La mamma di Manuel

La mamma di Manuel era davvero troppo figa

Quando mi sono trasferito nel nuovo appartamento poco fuori il centro, mi sono ritrovato in una palazzina particolarmente accogliente, con poca gente, e soprattutto, con persone che mi sembravano davvero disponibili ed alla mano: tra queste ho trovato anche una gnocca tremenda, Alessia, che con il suo portamento elegante – ma allo stesso tempo giovanile – mi ha subito trasmesso delle sensazioni positive, sin dal momento in cui si soffermava a fare due chiacchiere in mia compagnia.

Questa giovane donna, particolarmente eccitante con quel suo fisico bello in forma, e quel suo continuo gesticolare mentre parlava, riusciva sempre ad attirare la mia attenzione: i primi tempi, non mi ero accorto di quanto si vestisse in modo praticamente quasi sempre provocante, ma poi, con il trascorrere dei mesi, ho capito che il suo modo di mettersi in evidenza, era proprio parte di quel suo carattere così esuberante e desideroso di essere sempre alla ricerca di qualche ammiratore.

La prova l’ho avuta un bel lunedì mattina, che era praticamente il giorno di pulizia delle scale: iniziava verso le 8:30 a passare la sua scopa per le scale e, girando tra i pianerottoli e le rampe, la sentivi talvolta anche fischiettare, o canticchiare qualcosa, per poi soffermarsi a passare in maniera più decisa la sua scopa, sfregando anche contro le porte, per far sì che ogni cosa potesse essere veramente al top dell’ordine, perché a lei piaceva mantenere uno stato impeccabile di ogni cosa.

Me l’ha data sul divano di casa sua

Quel giorno, con quei suoi splendidi pantaloni neri, abbastanza aderenti, quella bella figona di Alessia continuava a spazzolare il pianerottolo di fronte alla mia porta con un’insistenza notevole, quasi come se il mio dirimpettaio avesse disseminato porcherie di ogni tipo e, lei, di fronte a quella situazione, non potesse che metterci tutta la sua energia per ristabilire l’ordine delle cose, riportare la nostra abitazione ad un livello accettabile di civiltà, a quell’ordine che a lei piaceva veramente tantissimo.

Quindi, mentre questa gnoccona sfregava il suo scopettone per terra, e io la spiavo attraverso l’occhiello della porta, non riuscivo a non immaginare come sarebbe andare a finire: all’improvviso, infatti, aprii la porta e, trovandomela praticamente di fronte, finsi di scontrarmi con lei involontariamente, e finii contro le sue belle tettone, toccandole, fingendo appunto che per lo spavento, non potessi fare a meno di reagire in quella maniera, per poi scusarmi con lei, dicendomi che non potevo sapere.

Alessia mi guardò bene negli occhi, e accorgendosi forse del fatto che non riuscivo a mentire del tutto, mi sorrise e disse “l’hai fatto apposta, cosa pensi, che non mi sia accorta che ogni volta mi fissi i fianchi e il culo??!!”, e continuò dicendo “Che cosa credi, che non mi accorgo che stai dietro la porta, a spiarmi dall’occhiello, mentre scopo le scale: e magari, pensi pure, che ti piacerebbe che io scopassi qualcos’altro, anziché queste scale del cazzo!”.

Di fronte alla sua irruenza ed abituale esuberanza, ammisi subito quelle che erano le mie intenzioni, e lei, mi bisbigliò subito nell’orecchio destro “ehh, meno male che non spari cazzate e vieni subito al dunque: che cosa ne pensi di scendere da me, e scoprirmi un po’ di più sul divano di casa mia? Tanto Manuel, e quel coglione di mio marito, non torneranno presto, e ormai, essendo una povera cornuta, non vorrai mica mi lasci scappare un giovane col cazzo duro!!”.

La guardai di nuovo negli occhi, e poi, le dissi “me la dai, Alessia???” e lei mi rispose “sì, ma te la devi guadagnare…” al che me lo sentii subito raddrizzare, e lei si accorse che, sotto i jeans, qualcosa si stava già ingrossando: quindi, mise da parte lo scopettone e, pian piano, scendemmo a casa sua, senza farci sentire troppo dalle vecchie impiccione che, nel frattempo, stavano entrando nel nostro palazzo, e che sicuramente avrebbero rotto i coglioni proprio nel momento sbagliato.

Quindi ci avviammo, prendendoci per mano, entrando di soppiatto a casa sua: era una bella abitazione, e quindi, senza nemmeno darmi il tempo di dire nulla, Alessia mi spinse selvaggiamente sul divano, facendosi avanti, con quel suo modo di fare provocante, e mi sbottonò con violenza i pantaloni, e poi mi strappò via i boxer, e finalmente, di fronte al mio cazzo, iniziò a dimostrarmi quanto fosse troia, e quanto desiderasse farsi una bella trombata quella mattina di lunedì.

Poi mi si mise di fronte, ancora con i pantaloni, sfregandomeli in faccia, e facendomi sentire quanto avesse voglia di me: e mi ordinò di inchinarmi, di fronte a lei, e di leccarle i piedi, quei magnifici piedi che, una volta nuda, mi fecero subito venire una voglia incredibile di lei. Poi, dopo essersi fatta leccare i piedi, mi mise il culo in faccia, e mi ordinò di leccarglielo, senza sosta, perché era la mia mistress, e io non avrei potuto resistere alle sue voglie, in quel momento, per nulla al mondo.

In seguito, quindi, mi fece finalmente vedere la sua meravigliosa figa, facendosela leccare: io esplodevo dalla voglia di farmela, e con la lingua, iniziai a farle vedere di quello che ero capace, nonostante fossi giovane, al che lei si eccitò, e iniziò a darmi “daaaaaii, leccala, porco!!!!!! Ti piace la figa, eh???? Daaaiiii, sììììììì, ah che bello, mi piace così!!!! Più forte, dai, di piùùùùùùùùùùù!! ahhhh, guarda come lecca bene questo sbarbatello, ah, come ti piace la figa, non puoi vivere senza, eh????”.

Quella meravigliosa troia di Alessia era ormai scatenata, sicuramente non avrebbe resistito a lunga, prima di bagnarsi, e magari pure squirtare: e in effetti, poco dopo, sotto i miei continui colpi di lingua, si lasciò andare e si bagnò tutta, gemendo a lungo come una puttana vogliosa. Quindi si alzò e mi disse che ora me l’ero davvero guadagnata: la sua figa mi avrebbe scopato il cazzo.

Le dissi che non avrei potuto resistere molto con una strafiga del genere, al che mi rispose che mi sarebbe piaciuto lo stesso, anche se fossi durato un paio di minuti: quindi, mi propose di montarmi sopra al contrario, da vera bagascia, e di fronte al suo culo che si schiantava su di me, quelle belle labbra rossa che andavano a divorarsi la mia cappella, non potei opporre molta resistenza, soprattutto perché si muoveva davvero come una esperta fottitrice di cazzi.

Con il suo bacino, avanti e indietro, mi fece venire in un paio di minuti, facendomi ansimare e gemere per quanto mi era piaciuto sentirmi fottere da quella gnocca: si alzò, si passò la mano sulla figa per tirarsi via la sborra, e mi disse che non ero male, considerando il mio bel cazzo e, soprattutto, la mia giovane età. Resistere alla sua figa per un paio di minuti, fu davvero un’esperienza indimenticabile: e poi, mi salutò dicendomi che mi avrebbe fatto vedere altro in futuro…

Non c’è nulla di meglio di una bella avventura di sesso con una madre strafiga di un amico: e Claudio ci ha offerto un racconto erotico da manuale.

La mamma di Manuel era davvero troppo figa, di Claudio di Lodi.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

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