La cameriera che voleva il mio cazzo

Lo scorso venerdì, avevo voglia di nuove e travolgenti esperienze. Dopo una settimana che sembrava non aver mai fine, tra lavoro e casini di ogni tipo, la sera me ne sono andato a mangiare fuori con un paio di amici. Anche loro, in effetti, erano abbastanza tesi come me. Tutti quanti volevamo evadere dalla quotidianità, solo che non sapevamo bene che cosa volessimo per davvero, soprattutto in quel momento particolare della serata.

Tutti quanti avevamo voglia di mangiare qualche cosa di speciale, e di bere pure qualche vino buono. Così, quando è arrivato il momento di ordinare, e al tavolo si è presentata una gran figa, oltre a venir fame mi è venuto pure un appetito erotico non da poco. Questa gnocca, una mora davvero irresistibile, era troppo hot per non farmi venire voglia di desiderarla: occhi marroni, alta almeno un metro e settanta e un fisico davvero hot.

Due belle gambe, perfettamente dritte e senza un filo di cellulite, delle cosce belle sode e provocanti e, infine, un bel culo ben proporzionato racchiuso in quei leggings neri: un mix esplosivo al quale sarebbe stato molto difficile resistere. Alessandra, poi, aveva anche un bel seno generoso – non esplosivo ma nemmeno invisibile – e poi uno sguardo davvero irresistibile, con un’espressione così dolce e piacevole alla quale è difficile resistere.

Così, tra un ordine e l’altro, quando lei si avvicinava al nostro tavolo per servirci o chiederci se volessimo altro, non perdevo un istante per guardarla. E pure lei, uno sguardo non mancava mai di lanciarlo verso di me, con un’espressione lusingata e, al tempo stesso, come desiderosa. In effetti, Alessandra – sin dal primo sguardo – mi parve una gnocca più che vogliosa, una vera strafiga in cerca di soddisfazione tra i clienti più hot.

Il suo modo di muoversi, sculettando abilmente, trasmetteva quel tocco di provocante ed eccitante voglia di trasgressione: le sue chiappe – belle sode ed alte – facevano venire certi desideri solo a vederla, e trattenersi dal toccarle quel culo era davvero uno sforzo sovraumano. La serata trascorreva davvero in modo piacevole, con quella vista di fronte agli occhi, anche perché nel locale c’era la giusta atmosfera per divertirsi.

Ma la svolta si presentò quando mi alzai per andare al bagno. I miei amici erano al tavolo, e io andandomene al servizio, passai di fronte al bancone della reception. Alessandra era lì che stava sistemando un paio di ordini e, quando passai per andarmene al bagno, sollevò il suo sguardo incrociandolo con il mio: e sorrise. Io sorrisi altrettanto, e le dissi “splendido questo venerdì sera” e lei rispose “ti stai divertendo?” e io “alla grande.”

Poi aggiunsi “difficile non trascorrere una bella serata in un posto così, soprattutto se ci sei tu…” e lei a quel punto diventò rossa per un istante, ma poi disse “grazie” abbassando gli occhi e quindi “anche quando ci sono clienti piacevoli come te, è più bello lavorare…” e io la ringraziai e le dissi “ma un po’ di respiro te lo danno, qui?” e lei “sì, adesso stacco per una siga, almeno mi rilasso un attimo” e io “se mi aspetti, ne fumo una con te” e lei “ok.”

Quindi andai al bagno e, dopo aver fatto velocemente un giro nel cesso, tornai al bancone. Tirai fuori il mio pacchetto e feci come per avviarmi verso l’ingresso, ma lei mi disse “no, vieni dall’altra parte, abbiamo uno spazio per fumare…” e io “ok”. E mi accompagnò sul retro del locale, dove c’era la cantina con le bibite e, quindi, un locale per la pausa con delle sedie, un tavolo e l’angolo per cambiarsi. Quindi richiuse la porta dietro di noi.

Tirai fuori il pacchetto di nuovo dalla tasca, e le diedi una sigaretta. A quel punto, lei mi disse “che ne dici se ce la fumiamo dopo…” e io “mmm, l’idea è niente male” e lei “altroché se è bella…” e mi danzò davanti, sfregandosi a me con quel suo bel culetto perfetto. La osservavo e, poi, mi feci coraggio toccandole quelle chiappe. Alessandra si eccitò subito, e mi disse “dai, prendimi tutta, scopami come se fossi la tua troia, fammi sentire che ti piaccio.”

E così la presi in braccio, sollevandola con desiderio, e cominciai a toccarla da tutte le parti: il culo, la figa, le cosce, preso dall’estasi del momento. Poi le abbassai i leggings e le mutande, quindi, toccai quella bella figa pelosa, e ci infilai le mie dita. Alessandra si eccitò subito, e quando la mia lingua la sfiorò, se possibile si lasciò andare ancor di più al piacere, invogliandomi a leccarla più decisamente, perché voleva godere per davvero.

Furono cinque minuti di eccitante trasgressione: io ero sdraiato sul tavolo, lei sopra di me, con la figa davanti a me, e io a leccarla voglioso. Nel mentre, le mettevo il pollice nel culo, e la sentivo mugolare e gemere. Aveva una voglia incredibile di cazzo, e infatti me lo toccò, sentendolo duro, ed esclamando “non vedo l’ora di prenderlo in figa e in culo, lo voglio tutto, dammelo…” e io “è tutto tuo, adesso te lo do così godiamo insieme!”

Quelle parole la fecero ulteriormente andare su di giri, e la sentii mugolare sempre più forte, presa da un piacere irresistibile: era ormai in preda al massimo godimento, e poco dopo, venne rumorosamente, bagnandosi tutta per quanto le era piaciuto. Ma ad Alessandra non bastava, quello era solo un piccolo antipasto, e infatti, poco dopo si sollevò e mi disse “voglio il tuo cazzo, dai, dammelo tutto” e le dissi “è tutto tuo, scopamelo per bene!”

Lei si adagiò su di me, al contrario, dandomi quel culo meraviglioso, e prese a sfregare la sua figa sulla mia cappella. Giocò a farla scivolare sopra, facendo crescere in me la voglia di scoparla e di farmi una clamorosa sborrata. Quando si sedette su di me, sentii il cazzo scivolare in quella meravigliosa figa, e mi lascia andare al piacere, ansimando senza pensare a nulla, mentre lei già gemeva e lo voleva ancor di più dentro.

Saltava su di me come una cavallerizza impazzita, aveva una voglia tremenda di cazzo, e continuò a scoparmi in quel modo, desiderando che venissi, e me lo diceva pure “dai, sborrami nella figa, voglio sentire il tuo cazzo dentro la mia figa” e io “continua così e vedi che ti riempio presto”. Lei si lasciò andare ulteriormente, muovendosi perfettamente su di me, regalandomi sensazioni uniche ad ogni spinta. Mi piaceva incredibile come mi scopava.

Alla fine, mi fece davvero venire dentro di lei in quella posizione, facendomi ululare dal piacere. Quindi si sollevò da me e si sistemò un istante, per poi sedersi nuovamente sul mio cazzo, questa volta con quel suo bel culo, e mi disse “adesso ti faccio venire anche con il mio culo” e io le dissi “dai, scopami con quel meraviglioso culetto, fammi sentire quanto è bello sodo” e lei si impalò letteralmente sul mio membro ancora duro e voglioso.

Mi scopò per altri due minuti in quel modo, sbattendo su di me il suo culo, e facendomi gemere dal piacere ad ogni spinta profonda. Sentivo il mio cazzo scivolare nel suo culo, e ogni spinta era un invito a godere. Qualche istante dopo mi fece sborrare nuovamente dentro di lei, regalandomi degli spasmi intensissimi mentre i miei coglioni si svuotavano – del poco che era rimasto – dentro il suo culo caldo e voglioso.

Ero venuto due volte, esattamente come lei, ed eravamo entrambi soddisfatti e sfiniti dal piacere. Dopo esserci ricomposti velocemente, tornammo in sala. Non era passato più di un quarto d’ora, forse anche meno. I miei amici risero subito mi videro tornare, e un sorriso lo fecero pure le colleghe di Alessandra: ci avevano sgamati tutti, mentre noi ci eravamo già scambiati i numeri su Whatsapp per restare in contatto e vederci di nuovo…

La cameriera che voleva il mio cazzo, di Angelo di Milano

Prima edizione: novembre 2019, by Atlantia Media.

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