Bionda, milf, tettona

Bionda, milf, tettona e…troiona come poche!

Ogni volta che passo di fronte al pianerottolo di Gaia, spero sempre che apra la porta e che mi si mostri davanti con tutto quel suo fascino di milf piena di vita (e non solo di quella): quarantenne (ormai quasi quarantenne), in forma come poche donne, simpatica e frizzante, è la milf perfetta per tutti quelli che come me amano la compagnia allegra di donne piene di spirito, che non si fermano mai e, soprattutto, che hanno voglia di divertirsi senza rinchiudersi in un magazzino come una cosa vecchia inutilizzabile.

Gaia – con due figlie all’attivo e un matrimonio andato in rovina – è davvero la milf perfetta: capelli biondi sempre curati, un portameno sempre impeccabile, culo sodo, tette belle in evidenza con le sue magliette strette al punto giusto da farle esplodere fuori, e quei piedini belli curati che avanzano fuori dalle sue scarpette sempre alla moda: e poi mi saluta sempre con quel suo sorriso pieno di vita, guardandomi con un’aria simpatica che ti fa proprio venir voglia di trascorrere tempo con lei.

Un paio di volte ci siamo anche fermati a parlare insieme sulle scale e inoltre mi ha pure invitato a bere un caffè a casa sua, perché a lei piace tanto trascorrere del tempo in compagnia di altre persone, soprattutto, se può chiacchierare di tante cose e trascorrere del tempo senza pensare ai classici casini di una donna con due figlie: e così, anche quel sabato mattina ci siamo incontrati come tante altre volte, ma l’ho vista un po’ più eccitata del solito.

Che ti chiava di sera e di mattina…

Le figlie erano entrambe al liceo e, io, quel giorno non avevo granché da fare quindi, incontrandoci al pianerottolo delle cassette della posta, mi sono fermato a parlarle, chiedendole come andasse e, soprattutto, che cosa avesse in mente di fare quel giorno: “niente” mi rispose sorridendo “oggi sono un po’ stanca e vorrei rilassarmi” e quindi, sorridendo di nuovo, mi chiese se volessi farle compagnia bevendo insieme il solito caffè delle 10, quello che non poteva mai mancare nella sua giornata.

D’istinto, guardandola negli occhi, mi sono accorto che quel giorno Gaia doveva proprio avere qualche idea strana, perché già si era sistemata troppo bene per riuscire a fare colpo: shorts corti al punto giusto, magliettina leggera e quasi trasparente, e poi quel perizoma che praticamente era al pari di un filo interdentale: poi aveva un sorrisino stampato sul volto che non mi convinceva, così, quando le chiesi perché fosse così felice, lei mi disse “beh, perché oggi so che…”.

E io cercai di farle continuare la frase, ma non ne ebbi il tempo, perché mi spinse sul divano e poi mi saltò letteralmente addosso, bloccandomi con le sue gambe sul divano: praticamente avevo quasi la sua figa in faccia, mentre lei si eccitava e mi diceva “lo so che mi guardi come se se volessi scoparmi come una troia, lo so che mi fotografi il culo di nascosto – non sono mica nata ieri – e ancor di più so che ti fai di quelle seghe incredibili pensando a quanto vorresti sborrarmi nella figa”.

Io le dissi “sei un mito, Gaia, posso solo dirti questo” e lei rispose “lo so, ma ora leccamela, dai, fammi vedere che ti piacciono le donne come me”, mentre si muoveva su di me, scostando il perizoma dalla sua fighetta vogliosa e, quindi, sbattendomela in faccia: aveva una passera divina, bella rasata, che mi faceva venire una voglia incredibile di trombare soltanto guardandola, anche perché si muoveva come una pornostar ormai in preda agli istinti più irresistibili.

Finalmente potei sfogare tutta la mia voglia di figa leccandola, lasciando che la mia lingua entrasse tutta dentro di lei, giocando a leccarla come un ghiacciolo d’estate, perché potesse darmi quel sollievo di cui avevo bisogno in quel momento: e la sentivo bagnarsi sempre di più, come se fosse diventata la fonte del mio piacere, come se sentirla così su di giri fosse una liberazione assoluta per me e per il mio cazzo voglioso, sempre più duro e gonfio, pronto com’ero a trombarmela.

Poi ne ebbe a sufficienza della mia lingua, e mi disse “e adesso voglio il tuo cazzo, ma scopami come una troia, non aver riguardi per me” e quindi, mi abbassò i pantaloni e, trovandolo già duro, mi disse “ecco come piace a me: bello duro e già pronto da trombare, ma vedrai che ti faccio durare poco”, finché si voltò e si lasciò impalare dal mio uccello, facendoselo scivolare tutto dentro ed eccitandosi “ahhh siiii, che bello, ohhhh siii lo voglio tutto, che bel cazzooooo, ohhhhhh”.

Poi all’improvviso accelerò, iniziando a montarmi come una cavallerizza folle, scopandomi talmente velocemente che mi sembrava di avere una furia su di me, mentre io mi sentivo già incapace di resistere a quella carica di vita e di voglia di godere, e glielo dissi proprio “ohhh, Gaia, siiii, ohhhh, sto venendo, ohhhhh, sborroooooooo, ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” e mi lasciai andare tutto dentro quella bella figa, quella milf che era troppo provocante per me.

Quindi mi guardò di nuovo, e mi disse “vedi come sono vogliosa? Se ti voglio far venire in due minuti, ci riesco sempre: vuoi mettermi alla prova?”

Troia, milf e vogliosa: si potrebbe chiedere di più ad una tipa come quella che ha incontrato Marco a Milano?

Bionda, milf, tettona e…troiona come poche, di Marco di Milano

Prima edizione: Settembre 2016, by Atlantia Media.

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