Bionda e vogliosa

La bionda conosceva l’uccello

Quando la incrociavo in giro, mi domandavo sempre come potesse chiamarsi: aveva sempre uno sguardo così dolce e piacevole, e poi, non perdeva mai un’occasione per salutare, perché si ricordava di ogni nostro precedente incontro, che probabilmente per lei doveva essere motivo di orgoglio e di soddisfazione, considerando come la sua espressione si faceva ancor più allegra e positiva, quasi come per lei la vita fosse uno scorrere piacevole di momenti ricchi di felicità.

Laura mi incuriosiva sempre, perché poi aveva sempre qualche borsa con sé, quasi come se ogni giorno avesse qualche nuovo compito da portare a termine, qualcosa che io non potevo immaginare, come se fosse mutevole in continuazione: ma quando una sera mi soffermai a parlarle un po’, mi accorsi come oltre ad essere piacevolmente dolce nel viso, lo era pure con il suo modo di parlarmi, come se le piacesse attutire ogni suono troppo forte attorno a sé.

Donna dai modi così delicati e gentili, Laura mi affascinava sempre di più, e quando potemmo andare finalmente a sederci insieme per bere un caffè, mi accorsi proprio di quella che era la sua natura, di donna che amava la semplicità e, allo stesso tempo, che adorava la serenità: mi guardò con uno sguardo piacevole, poi abbassò gli occhi, e quando le chiesi se era fidanzata, mi rispose “no, al momento non ho nessuno” e in quell’istante ebbi come un brivido pensando che la volevo per me.

Poi quando trombava era pure meglio

Lei si accorse di quel brivido e, chiedendomi se fosse tutto ok, le risposi che era soltanto la leggera corrente fredda: la guardai in quegli occhi dolci, e in quel volto così delicato, poi la presi per mano, e le chiesi di andare a fare una passeggiata insieme, perché era troppo bello per andarsene in un qualche posto chiuso. Laura annuì, e poi, facendosi prendere per mano, mi guardò di nuovo, e poi mi chiese “conosci un posto bello dove andare a guardare le stelle?” e io le risposi “si, uno lo conosco.”

Per mano camminavamo insieme su quel tratto di mare, e poi, trovammo finalmente quel sentierino che conoscevo alla perfezione, e poco dopo, ci ritrovammo su una panchina in cui avevo già portato tante ragazze prima di quel momento. Laura era già praticamente ipnotizzata dalla bellezza del posto, e dopo esserci seduti, mi si accovacciò e mi disse “che posto splendido, solo gli uomini più poetici possono conoscere questi angoli meravigliosi” e io le dissi “grazie Laura”.

Non esitai a lungo primo di sfiorarle le labbra, e poi, di nuovo sfiorandole le labbra, avvicinandomi sempre di più alla sua lingua, e poi finimmo davvero per baciarci in modo appassionato: e poi, senza dire nemmeno una parola, lei mi sollevò la maglietta, e io a quel punto feci altrettanto con lei, e diedi una bella palpeggiata a quei meravigliosi seni, mentre Laura si eccitava e mi diceva “dai, facciamolo qui, dimmi che lo vuoi” e io le dissi “si, ti voglio tutta, voglio davvero farlo con te qui.”

E poi mi inginocchiai davanti a lei, che era su quella panchina: le divaricai le gambe, e poi, scostandole le mutandine da sotto, finalmente potei mettere la mia lingua in quella bella figa vogliosa. Era davvero troppo eccitante perché non mi fermassi a godermela tutta, leccandogliela con passione, sentendola eccitarsi sempre di più, perché le piaceva, e forse per quanto era da tanto tempo che non godeva, Laura non ci mise tanto a venire, bagnandosi tutta e facendo anche una squirtata.

Mi eccitò da morire quell’istante, e infatti glielo dissi “non pensavo squirtassi, che figata, sei proprio una gnocca stratosferica Laura” e lei mi disse “dai, fammi vedere il tuo uccello ora, fammelo prendere in mano” e io lo tirai fuori e glielo diedi, sedendomi su quella panchina. Il contatto con quelle labbra delicate e morbide fu davvero divino, e poi lei succhiava leggermente, con un tocco davvero angelico, esattamente come ogni altra cosa che faceva, che mi sembrava sempre delicatissima.

Il suo modo intrigante di leccare e succhiare il mio cazzo, era davvero da ricercare nella delicatezza dei suoi movimenti, che sottolineava ancora una volta la passione incredibile che aveva per il sesso orale: continuava così, leggermente, come se non ci dovesse mai essere una fine a quel momento di piacere travolgente, se non quando finalmente il mio cazzo, pronto a fotterla per bene, sarebbe passato a scopare quella figa divina che si trovava in mezzo a quelle gambe provocanti.

Laura quindi mi disse “vuoi scoparmi la figa?” e io le dissi “sì, la voglio, dammela tutta ti prego” e lei mi disse “dai mettiti sulla panchina, ti vengo sopra al contrario” e io le dissi “così mi fai dimenticare tutte le sofferenze della vita” e lei disse “addirittura?” e poi quando mi venne sopra mi lasciai andare “ahhhh siiiii, che figa meravigliosa, sei davvero divina, continua così” e lei ansimò di piacere “che bel cazzo, ohhhh me lo voglio scopare tutto” e gemeva sopra di me spingendosi tutta sopra.

Vedere quel bel culo davanti a me, così perfettamente in forma e rotondo al punto giusto, e ancora, quella stratosferica fighetta che si stringeva dentro il mio cazzo voglioso, mi regala delle sensazioni davvero incredibili, che non potevo in alcun modo controllare, perché si muoveva in maniera divina, come una che sapeva davvero cosa volesse dire godere, considerando come muoveva perfettamente i suoi fianchi su di me, con quel bacino davvero divino da ballerina.

Andò avanti così per qualche minuto, finché lei si lasciò andare godendo “ohhhhhh siiiii, veeengooo, mi piaacee, ohhhh fammi godere, ohhhhhhhh siiiiii siiiii siiiiiiiiiiiii” e poi Laura si lasciò andare in un gemito abbastanza forte, ansimando, mentre continuava a montarmi sul cazzo in maniera decisa, scopandomi il cazzo in modo sempre più intenso, dicendomi “dai vieni, vienimi dentro la figa, fammi vedere che mi sborri nella figa” e io le schiaffeggiai quelle belle chiappe, guidandola su di me.

Continuava a fottermi, si muoveva su e giù, finché io avevo la sborra pronta a spruzzare dal cazzo, e le dissi “vengo dentro?” e lei “dai sborrammi dentro” e finalmente scaricai le mie palle dentro quella meravigliosa figa da sogno, quella splendida gnocca tutta per il mio cazzo voglioso. Poi restò per qualche altro istante su di me, in quella posizione, dicendomi che era stato splendido trombare in quel modo, di fronte al mare…

Quanto desiderio per questa bionda, Pietro l’ha soddisfatta per davvero: speriamo ci invii altri racconti erotici altrettanto attizzanti.

Bionda con una voglia infinita di cazzo, di Pietro di La Spezia

Prima edizione: Luglio 2016, by Atlantia Media.

© copyright MMXVI by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.