Un’avventura meravigliosa

Un’avventura meravigliosa con quella troia di Paola

Io ho sempre pensato che i miei amici, una volta ritornati dalle ferie, si divertissero a sparare una marea di cazzate su quelle che potessero essere le loro conquiste durante quelle giornate di dolce far niente: mi sembrava, già vedendoli in faccia, che mentissero spudoratamente sulle loro pseudo avventure con tipe mai viste, fighe fantasmagoriche scese sulla terra da chissà quale pianeta lontano, e che poi tutte quante fossero pronte ad aprire le gambe (e la figa) ai loro cazzi vogliosi.

Eppure, quando una settimana fa circa sono partito alla volta delle mie vacanze, da solo perché avevo proprio voglia di rompere con tutti e di godermi un po’ di tempo per i fatti miei, assaporando tutte le avventure più belle che potessero capitarmi: e poi, dopo il mio arrivo, mi sono ritrovato con una ragazza italiana che gestiva il bar del mio alloggio, e così, dopo gli abituali saluti e le battute, mi sono soffermato a parlarle e a raccontarle un po’ delle mie avventure e delle mie storie strane.

Lei era davvero simpatica e carina, ma non era certo la solita strafiga dei racconti strepitosi dei miei amici: eppure, sin dal primo sguardo, quando le ho visto quel bel culetto in leggings neri, ho proprio desiderato di farmela, mi son subito sentito attratto dal suo fisico così minuto e in forma, e poi con quell’espressione così solare, mi è sembrato che pure lei non potesse fare a meno di condividere con me parte della sua felicità per il fatto di trovarsi lontano da casa su quell’isola così bella.

Un paio di volte, poi, si è fermata a parlare con me al mio tavolo, per riprendere un po’ di fiato e di forza, perché in effetti aveva parecchio da fare con tutta quella gente che non perdeva tempo per fare il pieno di alcool, quasi come se dovesse dimenticarsi anche della sua stessa esistenza. Ma l’occasione per trascorrere del tempo in sua compagnia, mi si presentò quando finalmente qualcuno le diede il cambio al bar, permettendomi di corteggiarla un po’ e di stare in sua compagnia piacevolmente.

Ho trovato l’italiana da trombare

Quel pomerigigo, mi sono accorto di come Paola fosse davvero hot e, soprattutto, di come muovendosi in modo così aggraziato e piacevole, non fosse solo quella fighetta che sognavo di trombarmi, bensì, di come avesse anche una componente innegabile di simpatia: mi guardava con quell’espressione divertita, e poi, si lasciava andare a dirmi di quelle che erano i suoi desideri, e di come soprattutto volesse vivere i prossimi anni ben lontano dalla solita routine quotidiana di casa sua.

Poi le proposi di andare a mangiare qualcosa insieme, perché era una serata davvero propizia per starsene all’aperto, e gustare davvero tutto il fascino della natura attorno a noi, che era davvero troppo promettente per non restare insieme ad ammirare un po’ il panorama: e così ce ne siamo andati in spiaggia, restando a guardare il tramonto, e poi, mangiando anche qualcosina insieme, lasciandoci stupire da quell’atmosfera in cui poteva succedere, da un momento all’altro, qualcosa di bello.

E in effetti non ci volle tanto prima che ci baciammo, presi da una passione davvero irresistibile, e dalla foga di assaporare insieme quel momento di desiderio che altrimenti sarebbe potuto sfuggire lontano: eravamo sul mio asciugamano e, contorcendoci tra di noi come due amanti presi dalla passione irresistibile, le sfilai poi il suo costumino, e la mia lingua prese ad avventurarsi nella sua fighetta, e me la godevo tutta con un desiderio irrefrenabile di condividere quel momento di piacere unico.

Paola si lasciava andare, non si controllava proprio per nulla durante quei bei preliminari e anzi sembrava che ne volesse sempre di più, che non potesse proprio fare a meno di quelle leccate, e godeva già intensamente, stava già preparandosi probabilmente ad avere un bell’orgasmo indimenticabile, proprio lì in mezzo alla spiaggia: e sentendola così eccitata e su di giri, io mi lasciai guidare dalle sensazioni e non mi fermai con la lingua e le dita, facendola sempre più impazzire per il piacere.

Ormai era in preda alle emozioni più incontrollabili, non riusciva davvero a trattenersi per quanto le piaceva: il suo modo di muoversi e di guardarmi, e poi di incitarmi “ahhh leccamela, dai, ahhhh che bello” mentre godeva, era la massima fonte di ispirazione per raggiungere il piacere. Quando finalmente raggiunse l’orgasmo, era davvero troppo bella, con quella sua smorfia di piacere che era la migliore testimonianza di quanto le era piaciuto godere del sesso orale in mia compagnia.

Dopo averla vista godere fino in fondo, andai a baciarla: dopo aver abbasato il costume, con il cazzo già bello duro per quanto mi ero eccitato a sentirla, iniziai a giocare a sfregarlo sulla sua fighetta, vedendola eccitarsi con quella sua espressione da vogliosa “ohhhh si, dai, scopami adesso” e io lo feci entrare pian piano nella sua bella fighetta, godendo divinamente “ohhhh che bella figa, ohhhhhh siiiiii” mentre muovevo il mio cazzo dentro e fuori di lei, sentendomi già più leggero di prima.

Godevo mentre lo spingevo in lei, e lei di rimando mi baciava, e mi spingeva a godere ancor di più con la sua lingua: spingendolo dentro di lei mi eccitavo a non finire, e continuando a scoparla alla missionaria, mi sentivo sempre più rilassato e in pace con il mio mondo e con me stesso. La sua figa era sempre più bagnata e calda, mentre il mio cazzo scivolava dentro di lei, e ormai sentivo che non mi sarei potuto trattenere molto a lungo, perché mi piaceva davvero tanto trombarla in quel modo.

Poi lei prese anche a segarmelo con la mano sinistra mentre glielo mettevo dentro, e ciò mi eccitava ancor di più: stava venendo per la seconda volta, e probabilmente, per non esplodere oltre in un altro orgasmo, cercò di velocizzare la mia sborrata. Ma io resistendo un paio di minuti, riuscii a farla venire di nuovo, vedendola tutta eccitata in preda al godimento, contorcendosi e gemendo come una troia che non poteva resistere al cazzo, considerando come glielo stantuffavo dentro con foga.

Quando venne il momento di sborrare, lo tirai proprio fuori sulle sue grandi labbra, e poi sulla sua pancia, schizzandola almeno sei-sette volte con gli schizzi della mia sborra calda, che la fecero eccitare ancor di più. E poi tornai a sdraiarmi su di lei, ormai scaricato di tutta la mia sborra, abbracciandola e tenendomi stretto a lei…

Paola è davvero una gnocca da non perdere di vista: se Giulio dovesse ritrombarsela, speriamo ci invierà un altro racconto erotico così emozionante.

Un’avventura meravigliosa con quella troia di Paola, di Giulio di Ravenna

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

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