La sua sborra sulla mia faccia

La sua sborra era calda e colava verso la mia bocca

Ero solita fare le pulizie delle scale il venerdì mattina verso le 9:00 e, generalmente a quell’ora la palazzina era vuota perché tutti gli inquilini ed i bambini del palazzo erano fuori in ufficio e scuola. Quella mattina, però, qualcuno era rimasto a guardarmi e me ne accorsi in men che non si dica, visto che dall’occhiello intravedevo il signor Brunari che mi spiava. Ma ora vi spiego meglio!
Solitamente oltre a pulire le scale ero equipaggiata anche di tutti i prodotti utili per dare una passata veloce anche al davanzale della finestra ed ai vetri. Quella mattina, quindi, non appena arrivai con il furgoncino della ditta per cui lavoro misi lo scaletto all’ultimo piano, così da scendere verso il piano terra e completare il mio turno di pulizia.
La palazzina conta solo 4 piani e per ogni pianerottolo ci sono due famiglie, quindi si tratta di qualcosa di molto piccolo che solitamente riesco a fare in una mattinata. Giunta al 3° piano, però, sono salita sullo scaletto ed ho iniziato a lucidare i vetri della finestra, così da farli luccicare. Ad un certo punto, però, ho sentito il rumore di chiavi dietro ad una porta…lì per lì non ci feci tanto caso, ma poi mi accorsi che qualcuno mi stava guardando.
Così dopo qualche minuto che continuavo a sfregare vetri mi sono ritrovato che l’inquilino dell’appartamento piazzato proprio sotto il mio scaletto. A quel punto, dunque, ho salutato Alssandro:
-Ah, ma è lei, buongiorno…avevo sentito un rumore, ma pensavo che tutti fossero fuori.
-Oggi no! Ci sono io a farle compagnia!
-Ah ah ah, grazie, anche se in realtà devo muovermi perché devo ancora passare l’aspirapolvere in lavanderia.
-Ma se vuole dopo le dò una mano, tanto mi sto annoiando a casa…aspettavo per le 12:00 il corriere per un pacco importante!
-Ah, ecco perché é rimasto a casa!
– Guardi finisco le finestre e poi magari mi da una mano a prendere l’aspirapolvere dall’auto!
-Comunque, mi dia pure del tu, che oramai ci salutiamo da una vita!
-Va bene, Alessandro!
Finito di lucidare i vetri, sono passata alla cantina e in men che non si dica Alessandro mi ha aiutato a prendere l’ingombrante aspirapolvere e portarla in cantina. Quindi da li ho iniziato a pulire ogni singolo angolo della cantina e lavanderia, così da non lasciar alcuna traccia della polvere e delle ragnatele ce si erano accumulate con il tempo. Lui, nel frattempo, guardava delle cose nello spazio comune, dove vi erano collocate le biciclette, un vecchio letto con materasso e delle riviste e vecchi giornali. Sentivo da lontano che di tanto in tanto spostava qualcosa e, una volta spenta completamente l’aspirapolvere, sono andata a cercarlo per chiedere se gentilmente potesse nuovamente darmi una mano a spostare l’aspirapolvere. Lo trovai seduto proprio sul quel letto, dove era stata scostata la plastica e stava leggendo una vecchia rivista Focus.
-Hai visto qua? Si parla di sesso!
-Ah, si? E cosa raccontano di così importante?
-Niente di che…delle curiosità! Ma non è che ti andrebbe…di divertirti un po’ con me?
Dopo quella domanda, lo guardai lì nella semi-ombra come per dire se fosse impazzito e lui se ne accorse.
-Non sono impazzito, è che sei una bella donna ed hai un lato b da urlo…lo guardavo mentre pulivi le finestre dall’occhiello di casa mia!
A quel punto non sapevo più che cosa fare e così lui si alzo, mi si avvicinò e mi diete un bacio con la lingua, mettendo la sua mano sulla mia schiena e facendola scendere verso il mio lato B.
Arrivata alla mia chiappa la strinse così forte che penso me la volesse staccare…a quel punto mi spostò verso il letto e mi sfilò lentamente i leggings, allargandomi le gambe. Facendomi “crollare” indietro si rivolse verso la mia figa ed iniziò a leccarmela accuratamente, senza tralasciare alcun angolo e rimase per qualche secondo a leccare e succhiare il mio clitoride. Io oramai iniziavo a sentire il caldo che saliva sempre di più tra le mie gambe.
A quel punto, sempre nella semi-ombra di quella stanza ha deciso di spegnere completamente la luce e rimanere nel buio pesto:
– Ma non si vede nulla così!
A quel punto sentii la sua mano dietro alla mia nuca ed il suo cazzo che me lo stava puntando dritto dritto nella bocca; aprii la mia bocca ed inizia a succhiarlo. Il suo cazzo era già abbastanza in tiro, non del tutto, ma lo sentivo grosso che me lo sparava fino in fondo alla gola, tanto da tenere puntata la mia testa verso di lui. Lo sentivo pure che iniziava a respirare con un’intensità sempre di più maggiore. Così si fermò e poi mi respinse giù sul letto, si mise sdraiato anche lui e mi fece salire sopra di lui, cercando di rimanere con le gambe larghe e le chiappe verso la sua pancia.
Così mantenendosi contro le sue ginocchia con i miei piedi iniziò a spingermelo dentro alla figa: lo sentii entrare a fatica e poi velocemente iniziò a prendere il suo ritmo, tant’è vero che le sue palle iniziavo a sentirle sbattere contro le mie labbra della figa. Il suo cazzo era grosso, possente e potente dentro di me; ogni sua spinta mi faceva saltare i seni, ma nel buio niente era così visibile, potevo solo percepire la sensazione e sentire il suo respiro dietro al mio collo che si faceva sempre di più intenso.
Forse non voleva concedersi da solo questo piacere del sesso e così mise la sua mano di nuovo sul mio clitoride, e continuandomelo a spingere nella figa (sempre con più forza) iniziò a masturbarmi. A quel punto non potevo fare a meno di sentire la goduria salite, con le sue mani che sgrillettavano al meglio e il suo cazzo che si addentrava sempre di più dentro di me.
Non ce la facevo quasi più e dopo le ultime due spinte estrasse il suo cazzo, mi fece inginocchiare davanti a lui e mi spruzzo la sua sborra calda sul volto, chiedendomi poi di ripulirgli il cazzo. Fu così che da quel momento ci incontrammo dopo le pulizie in cantina, dove nessuno ci avrebbe mai visto!
La sua sborra sulla mia faccia, di Gabriella di Mantova
Prima edizione: febbraio 2019, by Atlantia Media.
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