Ricordo di Edvige

Ricordo di Edvige la gnocca vogliosa

Di tempo e vita ne e’ trascorso dai giorni cui fa riferimento la storia che mi appartiene. Oggi ho 69 anni e,molto spesso,mi sovviene alla mente il ricordo della donna che mi ha insegnato il sesso. Avevo 17 anni,correvano gli anni ’60,un periodo di economia e lavoro molto cadente. Mio padre da due anni era emigrato in Svizzera e tornava per Pasqua e natale. Faceva le pulizie degli uffici per una impresa.

Il suo lavoro era stata una boccata di ossigeno dopo tanta precarieta’. Ma era la sorte di molti italiani per quel periodo: emigrare. Abitavamo in una casa a ridosso del centro che faceva angolo con una stradina strettissima sulla quale si affacciava un’altra fila di case. Io ero nato li’, era la casa dei nonni paterni, ereditata da mio padre. Ci si conosceva tutti. Nella stradina, dirimpetto alle nostre finestre, un’altra casa, dove abitava una famiglia, amica.

Anche il marito, era emigrato in Svizzera, ma solo da sei mesi e grazie all’aiuto di mio padre. La moglie aveva poco meno di mia madre, 36 anni, e una figlia di dodici anni. La separazione forzata l’aveva fatta cadere in una sorta di depressione-gelosia. Piangeva molto spesso e veniva da noi per sfogarsi con mia madre. La confidenza era tanta che mia madre le aveva dato le chiavi di casa nostra. Ma a quel tempo era cosa naturale.

Si chiamava Edvige, ai miei occhi rappresentava il sesso… non alta, capelli neri , un bel culo e tette ben sviluppate. Pensando a Lei, mi facevo delle gran seghe, eppure non era appariscente. A volte, dietro le tende, la spiavo mentre riassettava la camera al piano superiore, e me lo menavo vedendola solo con la vestaglietta di casa. E’ stata la prima donna con la quale ho fatto sesso.

Un pomeriggio,mia madre era andata dal parrucchiere, ero in camera mia e sfogliavo una rivista porno, le prime per quei tempi. Mi segavo seminudo guardando le foto e arrivai all’apice dell’eccitazione sborrando, ne facevo molta e con schizzi potenti. Provai un orgasmo intenso e … fui scosso da un leggero bisbiglio: “mamma mia”… Mi alzai dal letto col cuore in gola e… vidi Edvige, seminascosta dietro lo stipite.

Cercai di ricompormi, ma ero ancora duro e tutto sborrato. Mi sentivo morire dall’imbarazzo. Pronunciai solo “non dirlo a mia madre”. Rimanemmo muti entrambi, poi Lei scese le scale e se ne ando’. Io andai in bagno a lavarmi. Ero eccitato e pieno di paura. Quando torno’ mia madre, uscii per andare con amici e tornai all’ora di cena. Entrando sentii la voce di Edvige e mi prese la paura; mi feci forza per essere naturale.

Salutai e mi sedetti al mio posto. Loro due chiacchieravano e non facevano caso a me. Cercavo lo sguardo di Edvige, ero pieno di paura. Fu un momento, Edvige passandomi vicino mi sussuro’ “stai tranquillo”. Compresi la Sua complicita’. Mi venne appettito. Due giorni dopo, Edvige mi chiamo’ per aiutarla alla piega delle lenzuola dopo il bucato, come faceva di solito.

Che fighetta piena di desiderio

Andai e….notai che sotto la vestaglietta di casa non vedevo il segno di indumenti intimi. In un attimo sentii il cazzo indurirsi. Facendo finta di nulla l’aiutai nella piega delle lenzuola. Ma non potevo non notare le sue tette ballare sotto quella vestaglietta. Ero sempre eccitato e feci per andarmene. Edvige mi chiamo’ indietro,mi girai e … era nuda! Per la prima volta una donna nuda,vera, aveva un cespuglio nerissimo e le tette erano stupende.

In un attimo sentii la sua bocca sulla mia e la sua lingua che mi arrivava in gola. La testa mi scoppiava. Lei mi leccava e baciava ovunque. Quando fui nudo sentii la sua bocca che accoglieva il mio cazzo, era durissimo e sembrava enorme, (gia’ era 20 cm), sentivo la sua lingua che lo leccava e la sua gola che lo leccava avidamente. Non durai molto: le venni in bocca e lei mi inghiotti’ tutto. Un po’imbarazzato, le chiesi scusa.

Lei mi bacio’ a lungo e … fui nuovamente duro. Edvige mi fece stendere supino sul divano e mi salì cavalcioni. Inizio’ a cavalcarmi, a gemere e contorcersi, resistevo a quei colpi e le andavo incontro. Era stravolta dal piacere. Stringevo le tette con forza e lei affondava il cazzo fino in fondo. Il suo orgasmo fu stupendo, godeva intensamente. Io non cedevo e la danza ricominciava. Fummo scossi da mia madre che mi chiamava.

Ricomponendomi  guardavo Edvige ancora nuda sul divano:era bellissima,il volto era disteso ed i suoi occhi brillavano. La nostra storia divenne sempre piu’ intensa, non passava giorno in cui non si facesse sesso. Mia madre pero’ aveva intuito qualcosa… ed un giorno mi prese a quattrocchi e mi disse: “fa’ attenzione a non metterla incinta”.

Rimasi muto. Non ebbi il coraggio di ribattere. Il giorno dopo sul comodino trovai due scatole di preservativi.

Dev’essere stata davvero una storia molto emozionante quella vissuta da Riccardo con la sua Edvige: e il racconto erotico che ci ha inviato, è davvero la dimostrazione di come si possa trasmettere la felicità e il coinvogimento di quei momenti in modo naturale…

Il ricordo di Edvige, di Riccardo

Prima edizione: Marzo 2017, by Atlantia Media.

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