Una compagna troia

Mi son fatto quella fighetta vogliosa

Dopo essermi iscritto a lettere, mi sono ben accorto di quante fighette girassero nella facoltà: e tra tutte le tipe abbastanza interessanti, da sondare, la mia attenzione è caduta su Tamara, una bionda che faceva con me il corso di filologia, che mi metteva di buon umore ogni volta che la vedevo arrivare, perché sapevo che si sarebbe seduta vicino a me e, soprattutto, che era davvero piena di passione, sia per come si vestiva sia per come camminava.

Faceva infatti di tutto per mettere sempre in mostra il suo culo e le sue cosce, forse non perfettamente in forma, ma senz’altro capaci di attirare la mia attenzione e di farmi desiderare di potermela trombare: guardandola muoversi attorno al mio banco, con quello sguardo da fighetta vogliosa, ogni volta speravo che fosse il momento giusto per farmi avanti e proporle un pomeriggio di studio insieme, e magari anche qualcosa d’altro.

Quell’occasione, finalmente, si è presentata qualche giorno fa, quando dopo il consueto corso di filologia, approfittando del pomeriggio libero, siamo andati nel suo monolocale: tra i libri, le fotocopie e i vestiti, c’era anche spazio per un po’ di svago, tant’è vero che ci siamo soffermati un attimo insieme a parlare del più e del meno, ma un certo punto, la mia voglia di fottere questa splendida bionda mi ha davvero sopraffatto.

Mi fotteva come una vera troia

Le sono saltato addosso all’improvviso, buttandola sul letto, e sbaciucchiandola: lei si lasciava fare, dicendomi che dovevo fotterla, che aveva voglia di cazzo, e che dovevamo trombare per bene prima di iniziare a fare qualunque altra cosa, e in modo particolare, prima di iniziare a studiare. Andai più a fondo, e in poco tempo, mi ritrovai con il mio cazzo succhiato da questa splendida bionda troia, che andava sempre più a fondo con la sua bocca.

Spompinava e leccava come una troia impazzita, come se non ci fosse un domani, e quello potesse essere l’ultimo cazzo della sua vita: mi faceva eccitare di brutto vederla così vogliosa e incapace di trattenersi, e soprattutto, il momento in cui si levò i leggings neri e le mutande, fu quello della massima ispirazione. Vidi quella fighetta bagnata, un po’ pelosa, e la volli subito toccare e masturbare a dovere, perché mi piaceva di brutto.

Subito dopo, mi saltò sopra, e iniziò a trombarmi come una grinta che non mi era mai capitato di vedere prima: spingeva il suo bacino fino in fondo, cavalava come una troia vogliosa, e a un certo punto, si lasciò anche andare tirando la testa all’indietro, mentre continuava a montare il mio cazzo senza sosta, come se fosse impalata e non volesse perdersi nemmeno un istante di quel piacere intenso che iniziava a farla godere ed ansimare parecchio.

Quindi Tamara si alzò e cambiò posizione, stavolta montandomi sopra al contrario: con le mie mani, spingevo il suo culo su di me, e lei, per tutta risposta saliva in punta al mio cazzo e lo fotteva tutto fino a coglioni, soffermandosi e facendo oscillare le sue chiappe una volta arrivata in fondo, quasi come se volesse essere certa che entrasse tutto e non ne perdesse nemmeno un millimetro, e poi riprendeva a fotterlo, quindi scendeva e saliva.

Il suo gemere ed ansimare si fece sempre più incontrollato e intenso, quasi come se da un momento all’altro lei fosse pronta a venire, e in effetti, poco dopo la sentii godere come una troia con il mio cazzo infilato per la sua figa: e siccome io non ero ancora riuscito a venire, mi disse che era tempo di passare alle sensazioni forti, vale a dire, di metterglielo tutto nel culo e di fotterla per bene fino a sborrarle dentro.

Si lavorò per qualche istante l’ano, quindi, pian piano si fece scivolare dentro il cazzo: il colpo fu indimenticabile, considerando quanto godevo io mentre lo infilavo e, al contrario, come gemeva – intrappolata tra dolore e godimento – quella troia di Tamara. Mi scopò per circa un paio di minuti e, quindi, mi fece venire dentro di lei, in quel culo magnifico, continuando a montarmi finché non uscì l’ultima goccia della mia sborra.

Si alzò, venne a sdraiarsi sopra di me, e quindi, si infilò di nuovo il cazzo nella figa: aveva voglia di fottere di nuovo, e riprese a farlo muovendosi come una farfalla. Nello scoparmi, però, di tanto in tanto si adagiava per bene su di me con il suo bacino, e mi faceva sentire trombato perfettamente, mentre il suo esercizio di godimento continuava anche in quella posizione, e io, mi prestavo a farla godere con il mio cazzo ancora abbastanza duro.

Andammo avanti a scopare così per un buon dieci minuti: le ebbe finalmente un altro orgasmo e, io, poco dopo le scaricai ancora un po’ di sborra pure in figa, guardandola finalmente soddisfatta. Tamara si lasciò andare sopra di me, e respirando affannosamente, mi disse che le era piaciuto farsi una bella trombata così intensa con me: e tutto questo piacere ci avrebbe sicuramente aiutato a studiare meglio, in un pomeriggio che diventò di fuoco…

Non tutte sono così capaci di regalare emozioni forti da trasmettere con un bel racconto erotico appassionato: Andrea ha la fortuna di avere una donna così.

Una compagna troia dentro che era la giusta fighetta, di Andrea di La Spezia.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

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