Poi siamo finiti sul divano… parte seconda

Serena continuava il suo shopping, mentre io mi sentivo sempre più rapito da quella situazione e fantasticavo su ciò che avremmo potuto fare insieme…Pensavo a lei come ad un’amante focosa, piena di passione, e me la immaginavo a far l’amazzone sopra di me, così passionale e presa dal piacere. Quando andò a pagare i suoi ultimi acquisti, e mi chiese cosa volessimo fare, se tornare a casa per pranzo o starcene fuori, le dissi che era una scelta veramente ardua: da una parte mi sarebbe piaciuto tornare a casa per gustarmi un bel pranzo con lei, nell’intimità dell’abitazione, ma dall’altra, anche starcene in giro sarebbe stato proprio bello, dato il tempo mite e la splendida giornata, un momento ideale per godersi la vita insieme con lei.

Allora decidemmo di tornare a casa, e poi saremmo usciti nuovamente: voleva sistemare i suoi acquisti a casa e mangiare qualcosa velocemente, per non sacrificare il pomeriggio. Tornammo velocemente, e appena sotto la casa, mi prese per mano: sorrideva, mi guardava con quei suoi occhi pieni di felicità, e mi guidò con lei verso le scale. Saltellava e faceva scorrere le braccia avanti ed indietro, felice come non mai: anch’io ero particolarmente preso dalla situazione, mi sentivo pieno di vita, e la assecondavo in quella sorta di danza del corteggiamento. Poi andammo velocemente su per le scale, arrivando davanti la porta di casa sua: aprì ed entrammo, presi da un’improvvisa voglia di bruciare tutte le tappe, e mancava una ventina di minuti a mezzogiorno.

Lei gettò i suoi acquisti sulla sedia, e poi, si girò verso di me e ci baciammo di nuovo: questa volta stringendoci l’una con l’altro. Ci sbaciucchiavamo come due adolescenti appasionati, e subito dopo, cominciammo a spogliarci a vicenda: io le sfilavo il maglioncino, lei il mio pullover, e poi io la camicietta e, quindi, lei la maglietta della salute. Poco dopo le levai la maglietta e, poi, anche il reggiseno: e vidi quelle sue meravigliose tette, belle sode e provocanti, mentre lei toccava il mio addome, soddisfatta, dicendomi che ero proprio in forma. Le sue mani presero ad esplorare i miei pantaloni, e me li levò di dosso in pochi gesti, abbassandomi quindi pure i boxer, mentre io scalciavo le scarpe e le calze, restando ormai praticamente nudo.

Io cercai di levarle le mutandine e i pantaloni, ma lei si inginocchiò di fronte a me e disse “prima voglio assaggiarti io” e subito dopo, me lo prese in bocca e se lo gustò tutto in un colpo solo. Sentirla eccitata, darsi da fare con il mio membro, mi fece subito percepire la sua dimensione di amante appassionata. Ci sapeva fare con quelle sue dita delicate, quelle mani di seta, e poi con quelle labbra e la lingua: giocava a torturarmi in tutti i modi, e sapeva che la cosa doveva piacermi parecchio. Mi eccitavo ad ogni contatto, gemevo dal piacere, e volevo sempre di più le sue attenzioni: e quando se prese tutto di nuovo in bocca, mi sentii davvero come sollevato da terra, in preda ad un piacere indescrivibile, ad un momento di esplosivo godimento.

Serena mi provocava sempre di più, e mi faceva sentire desiderato ed amato: io non potevo più fare a meno di lei, ma le dissi che ora era arrivato il mio momento, che pure io dovevo poter goder della sua intimità. Giocò di nuovo con il mio cazzo, e poco dopo, se lo sfilò di bocca e di mano: mi guardò di nuovo e, poi, si sollevò. A quel punto, le levai mutandine e pantaloni e la presi in braccio: con un rapido gesto la portai sulle mie spalle e, ormai, con le gambe su di me, presi a leccarla tutta, voglioso e desideroso della sua vita. Serena si eccitò subito, la sentii gemere, e a mia volta mi sentii preso in un momento di coinvolgente piacere. Mi tirava il cazzo, la sentivo godere, e desideravo averla tutta per me: un mix esplosivo di sensazioni si fece largo dentro di me, mentre la leccavo tutto e pensavo a quanto fosse gnocca ed irresistibile, con quel suo modo di muoversi e di gemere.

Poco dopo la sentii bagnarsi tutta, e qualche istante dopo, venne in modo rumoroso, in mille gemiti rumorosissimi che mi prendevano fin dentro il cuore: era troppo bello vederla e sentirla godere in quel modo. Quindi mi disse che voleva il mio cazzo tutto per lei: e dopo avermi spinto letteralmente sul divano, ridendo, mi guardò di nuovo con un’espressione beata: sdraiato e con il cazzo già bello dritto, la lasciai salire su di me, con quelle belle gambe divaricate al punto giusto, e poco dopo, si lasciò impalare e la sentii godere con un bel gemito lungo. Era davvero presa dalla voglia di piacere, e non avrebbe smesso tanto facilmente di scoparmi, in quel modo così divino che mi piaceva tantissimo, perché la sentivo bagnata e vogliosa sul mio cazzo duro e pieno di desiderio.

Le sue chiappe sbattevano rumorose su di me, e poi, lei si rilanciava con grinta e riprendeva a scoparmi vogliosa: era una vera danza del piacere, mi sembrava leggiadra ed appassionata nello stesso momento, ed io volevo sempre di più sentirla su di me. Poi si sollevò un istante e, poco dopo, si voltò per prepararsi a trombarmi a dovere: vidi quelle chiappe stringersi su di me, e quindi, la sentii di nuovo vogliosa ed appassionata spingere su di me, facendomi eccitare a più non posso. Serena spingeva tutto il suo culo di me, e mi faceva godere di brutto, mentre la sentivo scendere sul mio cazzo, che le entrava tutto in quella meravigliosa figa ormai in preda alla massima eccitazione per quanto era bagnata.

Quindi si voltò a guardarmi di nuovo e mi disse che aveva voglia di godere di più: si sollevò e, in men che potesse dire altro, si risistemò su di me, ma stavolta con quel suo bel buchino del culo pronto a darmi le migliori sensazioni. La mia cappella era stretta in quel culo divino, e poco dopo, mi sentivo fottere splendidamente da lei: mi eccitavo, gemevo, mentre lei ansimava e gridava letteralmente dal piacere “oh Dio, sì, oh sì, ohhh sì, sì, sì” gridava in preda al piacere, ormai senza che potesse più trattenersi, mentre io eccitato com’ero cercavo di resistere il più possibile perché adoravo essere scopato in quel modo con quel suo culo così esplosivamente provocante.

Continuava a stantuffare su di me, presa dalla voglia di godere, ed io le afferrai le chiappe, stringendola forte e guidandola su di me. Serena diede le ultime clamorose spinte e, poi, mi fece venire dentro di lei: il mio cazzo esplose in una sborrata abbondantissima, di quelle indimenticabili, e mentre mi riprendevo e respiravo velocemente, ci abbandonammo l’una all’altro in un abbraccio indimenticabile, con i nostri corpi uniti in un momento di grandissimo piacere che era culminato in quell’eccitante esplosione di godimento. Accarezzai di nuovo Serena, quindi, la guardai negli occhi: mi aveva proprio preso dentro e non sapevo più come avrei potuto fare a meno di lei nelle mie giornate…

Poi siamo finiti sul divano… parte prima, di Marcello di Milano

Prima edizione: febbraio 2020, by Atlantia Media.

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