Sonia la gnocca

La gnocca calda e bagnata di quella portinaia splendida di Sonia

Erano anni che non vedevo più quella figa della portinaia del palazzo in cui abitavo e, per quanto fossi rimasto a vivere nella stessa città, davvero sembrava sparita. Non so se avesse cambiato compagnie, non so se si fosse trasferita: eppure, per un sacco di tempo non l’ho più vista. Di tanto in tanto, i miei amici mi parlavano di lei, con un certo entusiasmo, ricordandomi il fascino di quella donna strepitosa.

Per quanto anche la figlia fosse particolarmente carina ed interessante, in realtà, a tutti i miei amici rimaneva in mente lei. Forse perché, le prime volte che l’avevamo vista, lei si presentava piena di fascino e di irresistibile bellezza. O ancora, perché aveva quella sua maniera di fare giovanile, quel modo di rapportarsi a noi che sembrava abbattere ogni barriera di età, rendendola un’interlocutrice perfetta per le nostre chiacchierate.

In effetti, era capitato più volte che lei parlasse con noi. Poteva sembrare strano, magari assurdo, ma lei non si sottraeva al confronto con i giovani. Non guardava con sospetto a tutti quelli meno grandi di lei, e anzi, sembrava una mamma moderna. Certo, i maschi che gironzolavano nei pressi di sua figlia, forse, di tanto in tanto le davano qualche preoccupazione: ma tant’è, non per questo motivo chiudeva la figlia in casa.

Poi, dopo una frequentazione pressoché quotidiana tra piazzale, scale e giardino, Sonia svanì nel nulla. Certo, ad onor del vero va detto che cambiai casa, ma non è che mi son trasferito dall’altra parte del mondo. Per quanto fossi rimasto più o meno vicino a dove abitavo una volta, in realtà, le occasioni per incontrarsi divennero sempre meno frequenti e, anzi, di colpo si esaurirono come per incanto, come se avessi cambiato paese.

Seppi, poi, da alcuni amici comuni che aveva deciso di cambiare casa pure lei, trasferendosi in un altro quartiere. Eppure, continuavo a pensare a lei, Sonia, la strafiga che per anni non avevo più visto. Mi chiedevo, quando pensavo a lei, che cosa potesse spingerla a renderla invisibile, che cosa potesse aver cambiato così in maniera radicale la sua vita: ed anche in questo caso, ebbi la risposta quasi per caso, sempre da un amico.

Quest’ultimo mi disse che ormai il divorzio era stato completato, i figli, nel frattempo diventati maggiorenni e lontani di casa, non la legavano più al suo ex marito. Sonia, così mi riferirono, aveva preso a frequentare un altro uomo, e non era più quella di una volta: si divertiva e si godeva la vita. Il piacere delle giornate trascorse così, evidentemente, l’aveva travolta in tutto e per tutto, riempiendola di vitalità e di voglia di trasgredire.

Poi, un giorno, tutto d’un tratto mentre mi trovavo al parchetto per leggermi un libro sotto una pianta, ecco che di colpo si rimaterializzò Sonia. Era da sola, stavolta, e sembrava comunque abbastanza allegra. Evidentemente, doveva avere in mente qualcosa di bello, oppure, qualcosa di speciale l’attendeva quel giorno. Per quanto fosse un po’ cambiata, la riconobbi subito, e lei fece altrettanto con me, venendomi incontro per salutarmi.

Mi chiese come andava, e poi, mi disse – come io già in realtà sapevo – che erano cambiate un po’ di cose nella sua vita. Sembrava più leggera e senza preoccupazioni, rispetto ad una volta, e al tempo stesso pareva pure divertita dal fatto di avermi incontrato. Quando mi complimentai per la sua forma fisica, mi diede una pacca e mi disse “eh, ma non sarò mai come te” e io le risposi “beh, ma io ho ancora il vantaggio degli anni dalla mia parte.”

Sonia a quel punto sorrise, e poi, mi chiese se un po’ mi mancavano gli anni nella vecchia casa. Le risposi annuendo, ed effettivamente era così. Mi pareva che, allora, le cose fossero un po’ più semplici di oggi, ma probabilmente ciò era anche dovuto ai notevoli cambiamenti nella mia vita. Poi, quasi sorridendo e con un po’ di malizia, mi disse “ti ricordi anche quella volta che…” e io “non c’è bisogno che me lo rammenti…eh…se mi ricordo.”

Al sol pensiero mi sentii percorrere da un brivido e, poi, il mio cazzo si fece tutto d’un colpo duro. Lei si accorse di quell’appendice che sporgeva nei miei pantaloni e, quindi, ridendo mi toccò proprio in quel punto e disse “mmmm, è sempre bello efficace come allora” e mi guardò con quell’aria trasgressiva, tipica di chi sa esattamente cosa vuole e quando. E in quel momento, mi proposte di appartarci dietro a quel grosso abete.

Appena le guardai le tettone, non capii più nulla. Era la solita Sonia, figa come non mai, che si era ben rasata. Non ci mise molto a sbattermi per terra e a montarmi sopra a cavalcioni, facendomi ingoiare la sua gnocca. Ormai ero in preda ai piaceri della carne e non potevo certo sottrarmi a quell’esercizio del piacere, soprattutto perché lei si eccitava e mi invogliava sempre di più a leccarla tutta.

Nel frattempo, però, quella strafiga si era già presa in mano il mio cazzo. Poco dopo, la sentivo spompinare rumorosamente, ingoiare quella bella mazza dura, e divertirsi a succhiarla come se non ci fosse un domani. La sentivo ansimare, sempre più forte, e trattenersi a fatica mentre la leccavo tutta, e poco dopo, mentre cominciò a bagnarsi diventando fradicia, la sentii liberarsi del suo piacere con un lungo gemito soffocato.

Mi eccitava sentirla godere, e altrettanto, mi faceva trasalire l’idea di poter possedere quella strafiga. Le dissi di non succhiarmelo più e, al contrario, di montarmi sopra. Volevo assistere ancora una volta allo spettacolo del suo culo perfetto che mi saltava sui coglioni. Si voltò e, senza pensarci due volte, si infilò il mio cazzo come un palo in quella figa bagnata e calda, iniziando a saltare letteralmente sul mio membro duro.

Avevo già sperimentato tutta la sua carica e la sua voglia di godimento, però, forse perché da troppo tempo non potevo apprezzare la sua voglia di trasgressione, in poco tempo non potei che liberarmi del mio piacere. Sborrai dentro quella meravigliosa figa, ululando quasi per quanto mi era piaciuto, mentre Sonia, divertita, dava gli ultimi colpi e si gustava lo scorrere del mio seme dentro di lei, in quella magica fessura di piacere.

Quindi si alzò e mi mostrò la sua gnocca ben farcita della mia sborra, e ridendo, se ne prese un po’ tra le dita per assaporarla…

Una portinaia così gnocca e irresistibile, dobbiamo ammetterlo, non l’abbiamo mai vista. Eccola ancora una volta protagonista della scena con il suo corpo perfetto e quella sua voglia di trasgredire senza freni.

Ho trombato la gnocca rasata e bagnata di Sonia, di Pat

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

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