Giorgia la mora

Ho sborrato tantissimo con quella figa mora di Giorgia

Quando ci siamo incontrati per la prima volta nel bar in cui ero solito bere l’aperitivo, Giorgia mi è sembrata sin da subito una barista molto diversa dalle altre: vestita in modo elegantemente provocante, con un sorriso sincero e con uno sguardo divertito, quasi come se fosse nata proprio per fare quel lavoro, questa donna mi ha da subito dato l’impressione di essere una persona particolarmente affascinante ed interessante.

Con quel suo fisico con le curve al posto giusto, e quella sua volontà di essere sempre capace di trasmettere tutto un fascino particolare, la mia barista preferita ha subito legato con me, talvolta anche soffermandosi un po’ a parlarmi delle sue abitudini e delle sue idee, condividendo tutta la sua allegria contagiosa con gesti e parole che mi sembravano irresistibili, soprattutto, considerando anche quanto era carina in quello sguardo dolce.

Poi una sera, le cose cambiarono in maniera indimenticabile: era una domenica, non c’era molta gente al bar, e quindi Giorgia si è potuta intrattenere un po’ di più con me, soprattutto, quando verso le 23 ormai tutti se n’erano andati, e praticamente potevamo conversare tranquillamente come se nulla fosse al bancone, trascorrendo lunghi momenti di relax, in un contesto che sembrava ormai più che mai coinvolgente e diverso dal solito.

Il piacere di un sesso libero e intenso

Quando è giunto l’orario di chiusura, lei si è avviata alla porta, chiudendola per iniziare a sistemare il locale: a quel punto, mentre ha alzato un po’ la musica, ha iniziato a ballare in maniera provocante, con quelle sue scarpe che le avvinghiavano i piedi e la rendevano irresistibile al mio sguardo, sculettandomi di fronte e, di tanto in tanto, giocando a provocarmi anche con parole piuttosto pesanti, dicendo che era la mia troia vogliosa.

Non aspettai a lungo prima di metterle le mani sul culo, e quindi, dirle che non vedevo l’ora che mi montasse sopra per dimostrarmi quanto le piacesse fare sesso senza pensare a nulla, in modo libero e spontaneo, proprio in quel bar che era stato per lungo tempo il nostro unico luogo in cui vederci e parlarci di tutto, come due vecchi amici che per i loro impegni non riuscivano a vedersi quotidianamente, ma che incontrandosi si ritrovavano bene.

Giorgia si abbassò i leggings neri di fronte a me, quindi si scostò le mutandine, e mi mise la figa praticamente in faccia: le infilai la mia lingua vogliosa e iniziai a succhiare e leccare ovunque, vedendola eccitarsi, gemendo e chiedendomi di fare anche di più, di osare a sperimentare qualcosa di diverso con lei, perché non si sarebbe sottratta alle mie voglie e alle mie fantasie, soprattutto quella sera, che si sentiva veramente carica da morire.

Levai il cazzo e glielo lasciai afferrare: se lo portò alla bocca, dopodiché, iniziò a spompinare e a baciarlo, leccarlo e a toccarlo con le dita, concentrandosi sulla mia cappella, che per lei era veramente qualche cosa di irresistibile, cui non poteva per alcuna ragione rinunciare in quell’istante. Dopo aver giocato intensamente, si è quindi preparata a montarmi sopra, scopandomi come una cavalla in calore proprio in mezzo al bar.

La sistemai a pecorina davanti a me, ma le dissi che sarebbe stata lei a trombarmi, avanti e indietro, spingendo per bene la sua figa sul mio cazzo: la cosa mi eccitava da morire, perché mi metteva nella condizione di sentire quanto fosse forte il suo desiderio di possedere e, nello stesso tempo, di essere posseduta dal mio cazzo, che per nulla al mondo avrebbe sicuramente trascurato, iniziando a sprofondare in esso fino al suo utero.

Ad ogni colpo, mi eccitavo sempre di più, sentendo come lei puntava per raggiungere l’orgasmo, al che, tra una spinta e l’altra, iniziai a giocare con le dita, mettendole uno in culo e, con le altre, strofinandole a dovere il clitoride, sentendola annuire e gemere sempre più intensamente, perché la cosa le piaceva da morire, anche per come il suo respiro si faceva sempre più intenso, preparandola quasi ad un ululato quando finalmente godé.

Il suo orgasmo fu qualcosa di particolarmente eccitante, soprattutto, perché non cercò in alcun modo di trattenersi mentre raggiungeva l’apice del piacere, e la cosa mi fece galvanizzare al punto tale che, poco dopo, anch’io mi preparai a sborrare, ma lo tirai fuori dalla sua figa e le spruzzai tutto quanto sulla schiena, con lei che si eccitava all’idea di sentire quella calda pioggia sul suo corpo, ormai piegato dal puro godimento di quella sera…

Giorgia è la classica gnocca un po’ in carne ma che stupisce per come riesca ad assaporare i piaceri dell’eros senza inibizione: e Cristian ce l’ha dimostrato con il racconto erotico che ci ha inviato.

Giorgia la mora che ama incredibilmente la sborra, di Cristian di Arese.

Prima edizione: settembre 2015, by Atlantia Media.

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