Paola la vicina

Mi sono scopato la vicina: quella troia vogliosa di Paola

Negli ultimi tempi, nella palazzina in cui vivo sono partite ed arrivate tante persone, qualcuno che è andato via definitivamente da questa città e, qualcun altro ha invece scelto di venirci a vivere: sul mio pianerottolo, in precedenza c’era una famiglia piuttosto tranquilla, mentre ora, è arrivata una venticinquenne mora abbastanza figa e provocante, che si veste sempre in modo tale da attirare la mia attenzione e farmi fantasticare anche un po’.

Dopo essersi presentata, Paola mi è subito stata simpatica, forse per quel suo modo spigliato e frizzante di fare, quella sua carica vitale piacevole e travolgente nello stesso momento, oltre che capace di stimolare i desideri più insoliti e nascosti dell’essere umano, con quel suo modo di muoversi tutto sinuoso, capace di mettere in evidenza la sua silhouette con tutte le sfumature più belle e leggere di una giovane donna piena di vita e passione.

Una sera, mentre stavo rincasando dopo il lavoro, giunto al pianerottolo ho sentito che dal suo appartamento arrivava un gran vociare allegro e spensierato, quasi come se stesse facendo serata con qualcuno, e infatti così era: tra un bicchiere e l’altro, la festa continuava e metteva di buon umore pure me, che da casa mia mi rilassavo tranquillamente sul divano senza pensare a nulla, quasi in una sorta di pace assoluta dei sensi.

A un certo punto, la serata si è fatta piccante: dal muro del salotto, arrivava qualche risata fragorosa e qualche sospiro in più del solito, dopodiché, i gemiti sono diventati fin troppo frequenti e regolari, per non capire che Paola se la stava spassando allegramente con qualcuno, peraltro godendo anche alla grande, considerando tutto il casino che stava facendo, che un po’ mi ingelosiva e allo stesso tempo anche eccitava parecchio.

Il giorno dopo

La festa dev’essere andata avanti per parecchio tempo, considerando come fin verso l’una Paola se la spassava, scopando rumorosamente e godendo alla grande, dando prova di essere una tipa veramente vogliosa e desiderosa di assaporare al meglio i piaceri della carne: e così, quando l’indomani l’ho incontrata sul pianerottolo, con un po’ di occhiaie, un po’ me la ridevo pensando a come dovesse aver avuto anche la fighetta bella spappolata.

Lei mi guardò sorridendo, dicendomi che ieri c’era stato un po’ più di divertimento del solito a casa sua, e che le spiaceva se ne fossi stato infastidito: le dissi di no, che non c’era alcun problema considerando che con il mio sonno pesante non sarei stato disturbato, e lei per tutta risposta mi diede una pacca sulla spalla ridendo, mentre stavamo ritornando alle nostre case con l’ascensore, dopo esser scesi a prendere la posta.

Paola mi sembrò volesse provocarmi, quando mentre stavamo uscendo, si mise davanti a me e involontariamente le toccai il culo con la mano destra: l’aveva bello sodo e tondo al punto giusto, mi faceva indubbiamente venire certe voglie quel contatto, ma sulle prime mi scusai, dicendole che non avevo fatto apposta a toccarla, proprio perché lei mi si era parata davanti all’improvviso e, nel mentre ch’io stavo uscendo, non ho potuto evitarla.

Guardandomi con quei suoi occhi da gattamorta, mi si avvicinò, e mi sussurrò nell’orecchio che voleva scoparmi, non vedeva l’ora di sentire il mio cazzo dentro di lei, davanti e indietro, in bocca, tra le sue tette, i suoi piedi e le sue mani: insomma, voleva dimostrarmi in modo inequivocabile quanto fosse troia e come non potesse per alcuna ragione resistere all’idea di farmi di tutto e di più con quel suo corpo giovane e pieno di desiderio focoso.

La guardai con uno sguardo pieno di voglia, le sfiorai le labbra, mi sbottonai i bermuda e glielo misi in mano già sul pianerottolo: me lo scappellò con le sue dita leggere e piccole, e iniziò a massaggiarlo nella sua mano, facendomi venire una voglia tremenda di lei, mentre con l’altra mano apriva la porta per entrare in casa, ed io con la mia mano sinistra le palpavo il culo, che tanto mi affascinava con quella sua forma a dir poco perfetta.

Una volta richiusa la porta dietro di noi, Paola si è inginocchiata a terra, davanti a me, e se l’è preso subito in bocca: aveva una voglia incredibile di succhiarlo, di averlo tutto per la sua bocca, di sentirlo dentro di lei e di poterci fare tutto quello che sognava fare, senza perdere nemmeno un istante e, soprattutto, assaporando tutto il gusto del mio cazzo, in tutte le sfumature possibili ed immaginabili, pompandolo a dovere prima del resto.

Con la mia mano scivolata sotto il suo vestitino trasparente, ero ormai a giocare con la sua fighetta, e non le risparmiavo i miei tormenti con le dita e la mano: lei si eccitava, ansimava, e voleva montarmi sopra. Ci sistemammo su quel divano che, la sera prima, aveva ospitato qualcun altro per scoparla, e Paola si mise sopra di me, infilandoselo nella figa, godendo e volendolo sempre di più, iniziando a muoversi con foga per sentirsi trombare bene.

Quanto mi piaceva vederla all’opera, e nel frattempo, le schiaffeggiavo il culo voglioso: mi sbatteva sempre di più, e in fretta, finché venne finalmente gemendo e piena di voglia, lasciandosi andare. A quel punto si sollevò, se lo infilò nell’ano, e mi disse che non avrebbe smesso di scoparmi fino alla sborrata, perché voleva vedermi perdere la testa mentre mi montava sopra con quel culetto in piena forma e capace di regalare sensazioni uniche.

Feci di tutto per trattenermi, e riuscì a resistere per altri cinque minuti in quel culetto stretto che mi faceva impazzire, dopodiché, mi lasciai andare e scaricai la mia sbrodata dentro quel buchino caldo, ansimando intensamente senza riuscire a mantenere il controllo, desiderando che si facesse dell’altro con quella splendida venticinquenne che non sembrava comunque pronta a desistere e, anzi, che voleva ancora assaporare dell’altro sano sesso.

Si mise davanti a me a pecorina, sul divano, e mi disse che voleva la scopassi davanti e dietro, alternando le penetrazioni: lo rimisi in figa, e poi in culo, quindi di nuovo in figa e poi in culo, andando avanti per una buona decina di minuti, stimolandola con la mia mano, facendola venire per una seconda volta e, quindi, finendo per scoparla in figa fino a sfiondarle dentro il resto della mia sborra, rilassandomi su di lei con il cazzo ormai soddisfatto…

Non c’è nulla di più eccitante del sentir godere una supergnocca: e Paola, la vicina trombamica di Pietro, è davvero la protagonista di una storia di sesso in cui si sente gridare per il piacere.

Paola la vicina rumorosa che godeva parecchio, di Pietro di Prato.

Prima edizione: agosto 2015, by Atlantia Media.

© copyright MMXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Un pensiero riguardo “Paola la vicina

  • 5 Aprile 2016 in 17:08
    Permalink

    Certo mi sarei prestato io a far compagnia a questa fighetta!!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.