Una ex vogliosa

Ho scopato divinamente con Roberta, la mia ex che è troppo vogliosa

Della storia con la mia ex, Roberta, mi erano rimasti pochi ricordi: dopo aver scoperto che era una troia che si faceva impalare anche da altri, infatti, l’ho mandata a fanculo senza perderci troppo tempo, anche se devo ammettere che una cosa su tutte, tra quelle che mi manca, era anche quella che mi faceva perdere la testa quando stavamo insieme, vale a dire, i suoi fantasmagorici ed inimitabili pompini a tutte le ore del giorno.

Sembrava che il cazzo non dovesse mai bastarle, e che ogni momento potesse essere quello giusto perché se lo prendesse in mano e, quindi, da un momento all’altro riuscisse a farmi sempre svuotare i coglioni a non finire, facendomi anche sborrare fuori quello che non avevo ancora nella palle, da tanta passione e carica ci metteva con quella bocca, e per quanto era brava nel divertirsi a succhiare a dovere il mio cazzo voglioso.

Era difficile trattenersi con lei, perché sapeva esattamente come divertirsi a lavorare con la sua lingua, e io con il tempo non ero comunque mai riuscito a resistere alle sue fantasie, sempre diverse da pompino a pompino, al punto tale che pensavo stesse sveglia pure la notte a studiare nuove tecniche per spompinarmi e darmi sempre quel po’ di piacere in più, come se dovesse conquistarmi ogni giorno con una succhiata diversa dall’altra.

Quando poi ci siamo rivisti qualche giorno fa, per caso al supermercato, mai avrei pensato che ci sarei cascato un’altra volta: in effetti, ci stavamo avviando verso il parcheggio sotterraneo, ognuno verso la sua auto, finché lei a un certo punto mi si è messa davanti e, passandosi la lingua tra le labbra, mi ha detto che aveva voglia del mio cazzo, in quel momento e in quel posto, e non avrebbe atteso a lungo prima di arraffarmelo.

Roberta mi spompinava divinamente

Dopo aver sistemato la spesa in auto, ci siamo seduti al suo interno sui sedili posteriori, approfittando del fatto che erano belli oscurati: l’auto era in fondo alla fila, non ce n’erano altre attorno, e quindi, una volta richiusa la portiera avevo già il cazzo in mano perché lei potesse prenderselo in bocca, e iniziare finalmente a farmi vedere se la sua arte spompinatoria era rimasta tale o se, nel frattempo, avesse perso l’abilità nel fare certe cose.

Sin dal primo istante in cui le sue labbra e la sua lingua meravigliose entrarono in contatto con la mia cappella bella calda e gonfia, mi accorsi che tutta la sua abilità da bocchinara era rimasta tale, e anzi, forse era pure diventata ancor migliore rispetto a prima: iniziò infatti a succhiare delicatamente il mio cazzo, poi a spomparlo proprio in punta, mentre io mi eccitavo e volevo sempre di più che si dedicasse alla mia vogliosa e irrefrenabile cappella.

Mentre Roberta spompinava, e si ingoiava ormai tutta la cappella nella sua bocca calda, io mi eccitavo sempre di più: sentivo che si divertiva a leccarmi la cappella proprio sotto, e la cosa mi faceva godere da morire, e lei accorgendosi di ciò, iniziò a soffermarsi sempre di più in quel punto, stimolandomi e facendomi impazzire, mentre io iniziavo ad ansimare e le dicevo che era la mia troia, esattamente come facevamo prima quando eravamo insieme.

Quella puttana continuava ad alternare leccate e succhiate, e poi si faceva scivolare il cazzo sulle labbra, proprio come una maestra spompinatrice, ben conscia del fatto che questa tecnica mi faceva durare di più ed eccitare ancor di più: la guardai bene mentre succhiava e leccava, e mi accorsi che la sua era la solita faccia da troia in cerca di cazzo, non era cambiata nemmeno un po’ e, anzi, forse la voglia di cazzo era diventata ancor più intensa.

La spinsi quindi tutta sul mio cazzo, facendoglielo ingoiare tutto, e mentre si divertiva di nuovo a succhiarlo in punta, perché sapeva che adoravo la sua tecnica, la guardai: aveva un’espressione soddisfatta, come di una troia che sapeva che nonostante non fossimo più insieme, io non vedessi l’ora che rimettesse la sua bocca sul mio cazzo per farmi ricordare le indimenticabili spompinate dei tempi in cui eravamo insieme.

Mentre continuava a darsi dare con la lingua e con la sua bocca, a un certo punto mi lasciai andare e la mia sborra la innondò tutto, facendola scoppiare a ridere: la sua era la solita faccia da cagna che sapeva di avermi fatto godere, e mentre se lo sfilava dalla bocca, guardandomi, mi disse che sapeva che mi era piaciuto da morire il suo pompino, e che non avrei potuto aspettare a lungo perché me ne facesse un altro.

Le risposi che non era cambiato il suo atteggiamento da puttanella e che, comunque, le sue spompinate non conoscevano veramente eguali…

Che sborrate, con una ex così capace di far godere: Daniele lo sa bene, e ora lo sappiamo pure noi, dopo aver letto questo meraviglioso racconto erotico pieno di godimento.

Una ex vogliosa dalla bocca troppo calda, di Daniele di Urbino.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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