Manu una gnocca

La gnocca che cercava un cazzo

La scorsa settimana mi trovavo di passaggio in un bar sulla provinciale, e considerando quanto ero stanco a causa di tutto quello che avevo fatto durante la mattinata, non avevo proprio voglia di fare altro che bere qualcosa di fresco e distendermi un po’ i nervi, senza pensare a nulla e, soprattutto, godendomi quel po’ di tempo trascorso per i cazzi miei a riposare le mie orecchie dalle tante stronzate sentite, evitando di farmi rompere il cazzo.

Appena seduto al tavolino, la cameriera è venuta verso di me e, forse in vena di scherzare e nello stesso tempo di mettersi a chiacchierare con qualcuno per rompere la monotonia della giornata, si è soffermata a parlare, chiedendomi di dove fossi: dopo avermi sentito dire che sono dello stesso posto in cui vive lei, allora, mi ha detto di non avermi mai visto in giro, al che le ho risposto dicendole di essermi appena trasferito, dopo aver vissuto per un sacco di anni a Milano.

Parlare con lei, nonostante il fatto che fossi abbastanza scazzato, non mi dispiaceva e, anzi, dopo un po’ il mio scazzo è venuto meno, soprattutto quando guardandola bene ho notato quanto fosse figa e provocante, soprattutto con quelle tette belle esplosive, quelle belle mammelle da arraffare e guidare sul mio cazzo, come già stavo pensando di fare sin dal momento in cui mi sono soffermato ad osservare quel bel seno abbondante, finché Manu se n’è accorta.

“Ti piacciono le mie tette?” mi ha chiesto con un ghignetto divertito e, al tempo stesso, quasi come se già in cuor suo sapesse di voler far qualcosa con me “beh, quando una meraviglia ti si para davanti, è davvero da pazzi non ammirarla in tutto e per tutto” e, di rimando a queste parole, sorridendo e abbassando gli occhi per un istante, mi disse “grazie, ma lo pensi davvero o lo dici tanto per dire?” e io le risposi “lo dico perché ti vedo e penso che tu sia davvero una gran figa”.

Queste parole più esplicite, in effetti, riuscirono subito a far colpo su di lei, che quindi voltandosi più attenta a guardarmi, mi fece un occhiolino e disse “tra mezz’ora arrivano due mie colleghe, una resta e l’altra voleva andare a prendere il sole: che ne dici di farci compagnia e di aggiungerti a noi?” e io le dissi “questo invito mi piace: dai, mi aggiungo anch’io a voi, spero non sia un problema per la tua collega” e lei rispose “figurati, anche lei è una tipa loquace come me”.

Momenti di piacere che restano in mente

Quindi, puntuale come non mai, mezz’ora dopo giunsero le due ragazze: Veronica si fermò al bar, mentre Michela si aggregò a Manu e, quindi, a me, per andare insieme a trascorrere un po’ di tempo di riposo. Non era figa come Manu, e in effetti, notai subito come non era all’altezza della barista tettona per riuscire a far breccia su di me, con il risultato che parlavamo insieme – di tanto in tanto – ma la mia attenzione era tutta per Manu, ormai al settimo cielo.

Dopo aver raggiunto il posto prescelto per la nostra giornata di sole e di relax, con Manu e Michela ci siamo sistemati sul prato, e quindi, tra una parola e l’altra, un ghiacciolo e una bibita, siamo finiti a parlare di lavoro e di amore, con il risultato che la mitica amica della barista parlava del fatto di starsene da sola per non farsi rompere le palle e, al tempo stesso, di approfittare di ogni occasione.

Quindi, mentre Manu parlava di lei, il mio occhio notò come una sorta di occhiolino da parte della sua amica nel momento in cui si soffermò a parlare di storie sentimentali, dicendo di essere al momento single: mi sembrava come se lei non volesse dire la verità fino in fondo su questo punto. Poi, rivolgendosi di nuovo verso la sua amica, lei disse “ti giuro, sono da sola, non ho nessun tipo di storia al momento, non ne avrei voglia”.

E mentre mi diceva quelle parole, il mio occhio correva tra lo spacco delle sue belle tette, fin troppo abbondanti per non soffermarsi a guardarle con desiderio: e a quel punto, Manu mi disse “dai, dillo che ci vuoi giocare, ce ne andiamo di là, nello spogliatoio, e non ti preoccupare che ci possiamo divertire un po’ insieme” e io le dissi “ma dici sul serio?!” e lei “dai, andiamo e ti faccio vedere se non sono seria: io quando parlo, lo faccio perché intendo dire quello che le mia labbra pronunciano”.

Arrivati allo spogliatoio, ci guardammo in giro, e non vedendo nessuno, ci chiudemmo dentro una cabina insieme, mettendo l’asciugamano per terra “dai, tiralo fuori che adesso ti faccio godere io” mi disse bisbigliando Manu, al che io le risposi “eccolo qua, dimmi che ti piace, dai, leccalo e succhialo, poi mettitelo tra le tette” e lei mi disse “mmm, bel cazzo, adesso te lo faccio diventare duro e poi ci divertiamo bene” e prese a leccarlo con passione, come un gelato rinfrescante in una giornata d’estate.

Le piaceva in modo particolare la mia cappella, perché la sentivo soffermarsi a leccare con la sua lingua meravigliosa, con un desiderio unico, proprio sotto, e vedendomi godere, Manu continuava, mentre io gemevo in silenzio e non mi facevo sentire: quindi le sue labbra carnose si serrarono sulla mia cappella e prese a scendere, ciucciandolo con passione, e poi se lo tirò fuori dalla bocca e, quindi, se lo mise tra le tette, giocando a strofinarle con passione.

Mi piace da morire quell’istante, volevo che non finisse mai, e mentre lei ci dava dentro con questo massaggio, la mia mano già correva alla sua figa, esplorandola e stimolandola, perché la vedevo già un po’ bagnata tramite il costume: e in effetti, lei era proprio già bella fradicia, aveva già voglia, e quando le dissi “dai, scopami tu Manu”, lei non si fece pregare “ti salto sopra, e ti cavalco il cazzo, ma ti prego, non metterci tanto a venire perché se no mi fai strillare” e io le dissi “scopami e vedrai”.

Manu si accomodò sul mio uccello, facendolo entrare tutto nella sua figa, e iniziò a far su e giù, pian piano, gemendo già sottovoce, dicendo di non riuscire a trattenersi, e quindi, io le dissi ansimando leggermente “ma sei già venuta, Manu?!” e lei “sto quasi per venire, cazzo, mi piace troppo il tuo uccello” e io le dissi “allora girati, e scopami con forza: vedrai che pure io non durerò tanto a lungo, perché mi hai già fatto eccitare di brutto” e quindi lei continuò a cavalcarmi così, per al massimo due minuti, facendomi scoppiare di lì a poco in una sborra memorabile, riempiendola tutta del mio caldo seme, che ormai l’aveva conquistata tutta.

Si fermò quindi sopra di me, con il cazzo piantato nella figa, riprendendo fiato: anch’io ero eccitatissimo per come mi aveva scopato, e le dissi “Manu, dobbiamo continuare a vederci, è troppo bello con te: dimmi che lo vuoi anche tu” e lei rispose “chiaro che lo voglio anch’io, ho voglia di scoparmi un cazzone così come il tuo” e quindi tornammo da Michela, che ci guardava ridendo, e disse “allora, ti ha sfondata per bene?” e le rispose “si, adesso mi sento davvero rilassata, Michi…”

Che tettona, davvero sbalorditiva: Matteo, sei sempre il solito fortunato che tromba e scrive storie di sesso imperdibili!

Manu una gnocca in cerca di cazzo, di Matteo di Varese

Prima edizione: Giugno 2017, by Atlantia Media.

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