Sesso in ascensore

Sesso in ascensore con la mia vicina di casa

Da un paio di settimane c’era stato un continuo via vai nell’appartamento di fronte al mio e questo perché era arrivata una nuova inquilina, ma una di quelle davvero belle che ti mozzano il fiato! In quel palazzo, d’altronde, vivevano un sacco di pensionati e famiglie con bambini piccoli al seguito e, dunque, per la prima volta mi sono potuto rifare un po’ gli occhi.

La ragazza – Maddalena si chiama – è un tipino davvero sexy: seno formoso ed un fondoschiena da urlo che chiunque si fermerebbe a guardarlo, prendendosi pure una pizza dalla moglie. L’importante, però, è non farsi beccare! Ad ogni modo, l’inquilina non era solo bella, ma pure gentile tant’é vero che due giorni il suo arrivo ha suonato alla mia porta e si è presentata per l’appunto come la nuova inquilina del pianerottolo. La stessa cosa fece con la vecchietta che rimaneva al piano, ma Lucia – oramai sorda da un’orecchio – non sentiva tutto quello che gli era stato detto, dunque, aveva giusto perso un po’ di tempo tra noi “giovani”.

Nei giorni a seguire mi incontrai diverse volte con Maddalena, al pianerottolo oppure davanti alla cassetta postale, e lei come al solito sfoggiava un fisico bestiale, specie quando indossava quei leggings così attillati e le gonnelline corte e quasi trasparenti. Una sera, però, senza saperlo ci siamo ritrovati alla stessa festa – in un localino frequentato dai miei amici c’era una tribute band imperdibile – e così per il ritorno ci siamo fatti compagnia, tra una chiacchiera ed una risata.

Oramai era abbastanza tardi, quasi le 3:30 del mattino, ma questo era ovvio anche perché entrambi avevamo avuto la brillante idea di tornare a casa a piedi dopo tutto quel tempo trascorso seduto al tavolo. Arrivati al portone di casa, ho fatto entrare prima lei – furbamente – così da poterle ammirare ancora una volta quel lato B caliente. Questa volta indossava un vestitino di jeans stretto a tubo, tacchi a spillo ed un foulard rosa al collo. Quant’era bella! Il seno, poi, le scoppiava tra i lembi di tessuto stretti da bottone.

Chiamammo l’ascensore al piano e dopo solo 2 piani, l’ascensore si bloccò! Così, sapendo che era normale per quel cavolo di ascensore, restammo ad attendere 5 minuti nella speranza che qualcuno si accorgesse di noi. Tra scorso il tempo, Maddalena iniziò a chiedermi se potevamo sederci a terra e se poteva appoggiare le sue spalle sul mio petto, perché stanca. Allora non me lo feci chiedere due volte!

L’ascensore si bloccò nel cuore della notte

Nell’attesa che l’ascensore ci portasse al settimo piano, restammo lì seduti in ascensore, ma d’un tratto lei, mi fece una domanda:

– Ricky, ma tu sei fidanzato?

– No, Maddalena, perché?

– Te lo chiedevo perché sei un uomo affascinante!

Così a quel punto si girò da me e mi baciò, piazzandomi la sua forticosa lingua nella bocca. Così, mi animai pure io ed inizia a baciarla ancor più focosamente, toccandole quel grosso seno che, oramai, era troppo stretto in quel pezzo di jeans. Senza perdere tempo, le sbottonai i due bottini del vestito jeans che davano proprio sul seno e poi “immersi” la mia faccia tra le sue grosse tette. Erano sode…tonde…divine, due tette che mi chiedevano ardentemente di piazzarci in mezzo il mio cazzo per una brasiliana davvero eccitante. Così, velocemente, mi sbottonai i pantaloni, calai le mutande e le misi il mio cazzo già duro tra le tette.

Lei aveva già capito tutto e così, senza mie istruzioni, inizio a spompinarmi il cazzo tra tette e bocca. Il piacere era assai e lei provava altrettanto piacere nel vedere che il mio grosso cazzo si faceva sempre più rosso e duro. Naturalmente, il gioco non si sarebbe fermato lì perché volevo proprio ingropparla per bene! Così dopo essermi fatto trastullare il mio cazzo, l’ho presa in braccio – poggiandomi con le spalle contro l’ascensore – e le ho messo una mano tra le gambe, da dietro, iniziando a giocare con il buco della sua figa e del suo splendido culo.

Lei, da lì in poi, ha iniziato ad incitarmi a metterle più di un dito nella figa e nel culo, perché era assai vogliosa, ed io accontentandola sono stata al suo gioco. L’ascensore era ed è assai piccolo, ma ci stavamo comunque divertendo, nonostante oramai fosse trascorso del tempo senza che questa si fosse mossa verso il nostro piano. Dopo un po’, l’ho fatta scendere e le ho chiesto se desiderava che ci fermassimo lì o se voleva trombare. Maddalena, mi si avvicinò e prendendomi il cazzo tra le mani mi disse “E secondo te?”. Era fatta, aveva detto di sì, anche senza farsi uscire di bocca quel “sì”!

A quel punto, le sbottonai gli ultimi bottoni in basso per poterle scansare bene gli slip dalla figa e la feci mettere a pecorina per incularla bene, dato che proprio lei voleva essere fottuta ed inculata. A quel punto, allora, inizia dapprima mettendole il mio siluro in figa e poi alternai un paio di volte con il culo, dandole pure qualche sculaccione. Aveva delle chiappe troppo divine per non schiaffeggiarle!

Lei, intanto, si muoveva sotto la mia spinta, con quelle grosse tette che ballavano insieme a noi in ascensore. Il silenzio prevaleva in tutto il palazzo…oramai erano le 4:00 e nessuno di quei vecchi sarebbe uscito di casa. L’unico rumore di quel momento era il clap clap delle sue chiappe che sbattevano contro il mio addome e la figa che si faceva sempre più bagnata sotto il mio continuo spingere più forte, più forte e ancora più forte.

Oramai ero quasi consumato da quel movimento, ma lei non era ancora sazia, così mi chiese se prima di sborrarmi dentro avremmo potuto cambiare posizione. Per me era uguale, basta che il mio cazzo non appassiva nell’attesa; così mi fece sedere sopra il suo vestito di jeans e mi monto sopra di spalle, lasciandomi sempre in vista il suo culo divino.

Proprio in quel momento l’ascensore si riattivò e mentre lei mi stava cavalcando svuotai tutto il mio cazzo. Non appena le porte dell’ascensore si aprirono uscimmo’ dal lift e ci salutammo velocemente, rientrando rispettivamente ognuno a casa, nudo come vermi, ma felici.

Daniel, l’ascensore è davvero il posto ideale per tante cose: e come ci ha detto nel tuo racconto erotico, anche una trombata al suo interno è davvero il top.

Sesso in ascensore con la mia vicina di casa, di Daniel di Roma.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

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