, e le nostre mani si strinsero: poi un abbraccio deciso si impose come il modo migliore per vivere quel momento. Eravamo presi dalla passione, non riuscivamo a trattenerci: ci sedemmo, io sotto di lei, e quindi le nostre mani cominciarono ad esplorare i nostri corpi. Non c’era nessuno in giro quel giorno, e allora, Melissa mi disse di aspettare un attimo: chiuse la porta del bar, e poi, andammo dietro il bancone. Ci sdraiammo per terra, con la mia giacca sotto, e riprendemmo da lì.

Le nostre bocche e le nostre mani si rincorrevano senza sosta, la passione diventava sempre più esplosiva, e cominciammo a svestirci. Quando Melissa vide i miei tattoo, mi disse che le piacevano davvero tantissimo: era affascinata da quello sul mio braccio, e poi, guardò anche quello sui pettorali. Io invece rimasi attratto dal suo fisico, e poi, quando le abbassai le mutandine, vidi la sua meravigliosa fighetta rasata che mi fece perdere immediatamente la testa. La accarezzai, e poi, la mia lingua cominciò a farsi strada su di lei, solleticando intensamente il suo desiderio.

Aveva voglia di me, si eccitava anche nei suoi movimenti, ormai dei veri e propri spasmi di piacere. Era fuori controllo, non desiderava altro che godere, e me lo fece capire anche con i suoi gemiti. Non poteva che adorare il sesso, Melissa, e quando sentii pure la mia mano esplorare la sua intimità, insieme con la lingua, la cosa divenne irresistibile. Ansimava già, mi diceva che dovevo andare a fondo, di non fermarmi, perché voleva davvero godere: io assecondai le sue voglie, e presi a leccarle quella fighetta con il giusto coinvolgimento, spingendomi oltre e desiderandola tutta per me.

Sentirla eccitarsi sempre di più, bagnata e vogliosa, mi diede un’ulteriore spinta ad andare oltre. Infilai tutta la mia lingua dentro di lei, e poi, con le dita presi a giocare tra il suo ano e la sua figa. Melissa perse letteralmente il controllo, cominciò a mugolare, sempre più forte, e poi, si lasciò andare in un lungo gemito, bagnandosi completamente. Aveva raggiunto finalmente l’orgasmo, ed era pronta a godere di nuovo, ma stavolta lasciandosi andare alle mie voglie, soprattutto quando si accorse che avevo già il cazzo bello gonfio e desideroso di essere fottuto a dovere.

Mi abbassò i pantaloni e le mutande, quindi, dopo un paio di leccate, si sistemò sopra di me: quando il mio cazzo entrò nella sua figa, lei si lasciò andare nuovamente in un gemito. Le piaceva, e mugolava. Si muoveva su e giù, e godeva rumorosamente ad ogni spinta. “Oh sì” e continuava a salire e scendere, rendendo sempre più ritmica la sua manifestazione del godimento. Adoravo sentire la sua figa stringere il mio cazzo e scoparmelo divinamente, volevo che non si fermasse mai, e le tenevo le chiappe mentre mi fotteva così divinamente facendomi perdere la testa.

Il suo sguardo pieno di passione, quel suo modo di muoversi, contorcersi in preda al piacere, mi faceva sentire un uomo soddisfatto. Mi scopò così ancora per un po’ e, poi, venne rumorosamente bagnandosi tutta: e a quel punto, mi guardò, e disse “adesso ti fotto io per bene, preparati ad esplodere”. Si sollevò leggermente e, poi, si guidò il mio cazzo nel suo culo. Sentire quei movimenti mi fece eccitare parecchio, soprattutto quando il mio cazzo venne fottuto a dovere da quel culetto stretto al punto giusto, trasmettendomi delle sensazioni che mai avevo provato prima.

Melissa mi scopava così bene, appoggiando le sue mani su di me, mentre io avvinghiavo il suo culetto divino con le mie mani e la volevo su di me continuamente. Continuò a spingere così per un po’ e, alla fine, mi fece letteralmente esplodere in quel suo culo così bello tondo e sodo, facendomi sborrare a dovere. Mentre i miei schizzi la riempivano, pure lei si lasciò andare di nuovo in un gemito lungo, perché era riuscita a venire pure in culo. Si abbandonò al piacere restando sul mio petto, e io la strinsi a me, riprendendo fiato dopo quell’intensa scopata dietro il bancone.

Restammo accovacciati l’una all’altro per un po’ di tempo, ci guardammo negli occhi, e baciammo di nuovo… Poi ci accarezzammo, baciammo e trascorremmo altri momenti in quella posizione, coccolandoci dolcemente.

Una gnocca per cui perdere la testa, di Luca di Luino

Prima edizione: marzo 2020, by Atlantia Media.

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