La prima volta con lei

Ogni sera, da un paio di mesi a questa parte, passo sempre a fare l’aperitivo con un paio di amici in un bar del centro: in questo locale, particolarmente accogliente e sempre trendy, c’è una barista che mi sorride sempre e che mi piace pure un casino. Moira – questo è il suo nome – è la classica gnoccona che ti fa perdere la testa: culo bello alto, tette belle esplosive, sguardo pieno di desiderio e un’aria da tipa che sa il fatto suo, è irresistibile in ogni suo movimento: e con i suoi vestiti sempre perfetti ed alla moda, sa conquistare lo sguardo dei clienti tutti attorno a lei.

Con la sua collega, spesso, si alternano il turno: ma in un modo o nell’altro, è difficile non incrociarla almeno 3-4 volte la settimana. Ormai conosce a memoria tutte le nostre preferenze e quando arriva per raccogliere le ordinazioni, indovina sempre ogni richiesta: io, ogni volta che mi soffermo a parlare con lei, mi sento sempre invogliato a saperne di più e a raccontarle di me: è come se da ci frequentassimo da una vita, una sorta di confidente delle nostre paranoie. Per un bel po’, Moira è stata la nostra barista preferita, finché, una sera al bar non l’ho più vista e ci son rimasto male.

Pensavo che fosse altrove per malattia, o che avesse scambiato il turno con la sua collega. In realtà, proprio quest’ultima mi ha detto che aveva trovato lavoro altrove, e che non l’avremmo più vista lì al bar. Con i miei amici, ci siamo chiesti dove potessimo andare per incontrarla di nuovo. Ma poi, il destino ci ha riservato un’altra sorpresa. La sera seguente, infatti, è arrivata Melissa: e la sua presenza, non è passata inosservata. Mora, spigliata e piena di vita, desiderosa di conquistarsi il suo posto nel bar, era davvero la barista perfetta per sostituire la nostra Moisa.

Dopo essersi presentata a noi, ed aver conosciuto ognuno di noi, Melissa mi ha subito fatto capire quanto potesse essere bello andare al bar con lei dietro il bancone. Il suo modo di muoversi, quel suo sculettare allegro e, ancora, quelle sue tette così belle abbondanti e tentatrici, mi spingevano a desiderarla sempre di più. La guardavo bene, la osservavo nei suoi movimenti felini, e facevo di tutto per starle appresso. Poi, alla fine venne un’occasione unica per farmi avanti: la sera del mio compleanno, quando tra un drink e l’altro, la festa sarebbe stata di quelle memorabili.

Appena arrivato al bar, mi accorsi subito che Melissa era già su di giri: i miei amici le avevano comunicato la volontà di festeggiare il mio compleanno lì. Appena arrivai, prima degli altri perché volevo essere certo di trovare ciò che avevo ordinato, la vidi sulla porta sorridente: mi fece gli auguri e mi chiese se ero pronto per fare festa. Le risposi che, in effetti, era proprio la giornata giusta per divertirsi: ci saremmo presi una bella ubriacatura tutti insieme, stappando e gustando le migliori bottiglie che aveva nel locale. E lei mi guardò con due occhi pieni di allegria e curiosità.

A quell’ora, non c’erano ancora altri ospiti: il bar era praticamente tutto nostro, e c’era soltanto la sua collega che dava una mano con alcuni preparativi. Ci scambiammo a più riprese delle lunghe occhiate, poi, ad un certo punto scoccò la scintilla: mentre ero seduto sullo sgabello, lei venne a sedersi sulle mie gambe. Appena sentii il contatto con il suo bel corpo, mi resi conto di quanto avessi aspettato già fin troppo a lungo con lei: mi guardava con i suoi occhi da cerbiatta, provocanti, e desiderava trasmettermi tutta la sua voglia di trasgredire e di assaporare la vita.

Mi decisi a farmi avanti in quel momento: la mia mano destra finì sulla sua coscia, accarezzandola, e la guardai desideroso di vedere la sua reazione. Melissa non si fece pregare, e senza dirmi nulla, mi infilò la lingua letteralmente in bocca: cominciammo a limonare senza tregua, presi com’eravamo l’una dall’altra in un vortice di passionalità. Quindi, disse alla sua collega di coprirla, perché aveva voglia di lasciarsi andare alla passione: lei rispose che non c’era problema e, così, qualche secondo dopo ci appartammo nel retro del bancone, dove c’erano tutte le bottiglie.

Melissa aveva voglia di farlo in modo selvaggio, lì, senza perdere troppo tempo e gustandosi la vita. Mi guardò di nuovo, poi, le abbassai i leggings e il perizoma, quindi, le alzai la maglietta e sfilai il reggiseno: in men che non si dica, presi a stringerle le tette, e poi, a leccarle tutte. Poi continuai a palpare quel seno, mentre andai ad esplorare la sua bella fighetta rasata: avevo voglia di lei, non potevo fare a meno di desiderare la sua intimità, e le infilai finalmente la mia lingua dentro, leccandola tutta e stimolandola in ogni modo possibile ed immaginabile, sentendola contorcersi.

Le piaceva da morire farsi leccare e succhiare la figa, non le bastava mai: e mentre gemeva e si agitava, continuava a ripetere come un’ossessa “oh siiii, ohhh siiii, siii, siii, lecca, lecca, leccaaahhh ohhhh” e si lasciava andare a movimenti e gemiti che ben facevano capire quanto era presa dal piacere. Continuai a stimolarla con passione, toccandola con la mia lingua, solleticando le sue voglie: nello stesso tempo, le mie mani esploravano il suo corpo, mentre il mio cazzo si gonfiava sempre di più ed era pronto ad esplodere da un momento all’altro, sfondando la cerniera dei pantaloni.

Quando Melissa vide i pantaloni belli gonfi, proprio lì, mi guardò negli occhi e disse: “dai, dammelo tutto, fammelo succhiare, non vedo l’ora di averlo in bocca” e, in effetti, poco dopo lo tirai fuori per darlo proprio a lei. Si avventò sul mio bel membro come se non avesse visto un cazzo da secoli a questa parte, e se lo ingoiò tutto in un boccone, facendoselo arrivare in gola. Mi piaceva sentirla così presa dalla voglia di godere e di trasgredire e, tra una spompinata e l’altra, avevo anche modo di sculacciarla e spingerla a me, perché adoravo saperla ingoiare il mio bel membro duro.

Continuò a spompinarmi così per un po’, mentre io ripresi a leccarla e a stimolarla: avevo proprio voglia di sentirla tutta mia, volevo farla eccitare e poi esplodere sotto le mie penetrazioni. Poco dopo, la sentii bagnarsi tutta e venire, mugolando e godendo intensamente: mi disse che lo voleva dentro, e che voleva sentirlo entrare tutto, da dietro, perché le piaceva l’idea di farsi sbattere da me, in quel magazzino. Non mi feci pregare e, dopo averla messa a pecorina, mi misi dietro di lei e presi a spingerlo per bene dentro la sua meravigliosa figa bagnata e calda.

Stantuffavo il mio uccello a ritmo serrato, prendevo a schiaffi il suo culetto bello sodo, e nello stesso tempo desideravo di durare il più possibile: mi piaceva possederla e per nulla al mondo mi sarei fermato da quel bell’esercizio di piacere. Nel frattempo, mentre la trombavo impietosamente, con l’indice sinistro la sgrillettavo a dovere, mentre con il destro mi facevo largo nel suo culo: a quel punto, Melissa si lasciò andare e mi manifestò tutta la sua voglia di godere, trasmettendomi quella voglia di trasgressione che nessun’altra tipa era stata capace di mostrarmi in precedenza.

Mi disse di incularla, perché le sarebbe piaciuto, ma io le risposi che prima volevo sentirla venire dalla figa. A quel punto, presi a scoparla sempre più intesamente, sentendola gemere e mugolare, ormai in preda ad un irresistibile piacere. Mi sentiva spingere a dovere il membro dentro di lei, si lasciava fare, e ansimava sempre più: io sentivo il mio cazzo fottuto da quella meravigliosa figa, sperimentavo una sensazione di godimento mai provata prima, mi sembrava di toccare il cielo con un dito, mentre la scopavo intensamente avanti ed indietro senza tregua.

Melissa venne rumosamente, mentre la sua collega di là rideva e diceva di contenersi un po’, perché se fosse arrivato un cliente ci avrebbe sentiti. A quel punto, con il cazzo ad un passo dall’esplodermi in una sborrata colossale, le dissi che volevo il suo culo: lei si allargò le chiappe e mi invitò ad entrare, cosa che feci lasciando scivolare lentamente il mio membro in quel bel culetto. Sapevo che non sarei riuscito a resistere molto a lungo, perché ero troppo eccitato, e quindi spinsi piano piano: sin dal primo contatto, mi sembrò tutto così divino da perdere la testa.

In poco tempo mi eccitai più di prima e, all’ennesima spinta, mi sentii pronto a venire, ansimando sempre di più e lasciandomi andare: pochi istanti dopo, sborrai gemendo rumorosamente dentro il suo culo, riempiendole l’ano del mio seme caldo. Melissa si lasciò andare pure lei, e io mi appoggiai sul suo corpo: avevamo raggiunto un clamoroso orgasmo insieme, nel retro del bancone, vivendo quell’istante di trasgressione senza pensare a null’altro che alla nostra voglia di abbandonarci alle migliori sensazioni.

La prima volta con lei, di Roberto di Mantova

Prima edizione: febbraio 2020, by Atlantia Media.

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