Un pomeriggio di maggio

Mi son trombato quella gnocca di Very durante un pomeriggio del mese di maggio

Mi ricordo ancora, la scorsa settimana, quanto ci siamo divertiti con Very: eravamo in giro per la città a cazzeggiare, perché non avevamo proprio nulla da fare quel pomeriggio, e per combinazione, era anche il suo compleanno. Non era ancora del tutto caldo, e per questo motivo, eravamo ancora vestiti in maniera poco estiva, con lei che aveva un bel paio di leggings neri lunghi e una maglioncino, che comunque era abbastanza corto da scoprirle il culo.

Mentre passeggiavamo, e magari si fermava per qualche ragione, il mio occhio continuava a cadere proprio lì, in quella meravigliosa piega tra le chiappe, che sembrava disegnata da un artista, tanto era perfetta ed invitante: e proprio una delle ultime volte in cui i miei occhi si soffermavano lì, lei, si è girata e mi ha sgamato in pieno che apprezzavo soddisfatto il suo fisico, eccitandomi all’idea di poterla vedere nuda di fronte a me.

Ridendo, si è voltata e mi ha chiesto se le sbirciassi il culo di nascosto, perché mi piacesse e ancora, perché non le dicessi chiaro e tondo che mi piaceva: e aggiungendoci anche uno sguardo malizioso e pieno di voglia di trasgressione, mi disse che me l’avrebbe fatto vedere di persona e pure toccare, se soltanto le avessi detto che mi piaceva e che volessi lasciarmi coinvolgere in un’esperienza dei sensi di quelle indimenticabili.

Guardai Very con un’espressione incredula, eccitatissimo, e lei mi sorrise, chiedendomi se pensavo che a lei non piacesse il sesso: le risposi che non pensavo una cosa simile, ma che non credevo che fosse così presa da me, fino al punto da mostrare il suo bel fisico asciutto, ma rotondo al punto giusto, a me, perché non pensavo che la cosa potesse eccitarla e stimolarle davvero la fantasia fino al punto di trasgredire realmente.

Che magnifica sborrata in culo

Very si voltò di nuovo, e mi disse che per lei ero un tipo speciale, di quelli che non si incontrano facilmente, e che non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di farmi godere e di conquistarmi con il suo meraviglioso corpo: a quel punto, di fronte alla sua determinazione, non ho potuto fare altro che lasciarmi guidare dalla sua fantasia, facendo sì che potesse prendermi in mano il cazzo per iniziare a giocarci per bene, facendomi godere.

Lei me l’ha afferrato con decisione, iniziando a trastullarlo con grande voluttà, e trasmettendomi una sensazione di pace dei sensi che non avevo mai provato prima: mentre iniziava a giocare con il mio piacere, tirando la corda per poi lasciarla, Very si prese in bocca il mio bel cazzo, e lo volle tutto per sé almeno fino al momento in cui non le dissi che ero bello su di giri e carico, e che non vedevo l’ora di chiavarmela in culo.

L’idea le piacque subito, anche perché si sfilò il cazzo di bocca e, senza pensarci due volte, se lo guidò proprio sull’ano, iniziando pian piano a sfondarlo con il mio uccello, spingendolo dentro un po’ alla volta, approfittandone per giocare con le sue manine a farmi vedere quelli che erano i suoi desideri reali in fatto di sesso, soprattutto, durante quell’indimenticabile incontro di maggio, che di lì a poco sarebbe finito con un’inculata memorabile.

Very montò sul mio cazzo infuocato e se lo guidò in culo, facendo sprofondare molto lentamente il suo ano su di me: nel frattempo, mi sentivo veramente preso da queste sue attenzioni, e non potevo in alcun modo opporre resistenza all’idea di godere e riempirle quel magnifico culetto in forma perfetta di sborra calda, del seme prezioso che il mio cazzo non vedeva davvero l’ora di liberare con un forte getto dentro di lei.

Il suo modo di cavalcarmi, così leggero e delicato, mi spingeva a desiderare sempre di più di venire dentro di lei, perché provocava in me sensazioni uniche: la mia cappella stretta in quel culo, che nel frattempo schiaffeggiavo in preda ad un desiderio irresistibile, era diventata per me la massima manifestazione del desiderio di andare oltre, perché mi offriva un’esperienza del sesso che mai prima di allora avevo potuto gustare bene.

Pochi istanti dopo, tra gli schiaffi al culo e il suo ritmo serrato nella cavalcata, la mia eccitazione ha trovato lo sfogo finale con un’indimenticabile spruzzata di sborra dentro di lei, che l’ha fatta proprio eccitare come una vera troia in calore, che non desiderava altro che sentirsi posseduta da uno come me, che non poteva fare a meno di sentirsi il culetto bello di una tipa seduto sul proprio cazzo…

Che maiala questa Very, una troia che non si dà per vinta finché non si gode la sborra di chi la tromba: e Filippo ne avrebbe tante altre di cose da dire, ma nel suo messaggio, ci ha detto di essersi un po’ limitato con il suo racconto erotico amatoriale 😀

Un pomeriggio di maggio con Very la troia vogliosa di cazzo, di Filippo di Viterbo.

Prima edizione: giugno 2015, by Atlantia Media.

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