Sul letto con una biondona

Sul letto con una biondona vogliosa come poche

Lucrezia era la classica tipa strana, di quelle che guardandole negli occhi non era possibile capire subito quali fossero le sue intenzioni, ma poi, conoscendola meglio, ti rendevi subito conto di che razza di forza della natura potesse essere: piena di vita, sin dai primi momenti della giornata, era veramente un vulcano di energia la sera, quando ci si andava a divertire, perché sembrava non aver mai sonno e, soprattutto, mi pareva sempre in massima forma rispetto a tante altre persone.

Non era quella che si poteva definire una tipa ginnica, però, nemmeno una donna di quelle che si lasciano andare: Lucrezia era invece una di quelle tipe che, pur non essendo perfette fisicamente, aveva quell’appeal in grado di stregarti, di farti desiderare per davvero di star con lei, di poterla vedere nuda, di assaporarne tutti gli aspetti più nascosti, quelli più affascinanti, perché sicuramente avrebbe potuto regalare emozioni uniche a chi avesse avuto la fortuna di poterla trombare.

Quel pomeriggio primaverile in sua compagnia, vedendola così desiderosa di fare movimento all’aperto, mi sono chiesto se non fosse veramente in cerca di qualche affascinante avventura, qualcosa di indimenticabile da condividere: così, quando mi accorsi che mentre facevamo gli anelli o ci davamo alle parallele, il suo occhio finiva sempre per cadere sul mio cavallo, mi resi conto che doveva avere un desiderio abbastanza forte da soddisfare, magari proprio in mia compagnia.

Mi guardava con quegli occhioni vogliosi, quell’espressione da vera donna capace di desiderare per davvero il cazzo, di volerlo come una sorta di liberazione, perché presa dallo stress della vita quotidiana e, quindi, desiderosa di darcene un taglio con giornate piene di impegni dove, per il godimento e il relax, c’era davvero poco tempo: così, mentre stavamo facendo un esercizio insieme, accorgendomi di come era su di giri, le strusciai il mio cazzo sul suo culo bello rotondo.

Esplosiva quando si trattava di godere

Lucrezia si eccitò un po’, e finse di essere indispettita, quando si voltò a guardarmi e mi disse “che cazzo stai facendo?!” al che, io le risposi che avevo perso la presa: mi guardò con quell’aria da vera vogliosa, quasi di sfida, e mi spintonò, dicendomi che non ci credeva che le ero finito addosso per puro caso, e anzi, quella doveva essere una cosa fatta apposta, perché io pensavo di prendermi gioco di lei, perché la ritenevo la prima troia che passava per la strada con cui fare di tutto.

Il tono delle sue parole mi sembrò dapprima serio e deciso, al punto che assunsi un’espressione davvero dispiaciuta, e le dissi proprio “scusami, davvero, non volevo mica farti arrabbiare”, mentre lei, sbuffando e girandosi, disse “tutti uguali voi uomini, avete soltanto la figa in testa”, e scuotendo la testa, fece finta di allontanarsi un attimo, riprendendo il fiato, e poi, rivoltandosi, scoppiò in una risata divertita, che mi fece restare ancor più perplesso di fronte a lei, mentre la guardavo.

E quindi, mi disse sghignazzando, che “meno male ci sono ancora uomini che hanno voglia di figa, perché io ho una voglia incredibile di cazzo, Giampy, e lo voglio proprio ora!!”. La fissai negli occhi e, quindi, le dissi che ora volevo da lei un soffocone indimenticabile, visto che mi aveva preso per il culo così, e non me lo meritavo: con i suoi capelli tirati indietro, mi guardò con un’aria di sfida, e disse “ok, puoi anche spingermi la testa fino alle palle, perché ho voglia di ingoiarlo tutto!!”.

Quindi, tirai fuori il cazzo dai pantaloni, e glielo misi tutto in bocca, facendoglielo ingoiare: Lucrezia aveva voglia, lo succhiava e stringeva tra le labbra con passione, non perdeva un istante per scoparmelo con la bocca, e le piaceva da morire farlo, perché sentiva che io mi eccitavo e, soprattutto, perché spingendola di brutto, volevo che me lo prendesse tutto, perché volevo me lo spompinasse tutto, come un calippo gustoso, facendolo entrare in bocca fino alla gola, quasi strozzandosi.

Poi, le ordinai di mettersi a pecorina, perché essendo una vera e propria troia, me la potevo scopare così, senza nemmeno un po’ di preliminari, visto che si era presa gioco di me: fece finta di opporre un po’ di resistenza, ma poi, quando la presi per bene alle cosce, sistemandola davanti a me, si lascio svestire e, quindi, da solo andò a mettersi per bene a novanta gradi, puntando bene il culo, affinché avessi subito lì la figa da trombare, pronta da scopare per bene ed assaporarmela tutta.

Quindi le appoggiai il cazzo sulle grandi labbra e, con un gesto netto del bacino, lo spinsi dentro di lei, stantuffando regolarmente, e sentendola già ansimare ed agitarsi, perché evidentemente aveva una voglia incredibile di cazzo e, io, in quel momento non potevo che soddisfarla: spingevo, godevo ed ansimavo pure io, e le dicevo “dimmi che sei la mia puttana, dai, dimmelo, ahhhh che bella figa, sìììììììììììì” mentre lei godeva e rideva, divertita da queste mie sparate improvvise.

Poi le presi i capelli e la tirai a me, ma senza violenza né cattiveria, ma fingendo di sottometterla al mio volere: e lei a quel punto iniziò a ansimare e gemere come una troia, dicendomi “sììììì sono la tua puttana, te la do tutta, sfondamela con il tuo bel cazzo!!”, mentre io spingevo a dovere il cazzo nella sua figa, e mi piaceva sempre più, sentirla stringersi sotto i miei colpi, mentre con l’indice andavo a sgrillettarla un po’, per farla godere così di più, perché volevo vederla perdere la testa.

Lucrezia iniziò quindi a gemere sempre più forte, mentre spingevo il cazzo dentro di lei, e pure io, iniziavo ad eccitarmi a dovere, sentendo il mio cazzo dentro di lei: godevo davvero sempre di più, ed apprezzavo il suo modo di concedersi a me, senza storie, offrendomi la sua figa vogliosa, che era sempre più bagnata ed aperta, con il mio cazzo che si muoveva come un pistone impazzito fuori e dentro, con un ritmo veramente entusiasmante, capace di stravolgerla per il piacere.

Lei finalmente si lasciò andare in un gemito lungo, godendo, al che le misi il mio indice in bocca da succhiare e, qualche istante dopo, tirai fuori il mio cazzo, e le dissi che volevo venirle in bocca: la aprì per bene e, quindi, un paio di schizzi le finirono dentro, mentre il resto, glielo feci arrivare direttamente sulla faccia, attorno alla labbra, sulle guance, vedendola eccitarsi come una troia per quanto le piaceva trovarsi la mia sborra tutta addosso, come fosse una crema solare.

Quindi diede le ultime leccate al mio cazzo, per pulirmelo tutto: e mi guardò con una faccia da vera troia che aveva goduto davvero bene…

Giampy sa bene quanto si possa godere con una bionda vogliosa: e il suo racconto erotico testimonia bene questo tipo di godimento!

Sul letto con una biondona vogliosa come poche, di Giampy di Reggio Emilia.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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