La tettona e le amiche sceme

La tettona e le amiche sceme e vogliose di cazzo

Con un paio di amici, lo scorso sabato eravamo in una casetta al mare di amici comuni, un bel posticino di quelli in cui ritrovarsi a divertirsi senza badare né all’orologio né a tutte le altre cazzate: e così, dopo essere arrivati, tra focacce, stuzzichini di ogni tipo e buon vino, la serata sembrava promettere davvero bene, soprattutto, quando dalla griglia sono iniziate ad arrivare fettine di carne grigliata che erano davvero fin troppo promettenti per non lasciarsi tentare ed assaggiarle.

In quell’atmosfera di festa e di spensieratezza, mancava davvero soltanto una delle cose più belle: una bella figa calda da trombarmi, dove svuotare finalmente i coglioni, dopo una giornata lunga, per riprendere un po’ di energia in vista della prossima settimana, che si preannunciava sicuramente piena di impegni e di cose da fare, uno di quei momenti in cui davvero non mi sarei potuto lasciare distrarre dalle stronzate, perché potevo ottenerne davvero grandissime cose.

Poi finalmente, tra una chiacchierata e l’altra, e una bevuta e mangiata, finalmente si affacciò in quel giardino una tipa capace di attizzarmi un po’: non era sicuramente una strafiga, però, con quelle belle tettone che sporgevano bene dal reggiseno, la voglia di lasciarmi andare un po’ con lei era davvero tanta. Me la immaginavo già con le braccia strette su quelle belle tette, a farmi una bella spagnola, mentre tutt’attorno il resto della gente continuava a far festa, a bere, senza accorgersi di noi.

E dove una tettona mi faceva sballare

Purtroppo insieme con Claudia, la bella tettona provocante, c’erano anche due amiche sceme: due che non facevano altro che mangiare e bere, sparare cazzate senza freni e, soprattutto, erano anche poco interessanti, perché non me lo facevano nemmeno tirare un pochetto. Tuttavia, siccome queste due galline erano lì a far compagnia a lei, mi toccava sorbirmele, e già mi immaginavo quanto sarebbe andata per le lunghe quella pausa tra bevute, occhiate e cazzate di ogni tipo.

Ad un certo punto, però, venne finalmente l’occasione per sganciarle di torno: altri invitati alla festa, per pura combinazione, arrivarono in quel momento e chiesero alle due sceme se potessero bere qualcosa insieme, e così, ne approfittai per prendere per braccio Claudia, e dirle di venire con me a bere qualcosa, magari anche in un angolo un po’ tranquillo, dove rilassarci e parlare senza che ci fosse qualcuno di inopportuno a rompere i coglioni, chiunque esso potesse essere.

La portai con me sotto un gazebo, dietro ad una siepe di gelsomino, e ci sedemmo insieme sulla panchina, a bere e a parlare, vicini, senza che nessuno ci potesse scorgere: in quell’angolo del giardino c’era abbastanza buio perché nessuno potesse vederci e, soprattutto, di fronte a noi c’era pure un bel panorama, in quell’ora della tarda serata, che ci invogliava sicuramente a lasciarci andare, perché qualche istante dopo, proprio Claudia mi disse, tra una risata e l’altra “mi scopi??”.

E io, dopo averle guardato le tette, le dissi “Claudia, con una che ha due poppe così, non si può dire che…sììììììì!!! come vuoi farlo?” e lei “Non possiamo fare che una sveltina, perché altrimenti qualcuno va a finire che ci prende, sai che figuraccia! Magari le mie amiche!”, così, tirai fuori il cazzo dalle mutande e mi abbassai quanto bastava i bermuda, mentre lei, si alzò la maglietta e slacciò il reggiseno, e mi disse “lo so che vuoi che ti faccia una spagnola, te l’ho letto in faccia che ti piace!”.

Poi, dopo aver sputato sulla mia cappella, lo prese in mano, e se lo guidò tra le tette, e iniziò a trombarmi con quel bel seno: mi piaceva sentirla scoparmi il cazzo, far roteare quelle tettone attorno alla mia cappella, e le dicevo di continuare, perché mi piaceva troppo, mentre con il mio indice la sditalinavo senza pietà, velocissimamente, perché le dissi che non si poteva farlo così, senza che pure lei godesse un po’, ma mi rispose “non ti preoccupare che quando me lo metti dentro, ci metto un minuto al massimo e vengo!! Non ci credi?! Vedrai!!”.

Quindi continuò un po’ a massaggiarmelo così, mentre io impazzivo dal piacere, e poi, mi disse “dai, mettimelo in figa, è già calda e bagnata abbastanza: vedrai quanto ti piacerà trombarmi!!” e io, prendendolo in mano, le dissi “dai, mettilo dentro te, mi piace come me lo maneggi!” e lei, se lo mise sulla punta della fighetta, e poi, lo fece entrare “ahhhhh, sìììììì, che bel cazzo!! Dai, mi piace, spingilo dentro tutto….aahhhhh, che bello, mi piace….mmmmmm, scopami la figa, dai, sono tutta tua!”

E Claudia iniziava già ad eccitarsi tantissimo, ma cercava di tenersi a freno, perché qualcuno avrebbe potuto sentirci, nonostante fossimo così lontano dal resto della festa e degli invitati: la scopai piano, perché mi piaceva sentirlo scivolare così bene, e poi, vederla con quella smorfia di godimento dipinta in faccia, mi eccitava di più, mentre con le mani le stringevo le poppe, perché mi piaceva incredibilmente palpeggiarle mentre spingevo il mio cazzo dentro di lei, senza fermarmi.

“Ahhhh sììììììììììì, godooooooooooo, spingilo dentro…mmmmmmmmm….ahhhhhh sìììììììììììììì, ssìììììììì, sììììììììì sono tua, scopala, scopalaaaaaaaaaa, aaaaaaaaaaahhhhh sìììììììììììì, vengo, veeeengoooo, ahhhhhhhhhhhhhhh” e mentre godeva, ansimando, si lasciava anche andare squirtando, mentre io la sentivo bagnatissima, ormai il mio cazzo mi sembrava un pistone impazzito dentro un cilindro infuocato, pronto da un momento all’altro a sbiellarsi per quanto stava scopandola forte e senza sosta.

Mi piaceva di brutto, godevo, e speravo dentro di me di non venire mai, perché la sua figa mi faceva impazzire: ma poi, dopo l’ennesima spinta, non mi riuscì di resistere e, alla fine, mi partì una bella sborrata, che le feci proprio all’imbocco della figa, imbrattandola per bene, e osservando con una certa soddisfazione quelle belle labbra con tutti quegli schizzi caldi sopra, a testimonianza di quanto mi era piaciuto venire dentro di lei in quel giardino, perdendo la cognizione del tempo.

Mentre mi riprendevo dall’orgasmo, respirando un po’ rumorosamente, e con la faccia soddisfatta, dissi a Claudia che era stato splendido avere un’avventura così con lei, in quel giardino, e poi, le dissi di continuare a stare con me quella serata, perché l’avrei accompagnata a casa io: lei rise di gusto, dicendomi che le sue amiche non mi piacevano, ma che poteva capire la mia scelta, e che sarebbe rimasta con me anche per il resto della notte, perché sì veniva in fretta, ma voleva farlo ancora…

Pedro non può fare a meno di godere al massimo del piacere con tre tipe assurde: certo che la tettona, protagonista del racconto erotico vero, è davvero unica.

La tettona e le amiche sceme vogliose di cazzo, di Pedro di Vercelli

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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