Un incontro hot

Un incontro hot prima dell’inizio del weekend

Per concludere in bellezza la settimana, il mese scorso, con alcuni amici ci siamo fermati in un bar in cui siamo soliti passare a fare un aperitivo veloce, perchè tutti quanti ne avevamo davvero piene le palle di quei giorni di fuoco: e quando ci siamo ritrovati di fronte Francesca, abbiamo capito che ci saremmo divertiti e non poco, considerando come pure lei sembrava talmente scazzata che aveva solo voglia di scherzare.

Abbiamo iniziato a bere e a mangiare qualche stuzzichino verso le 19.30 e, nonostante sembrava che tutto dovesse finire ad un orario accettabile, dopo alcune ore eravamo ancora lì a trangugiare roba e a scherzare insieme, raccontando cazzate a non finire e, soprattutto, pensando già a come avremmo potuto rendere ancor più emozionante quella serata tra cazzoni in cerca di figa e di divertimento.

Tra una birra e l’altra, poi, pian piano la compagnia si è ridotta, perchè ognuno si avviava verso casa o altri posti, per andare a mangiare, con il risultato che a un certo punto, verso le 23, tutti quanti mi hanno abbandonato al tavolo, lasciandomi da solo a contemplare le tette esplosive di Francesca, che avrei tanto voluto stringere tra le mie mani e leccare con la mia lingua vogliosa, per farla godere e provocarla.

Quando il locale era ormai prossimo alla chiusura, e con la barista siamo rimasti praticamente soli, ci siamo messi a scherzare, gridare, cantare a squarciagola e a ballare sui tavoli, come se non ci fosse un domani: e pure lei, come me, era ormai talmente andata, che non vedeva l’ora di lasciarsi andare, di assaporare un po’ il piacere dell’eros con me, perchè solo quello poteva farla ripigliare un po’ dopo tutta la settimana.

Così, poco dopo aver chiuso la porta dietro di sè, Francesca è tornata verso di me per propormi qualcosa di incredibile: farsi una bella trombata con me sul bancone, dove nessuno ci avrebbe potuto vedere, e dove ci saremmo potuti eccitare davvero per bene, gustando tutto il piacere dell’eros con gesti e parole infuocate, tipiche degli amanti più vogliosi e incapaci di resistere alle loro voglie.

Ci sistemammo quindi sul bancone, e io tirai fuori il mio cazzo bello duro, per far sì che lei potesse prenderselo per bene tra le mani e le labbra e, quindi, regalarmi un bel pompino proprio lì: iniziò a scappellarlo, farlo scorrere tra le labbra e la lingua, e poi, dopo averlo succhiato per bene, se lo infilò pure tra le tette, facendomi una indimenticabile spagnola in quel bar in cui eravamo soliti condividere serate piacevoli.

Dopo aver finito con questo bel preliminare, Francesca si sistemò e mi disse che, ora, era giunto il momento di trombarla: le diedi una leccata veloce e, poco dopo, con il mio cazzo già bello in mano, glielo misi dentro tutto, spingendolo fino in fondo alla figa, che nel frattempo tormentavo con le mie dita, in maniera particolare al clitoride, perchè volevo che il suo fosse un orgasmo davvero incredibile.

Iniziai quindi a spingere ben bene il mio uccello dentro di lei, facendola godere, e nel frattempo pure io presi a gemere per il piacere, perchè mi piaceva trombare quella bella figa stretta e calda: Francesca lo voleva di più, e con le braccia, mi tirava a sè mentre io continuavo a fotterla, dicendomi di farlo di più, di non fermarmi mai, perchè aveva davvero voglia di venire con il mio cazzo in figa e il dito sul clitoride.

Iniziai a massaggiarla quindi velocemente, sempre più in fretta, perchè ormai poco dopo sarebbe sicuramente venuta, tra le mie spinte e i movimenti: e in effetti, qualche istante dopo si lasciò andare, godendo e ululando, dicendomi che voleva essere la mia troia, di trombarla ancora, in bocca, perchè voleva bere la mia sborra, tutta quanta, svuotandomi letteralmente i coglioni nella sua gola.

Lo tirai fuori e, quindi, glielo misi in bocca di nuovo: iniziò a succhiarlo avidamente, sempre più forte e a fondo, finchè io le presi la testa e la spinsi su e giù, per fottermi in modo ancor più intenso, perchè volevo che fosse la mia troia, e che si facesse riempire la bocca della mia sborra.

Non durai molto a lungo, perchè era davvero una pompinara irresistibile: segai al volo la mia cappella e le riempii quindi la bocca e la lingua del mio seme, e poi, alzandomi, le dissi che era semplicemente una troia unica e magnifica. Francesca mi guardò, mi disse che finalmente si era sfogata dopo una giornata in cui non ne poteva più e, finalmente, sarebbe potuta andare a casa a dormire serena…

Un weekend inizia nel migliore dei modi se ti trovi di fronte a Francesca: Luca lo sa bene, e infatti ci ha inviato un bel racconto di sesso amatoriale che rispecchia le sensazioni di quel momento.

Un incontro hot prima dell’inizio del weekend, di Luca di Alessandria.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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