La personal trainer gnocca

Mi son fatto la gnocca più bella della palestra, Elisa la personal trainer

Dopo tanti rinvii e troppe scuse, alla fine, mi son proprio deciso a ritornare in forma. L’ultima volta sulla bilancia, infatti, mi son spaventato nel vedere che avevo toccato quota 90 chili, veramente troppi per una persona della mia altezza e della mia età. Non sapevo perché continuassi a volermi male così tanto, ignorando i segnali che il mio corpo iniziava a lanciarmi in maniera sempre più insistente, perché riprendessi in mano ogni cosa.

Così, quel venerdì, quando dopo il lavoro mi sono avviato verso casa, sul cammino, non ho potuto fare a meno di fermarmi davanti ad una palestra ed entrarci, chiedendo un po’ di informazioni per iscrivermi. E quando di fronte a me, al bancone, ho visto quella gnocca castana venirmi incontro, allora, ho capito che avevo perso forse fin troppo tempo tra aperitivi ed altre cazzate.

Guardandomi, in effetti, Elisa ha subito commentato “fai bene, non è mai troppo tardi per iniziare a mettersi in forma: vedrai che, dopo un po’ di esercizi, ti sentirai subito meglio e ti guarderai con soddisfazione allo specchio”. Dopo quelle parole, avevo già deciso che era giunto il momento per impegnarmi sul serio, per sudare in palestra sotto i suoi consigli e, perché no, anche per farmi avanti.

Le settimane passavano, veloci e divertenti, proprio perché dopo il lavoro me ne andavo in palestra. E ogni volta, prima di cominciare con i pesi, Elisa era sempre lì a ricordarmi i progressi fatti. Per lei era diventato davvero essenziale spronarmi, farmi sentire a mio agio per quanto fatto, e rammentandomi che sarei arrivato molto lontano continuando così. Avrei raggiunto obiettivi davvero notevoli, secondo lei.

Le sue parole, il suo modo di dirle, i suoi gesti e il suo sguardo, erano diventati per me un mix esplosivo. Ogni volta le osservavo quel culo meraviglioso, quelle gambe, e poi le braccia e la schiena, e mi sentivo cogliere da un fremito. Dentro di me, infatti, desideravo ardentemente di potermi scopare quella gnocca, di farmela proprio lì in palestra, dopo una bella sessione di esercizi, in modo animalesco e selvaggio.

Anche lei, probabilmente, doveva essere un’amante del sesso fatto con decisione, non poteva del resto essere amante delle carezzine. Per capirlo, mi bastò guardarla allenarsi. Ci metteva una passione incredibile, una carica tutta sua, e sembrava volesse spaccare il mondo. I suoi movimenti erano quelli di una predatrice seriale, di una capace davvero di farti sentire tutta la sua voglia di godere, di assaporare i piaceri della carne.

L’occasione, finalmente, si presentò un lunedì sera, con le vacanze ormai prossime: in palestra c’era ben poca gente, forse anche per via del caldo, ma io non mi ero sottratto al mio esercizio. Arrivando, notai che c’erano ben poche macchine nel piazzale, ma la sua era lì che campeggiava, nel bel mezzo, e sembrava richiamarmi a rapporto, dicendomi “vieni, è lei che vuoi, non fartela sfuggire” al che non potei fare altro che obbedire ed entrare.

Elisa si stava concedendo una breve pausa, bevendo un po’ di acqua e guardando alcuni video di allenamento: quando mi vide entrare, per prima cosa, mi salutò tutta contenta e soddisfatta, dopodiché, mi disse “sei un grande, sono pochi ad essere passati di qui per l’allenamento, oggi, tra vacanze e caldo” al che io risposi “sei grande tu, Elisa, guarda che risultati ho raggiunto grazie a te, non ce l’avrei mai fatta senza il tuo aiuto”.

Lei osservò compiaciuta e disse “non è vero, ce l’avresti fatta comunque, perché la volontà non ti manca” e poi aggiunse “comunque, sono felice che tu ti trovi bene ad allenarti con me, allora ti porterò a raggiungere nuovi obiettivi” e, nel dirlo, mi lanciò un’occhiata maliziosa, quasi come se volesse intendere anche qualcos’altro con quelle parole, al che io le dissi “sei una donna da sposare” e lei, ridendo, rispose “non da sposare, ma da…”

E mi lasciò in sospeso per un attimo, mentre nella mia testa già avevo la risposta, e avrei voluto gridarlo. Ma poi cercai di contenermi, perché non sapevo come avrebbe potuto reagire ad una provocazione simile. Quindi, sorridendo, mi disse lei senza troppi giri di parole “da scopare, altroché sposare, a me i matrimoni fanno cagare proprio, preferisco vivere la mia vita senza quei ridicoli precetti e tante bugie preconfezionate.”

Le sue parole mi risuonarono nella testa, e mi fecero eccitare, al che senza pensarci due volte, mi tirai fuori il cazzo dalle mutande, e le dissi “che cosa ne dici di divertirti con me, allora, Elisa?” e lei, senza nemmeno profferire parole, mi guardò il cazzo, sospirò, e mi avventò ai piedi, per poi cercare il mio uccello, e prenderselo subito in bocca, assaporandolo tutto con quella sua foga, quella sua voglia di lasciarsi andare alla trasgressione.

Quindi mi guardò, e mi disse “che ne dici se ci divertiamo un po’ sulle panche insieme?” e io le risposi “allenarsi e godere, che accoppiata unica” e lei “vedi tra poco quanto ti piace” e portandomi per mano con lei, mi fece sistemare su una panca, dopodiché, mi mise letteralmente la figa in faccia, e cominciammo a gustarci un bel 69, un momento di piacere e di trasgressione che non poteva culminare che in una bella e spinta trombata.

Ero eccitatissimo, mi sentivo il cazzo esplodere, ero già gonfio di sborra, e non vedevo l’ora di sentirla su di me. Qualche istante dopo, mi si sistemò sopra, dandomi le spalle, e mostrandomi quel culo meravigliosamente scolpito, andò a farsi impalare dal mio cazzo, sentendolo entrare tutto nella sua figa, e io godendo, le dissi “ohhh, la figa, sì, la voglia ancora, dai, ohhhh” e Elisa si muoveva su di me come un’esperta cavallerizza.

Le sue spinte e la sua figa che si ingoiava avidamente il mio cazzo, mi misero subito con le spalle al muro: mugolavo, ansimavo, e la pregavo di trombarmi selvaggiamente, al che non si sottrasse. Spingeva e trombava, si gustava il mio membro, raggiungendo un velocissimo orgasmo, che la fece urlare letteralmente di piacere, e riprendendo subito a trombarmi, velocemente e profondamente, quasi che volessi farsi sfasciare per bene.

Spinse e strinse il mio cazzo talmente bene che iniziai a sentirmi pronto a venire, e glielo gridai, preso dal piacere, al che lei intensificò ancor di più la scopata, e mi fece svuotare le palle nella sua figa, con una sborrata che si consumò dopo circa una decina di schizzi abbondanti, che la fecero eccitare. E quando si sollevò da me, vidi colare la mia sborra da quelle meravigliose labbra, e osservai la sua in fiamme, mentre pian piano riprendevo fiato.

Elisa mi guardò soddisfatta, sorrise, e mi disse “riprendiamo l’allenamento, quello vero?” e io le dissi “sì, non vedo l’ora”…

Dario si è lasciato tentare dal fascino unico di Elisa, la sua personal trainer: e a giudicare dagli schizzi che le ha dato, dev’essergli proprio piaciuto particolarmente godersi la trombata con quella fighetta vogliosa.

Una gnocca per personal trainer, di Dario di Torino

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

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