Mi ha fatto perdere la testa in poco tempo

Non potrò dimenticarmi tanto facilmente di quest’estate 2020, quella del coronavirus: ma non soltanto la pandemia ha segnato questo particolare momento dell’anno. In effetti, ho potuto godere di un po’ più di tempo libero per andarmene al mare con la mia moto. Non mi son fato mancare neppure un week-end in Riviera, perché avevo proprio bisogno di spezzare la monotonia delle giornate in città con un po’ di sole, spiaggia ed ombrellone. E con la giusta compagnia, le giornate tra Riccione e Misano mi son proprio piaciute, soprattutto quando ho incontrato belle fighe.

Uno degli ultimi incontri che ho fatto, in particolare, mi ha proprio colpito. Una stragnocca, infatti, mi è capitata sottotiro. Un pezzo di figa che, mai, mi era capitato di incontrare in spiaggia. Bella, palestrata al punto giusto, simpatica e pure intrigante. Un vero mix di fascino che, in poco tempo, mi ha sopraffatto con le sue movenze e le sue parole. E pensare che, tutto, è cominciato per puro caso. Perché questa gnocca, mentre stava giocando a volley con le sue amiche, mi ha letteralmente centrato la faccia con una pallonata mentre prendevo il sole. Un episodio fortunatissimo.

Avevo appena finito di leggere le news e di concedermi un paio di cruciverba, quando ho deciso di mettermi al sole. Non avevo voglia di fare altro che concedermi un bel ghiacciolo all’amarena e, quindi, di sdraiarmi al sole. Un programma tutt’altro che stressante o rischioso, ma si sa, talvolta uccidono più la noia e la serenità che il rischio e l’iperattività. Una volta steso sul mio asciugamano, ho fatto in tempo a concedermi qualche leccata al ghiacciolo, prima che una pallonata me l’ha portato, stampandomene una parte sul volto. Facendomi trasalire ed imbestialire.

Già mi domandavo chi potesse essere il coglione rompicazzo che mi aveva rovinato il mio momento di relax. Pensavo a qualche ragazzino sprovveduto, uno di quegli atleti improvvisati da spiaggia che non aveva null’altro di meglio da fare che dare pedate a palloni tra i bagnanti. Però, attorno a me non vedevo bambocci. Quindi ero proprio fuori obiettivo, dovevo trovare in qualcun altro il responsabile dello sventurato gesto pseudoatletico. La risposta non tardò a giungere: e s’incarnò in una splendida ragazza, una bella bionda tutt’altro che rottainculo e bambocciona.

Quando si avvicinò a me, rendendosi conto del casino combinato, per prima cosa si è scusata. Quando ha visto che le ho passato il pallone sorridendo, allora, mi ha chiesto se volessi mi prendesse un altro ghiacciolo. E io le ho detto “magari ce lo prendiamo insieme dopo la partita, che dici?” e lei “hai voglia di giocare con noi?” e io “sì, vengo anch’io”. Così in pochi istanti, senza che potessi prevedere un colpo di culo simile, da una situazione spiacevole ero già catapultato in qualcosa di bello. Anche se non sapevo esattamente come sarebbe finita, quando ho avuto l’approccio con lei.

Tra un servizio e una schiacciata, il tempo passava piacevolmente. Con Serena, ci stavamo divertendo alla grande ed eravamo una coppia perfetta in campo. Anche lei, scherzando, l’ha sottolineato più di una volta. Guardandomi a fondo negli occhi con quel suo sguardo penetrante, quell’espressione irresistibile, mi spogliava letteralmente. Invogliandomi a fare ben altro che prendere a manate quel pallone: quantomeno, le manate le avrei volute dare alle sue chiappe. Così sode e tentatrici da spingermi a desiderare di averla tutta per me, di poterla possedere avidamente.

Serena si era accorta in men che non si dica di quanto esercitasse un fascino incredibile su di me. Giocava un po’ a provocarmi, però non tirava mai la corda fino a spezzarla: sapeva esattamente fino a dove spingersi, per poi attendere che fossi io a prendere iniziativa. Insomma, una vera e propria gnocca capace di conquistare con la semplicità delle sue movenze e gesta. Non le serviva andare oltre, perché anche aveva ben in chiaro l’idea di quanto potesse essere irresistibilmente desiderabile. E lo era veramente tantissimo, perché non mi spingessi oltre il limite del “non si può”.

Così, quando abbiamo vinto anche l’ultimo punto e il set, e la sfida è finita, per me è cominciata la battaglia più interessante. Quella con una strafiga che non potevo lasciarmi sfuggire così, sotto il naso. Invitando Serena a prendere un ghiacciolo con me, e quindi, a sdraiarsi ad abbronzarsi al mio fianco ero certo di farla mia. E non mi sbagliavo: in men che non si dica, mostrandomi come succhiava avidamente il ghiacciolo, mi ha fatto capire quanto avesse voglia di succhiare anche altro. Roteando la sua lingua sul ghiacciolo, infatti, alludeva a ben altro esercizio orale.

E io non vedevo l’ora di sentirla all’opera con il mio membro, altroché storie. Così, sussurrandole quanto la volessi scopare, ho rotto il ghiaccio. “Ti voglio scopare qui, in cabina” e lei “cosa ti fa pensare che io lo voglia altrettanto” e io “il tuo costume già bello bagnato”. Quelle parole non le lasciarono scampo, perché mi guardò con un’aria da vera troia e si lasciò andare. “Vieni, ho una cabina mia…e vediamo come ci divertiamo insieme” mi disse sorridendo. Non mi feci pregare, di fronte ad un invito così provocante. Ci incamminammo velocemente alla cabina, saltellando.

La sabbia rovente sotto i piedi, il cazzo in fiamme per la voglia, e quel suo movimento di chiappe davanti a me. Un tutt’uno irresistibile, un mix di sensazioni e di emozioni che mi travolgeva. Lei sapeva come farmi perdere la testa, altroché. Non ci avrei messo molto ad esplodere, se soltanto mi avesse toccato come sapeva fare lei. Appena dentro la cabina, mi spinse sulla sedia e mi sfilò il costume. Aveva già il mio cazzo in mano, e lo segava velocemente. Scappellandolo, mi fece subito sentire quanto sapeva far godere un uomo, e quanto le piaceva farlo così senza ritegno.

Affondò la sua bocca sul mio membro infuocato, e mi fece trasalire. Succhiava come un aspirapolvere. Non si fermava e, anzi, andava sempre più giù. Io ero già eccitatissimo, non vedevo l’ora di scoparla, perché volevo affondare il mio cazzo dentro di lei. Bramavo il suo culo sin dal primo istante, e non vedevo l’ora di stringerlo tra le mie mani mentre la penetravo. Infilai le mie dita nella sua figa e in culo, perché volevo assaporarne la porcaggine. Desideravo proprio spingermi oltre, e sentire come lei potesse affrontare il momento di una bella trombata con me.

Nel mentre, la sua bocca mi faceva perdere la testa con i suoi movimenti e le sue fantasie sinuose. Quindi le dissi “Sere, fammi sentire quanto sei troia, dai, fammi godere” e lei si levò il cazzo di bocca e disse “sfondami da dietro, prendimi come una puttana, dai” e io non mi feci pregare. Si sistemò a pecorina, e io, dietro di lei lo spinsi dentro. Nel momento in cui lo sentii dentro, un brivido mi percorse completamente la schiena, facendomi vibrare. “ohhh siiiii, che cazzone bello” esclamò la gnocca, mentre spingevo dentro di lei. E io “mh, che figa assoluta, che gnoccona”.

La trombavo con un piacere unico, non potevo proprio trattenermi dallo spingere con veemenza, perché volevo sentirla godere. Serena non si tirava indietro e, mentre la trapanavo a dovere, ansimava e gemeva come una vera troia. Coinvolgendomi ancor di più in questo gioco del piacere, che sarebbe esploso in una clamorosa sborrata di lì a poco. La sentii gemere sempre più forte, bagnarsi come se non ci fosse un domani, e poi, finalmente si lasciò andare con tutta la sua deliziosa natura trasgressiva in una lunga e desiderabile goduta tra versi e singhiozzi.

L’avevo posseduta completamente, era stata mia per tutto quel tempo, ed ancor non ero esploso in una fontanella di sborra. Spinsi ancora a fondo, la cavalcai, ed incitai a farmi godere. Lei era ormai quasi in preda ad un singhiozzare tra l’apoteosi del piacere e la perdita dei sensi, per quanto era intensa la sensazione provata. Poco dopo, anch’io arrivai all’apice del piacere e, tirando fuori il mio cazzo infuocato, le sborrai letteralmente in faccia, riempendola del mio seme bollente. Si eccitò tra uno schizzo e l’altro, e la presa in bocca, bevendosela con gusto.

Poi mi leccò tutto, e mi pulì il cazzo con quella sua bocca avida di piacere. Avevamo toccato entrambi il cielo con un dito, ed eravamo stravolti dalle emozioni provate…

Mi ha fatto perdere la testa in poco tempo, di Luca di Bologna

Prima edizione: agosto 2020, by Atlantia Media.

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One thought on “Mi ha fatto perdere la testa in poco tempo

  • 7 Settembre 2020 in 14:32
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    Splendido racconto, da replicare magari con una ragazza a pagamento (anche perché trovare quello che hai trovato tu è complesso)

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