Nascosti nel cantiere a trombare

Giornata piovosa e, inutile dirlo, proprio oggi avevo l’appuntamento con l’architetto per andare a controllare come proseguivano i lavori sulla casa in campagna, visto che oramai sono diversi mesi che è in fase di ristrutturazione. Insieme ad Angelo ci siamo messi in auto e ci siamo diretti poco fuori dalla città, con un tempo che faceva decisamente schifo per il grigiore che vi era. E pensare che siamo in primavera!

Sexy e provocante per una trombata speciale

Tralasciando i dettagli circa la stagione, quel giorno non avevo comunque rinunciato ad indossare un bel vestitino nero anche se per le scarpe ho optato per un paio di stivali al ginocchio, visto la pioggia. Angelo, come al suo solito, aveva apprezzato il mio look, tant’è vero che si era lasciato scivolare anche una mano sulla mia coscia mentre guidava ed ha esclamato:

-Sto guidando ed abbiamo un appuntamento, altrimenti mi sarei fermato qui in mezzo alla strada!

-Sei il solito goloso Angelo!

Arrivammo alle 11:00 in punto all’appuntamento e l’architetto era già lì sotto il suo ombrello nero ad attenderci. Entrando nell’appartamento si potevano notare tutte le migliorie apportate e finalmente si poteva dire che quella sì che ora era una bella casa. Naturalmente, ancora non era terminata e gli operai avevano lasciato anche tutte le loro attrezzature in un angolo: sacchi, teli, scalette ecc ecc invadevano ogni camera della casa, ma d’altronde doveva essere così visto che la casa non era ancora completa.

Una volta terminato il tour con l’architetto, ci siamo salutati e siamo rimasti ancora un po’ a guardare i lavori portati avanti, soprattutto nella mansarda: era stata sistemata ad hoc con le travi a vista – cosa che io amo in una casa – anche se i muri erano ancora da lisciare. Così visto che in un angolo della stanza c’erano dei sacchi ed alcuni indumenti ho tirato verso di me Angelo e gli ho detto:

-Ti è già passata la voglia oppure sei ancora vivo lì?

-Guarda che non mi faccio pregare, lo sai Miluna!

Così piazzò subito una mano sul mio fondo schiena ed iniziò a palparmelo, alzando pure il mio vestito aderente. Mi ritrovai così con il sedere al vento, visto che indossavo un micro perizoma di colore rosa. Lui abbassò i suoi jeans e fece uscire dalle mutande la punta dei suo pene e poi tutto il resto con quelle belle palle pelose e gonfie di sborra pronta ad esplodere tra di me. Facendomi girare verso la pila di sacchi ammassati in un angolo della casa, mi fece inchinare e punto il suo cazzo bollente dritto dritto verso la mia figa.

Sentivo il suo cazzo caldo sfiorarmi la figa

Non appena lo poggiò, la mia figa lo catturò tra le labbra ed iniziò a stringerlo a sé; Angelo, quindi, sospirando di piacere iniziò a sbattermelo sempre di più forte, cercando di spingermelo fino in fondo. Era incredibile sentire la sua cappella sfondarmi sempre di più ad ogni colpo e non potevo fare a meno di apprezzare pure il contatto fisico ad ogni spinta. Lui, poi, mi toccava anche i miei grossi seni, fino a quando, poi, non ha deciso di cambiare posizione. Così, si è tolto l’impermeabile che aveva indossato, l’ha poggiato a terra e mi ci ha fatto poggiare sopra; a quel punto, poi, ha alzato entrambe le mie gambe sulle sue spalle ed ha di nuovo inserito il suo pene dentro la mia figa bollente.

Questa volta, però, il mio buco era più stretto e per poterlo esplorare ha dovuto spingere di più; anche i movimenti che ha fatto sono stati più potenti, proprio perché sentivo come apprezzava lo stringere della mia passera intorno al suo cazzo enorme e rovente. Dopo un paio di spinte ben date, mi ha fatto prendere il suo cazzo in bocca per sborrarmi dentro e così è stato.

La sua sborra era tanta e calda…un vero nettare, a cui non avrei mai potuto rinunciare, specie con una scopata così goduriosa in un cantiere come questo!

 

Nascosti nel cantiere a trombare, Miluna di Como.

Prima edizione: marzo 2019, by Atlantia Media.

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