Una culona zozza

Ho sfasciato per bene quella culona della portinaia, una zozza vogliosa

Nella mia palazzina, c’era un ambiente piuttosto piacevole con gente simpatica e di spirito e in modo particolare, era la portinaia ad attrarmi con quel suo modo di fare un po’ provocatorio, da donna sui trent’anni che, dopo aver divorziato ed essere restata con i bambini, non voleva per alcuna ragione al mondo perdere la conoscenza dei piaceri del sesso, tant’era carica di voglia di vivere e soprattutto di darsi da fare con il suo corpo.

Una mattina in cui ero libero, e lei si stava occupando di pulire le scale, mi sono accorto mentre stavo scendendo a prendere la posta, che lei era fin troppo attenta a quanto facessero tutti gli altri inquilini della palazzina: mi ero fatto l’idea che fosse sempre in cerca di qualche cazzo da scoparsi, ma non al punto tale da avvicinarsi alle porte per origliare che cosa stessero dicendo o facendo gli occupanti in quel dato momento in casa.

Mentre si avvicinava al mio pianerottolo, ed era quasi davanti alla mia porta, io all’interno ero già pronto a farle la sorpresa aprendo la porta di scatto: e così, quando ho visto da sotto la porta i suoi piedi ormai prossimi al mio uscio, avendo lasciato aperta la serratura, di colpo, ho aperto l’anta e me la son trovata lì di fronte, fingendo di spazzolare, ma con un’espressione tale che era chiaro si sentisse braccata ed ormai smascherata.

Così guardandola negli occhi, mi accorsi che lei abbassò i suoi e, prima di parlare, mi fece prima dire ciò che pensavo io: senza tanti giri di parole, le dissi che era troppo una impicciona e che avrei detto a tutti che cosa faceva. Sulle prime sembrò fregarsene, ma poi, di fronte alla mia determinazione senza sosta né ripensamento, decise poi di riflettere un attimo e, quindi, mi disse che l’avrebbe fatto con me se non avessi aperto bocca.

Mentre i suoi figli erano a scuola trombava con me

La invitai dentro casa e, in poco tempo, le levai quella bella tuta da ginnastica che metteva in risalto il suo corpo bello in forma, e dopo averla snudata ed accomodata sul mio letto, sfilandole le mutandine, iniziai a leccarle la fica perché volevo a tutti i costi farmela: lei si lasciava fare, eccitandosi e dimenandosi, iniziando a godere prima piano piano, sottovoce, per poi lasciare libero sfogo ai suoi gridolini di piacere soffocato.

A questo punto, dopo averla fatta godere con la mia lingua, ho lasciato spazio alle mie dita che, esplorando quella sua meravigliosa, calda e bagnata intimità, l’hanno fatta eccitare ancor di più: la risposta alle mie coccole, di fronte a tanta energia, non è tardata. Barbara era già ormai al settimo cielo, e lasciandosi andare completamente, a tirato un lungo sospiro di godimento, gemendo tutta e contorcendosi per il piacere.

Era chiaro, ormai, che dopo averla fatta venire con dei preliminari così intensi, lei non si sarebbe più sottratta a nulla, soprattutto ad un bel cazzo giovane da trombare che potesse farla andare subito su di giri, magari trombando in diverse posizioni: e così, le ho subito proposto di mettersi sopra di me, e di cavalcarmi per bene nella più classica delle trombate, con la sua fica che si è fatta subito trapanare dalla mia cappella vogliosa.

Scopare con lei in quel modo, è stato da subito il miglior antidoto contro lo stress e il nervosismo: mentre il mio cazzo affondava dentro di lei, la sentivo sempre più eccitata, con il risultato che pure io mi galvanizzavo in quel sesso fatto senza troppe paranoie, libero da ogni morale e, soprattutto, fatto a casa mia con una splendida donna che, più grande di me di qualche anno, non aveva certo perso la passione per l’eros e per le trombate.

Dopo aver quindi preso il mio bel membro caldo e duro in quel modo, Barbara reclamava altre attenzioni: e mettendosi a pecorina, mi ha subito dimostrato quale fosse la sua idea di trombata, allargandosi la fica con le dita, per prepararsi a prenderlo dentro tutto, perché era quello che lei voleva, eccitata ed infoiata com’era, e io non ero certamente pronto a resistere a tanta voglia di farsi fottere di questa splendida tipa.

Nel giro di qualche minuto, con il cazzo sempre bello duro e pronto a farmi godere ancor di più, Barbara ha voluto cambiare di nuovo posizione: stavolta, dopo aver ben goduto a pecorina, voleva starsene lei sotto, e farsi trombare a dovere dal mio cazzo, lasciando che fossi a muovermi dentro di lei, facendo scivolare il mio membro caldo e duro, avanti ed indietro, come se fosse un comodo astuccio dove poi alla fine liberare tutto me stesso.

Ormai mi sentivo totalmente fottuto e pronto a venire, così, nel momento in cui la mia prostata era pronta a contrarsi, l’ho tirato fuori e le ho voluto imbrattare tutta la fica pelosa con il mio seme, facendola eccitare mentre quel caldo liquido vitale colava su di lei. Barbara si passò un dito sopra e, quindi, se lo portò alla bocca leccandolo e succhiandolo: era una troia che non poteva assolutamente fare a meno del mio cazzo…

Troia e culona, vogliosa di cazzo a ripetizione fino a farsi sfinire: Alberto è pronto a servirla e, quindi, dopo essersela ripassata per bene, ha anche tutta l’ispirazione per scrivere il suo racconto erotico pieno di passione.

Una culona zozza che stravedeva per il cazzo, di Alberto di Benevento.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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