Una sveltina con una gnoccona

Sissa usciva sempre molto presto, la mattina. Andava a lavorare e non aveva molto tempo per fermarsi a chiacchierare, seppure sprizzasse simpatia da ogni poro. Con il suo sguardo allegro, quell’espressione piena di vita e il suo sorriso, ogni volta, mi conquistava. Poi tornavo con i piedi per terra, perché alla fine non eravamo mai andati oltre il “ciao”. La guardavo muoversi agile e scattante, m’immaginavo quanto potesse essere provocante con il suo erotismo. Quindi le mie fantasie svanivano ogni volta nel nulla, dissolvendosi come nubi in un pomeriggio d’estate.

Quando la vedevo uscire a correre, poi, non potevo che ammirarne la forma fisica. Muscoli al posto giusto, agile e nello stesso tempo snella: insomma, un vero e proprio concentrato fit che non poteva non affascinare subito un vero amante delle strafighe come me. Ma era in particolare il suo sguardo a rapirmi, perché quel suo volto sembrava pieno di voglia di trasgressione. Soprattutto quando incrociava furtivamente il mio, come se non potessimo che rincorrerci segretamente. Come due amanti clandestini, incapaci di manifestarsi alla luce del sole. Ma ardenti di passione.

Poi lo scorso giovedì, qualcosa è cambiato all’improvviso. Forse perché meno stressata dai suoi impegni, Sissa correva di meno. Così, dopo l’abituale saluto che ci siamo scambiati incrociandoci sulle scale, le ho detto che era sempre in gran forma. Abbassò i suoi occhi, e poi mi ringraziò, dicendomi che ero troppo buono. Le chiesi dove andasse a correre, perché in effetti le avrei fatto compagnia con piacere. Per tutta risposta, lei non esitò a dirmi che le sarebbe piaciuto avere un po’ di compagnia per non sentirsi sola durante l’esercizio fisico. Quindi m’invitò con lei.

Ebbi un sussulto di felicità nel cuore, e felice, la seguii. Cominciammo a parlare della nostra quotidianità, così seppi che faceva l’infermiera. Quindi ci avviammo verso il parco dov’era solita andare a fare la sua corsa, mentre le parlavo di me e dei miei casini. Mi sembrava tutto così strano e piacevole, ritrovarmi a chiacchierare con questa stragnocca e correre insieme. Scoprii, un po’ alla volta, che era veramente una tipa interessante, così com’ero immaginato. Il suo fascino, quel modo di fare sbarazzino e simpatico, mi conquistarono in pochissimo tempo. Eravamo in perfetta sintonia.

Quindi le chiesi come andava la vita sentimentale, e lì mi disse “questo è un tasto dolente”, sorridendo. Io le risposi “ah, scusa, mi dispiace…non sapevo” e lei “non ti preoccupare, ci mancherebbe” e mi guardò con un bel sorriso. Quindi chiese a me andassero i miei affari di cuore. Le dissi “ehhhhh, anche qui, una questione complicata…” e lei per tutta risposta rise insieme con me. Condividere una risposta di quel tipo, l’aveva rincuorata. Mentre io pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto spingermi oltre con lei, non fermarmi ad una frequentazione superficiale.

Il mio sguardo, probabilmente, era più eloquente di mille parole. Così, Sissa – mordicchiandosi le labbra – mi guardò con un’espressione un po’ felina. Il suo sguardo mi stava già conquistando, spingendomi a desiderare di più da lei. Così, la presi per mano e, senza che potesse dire alcunché, la strinsi a me. Poi, mentre l’abbracciavo, le sussurrai nell’orecchio destro che da un sacco di tempo pensavo a lei, e che mi piaceva da morire. Lei sospirò, quindi esitò un istante, e mi disse che pure io l’avevo un po’ affascinata con il mio sguardo. In un momento, tutto cambiò.

Le nostre bocche si baciarono, mentre ci stringevamo l’una all’altro. Ormai eravamo in preda ad un desiderio soffocato malamente di conquistarci reciprocamente. Non sapevamo come le cose sarebbero cambiate, ma di certo, tra di noi c’era della chimica. Presi la sua mano, e poi, la feci scorrere su di lei. Percorrevo il suo corpo, accarezzandola, mentre già Sissa si eccitava piacevolmente. Quindi mi sussurrò che mi voleva, non avrebbe potuto attendere oltre. “Dai, lasciamoci andare insieme…non vedi l’ora anche tu?” e io “sì, Sissa…voglio proprio farlo con te…ora e qui.”

Eravamo in fondo al parco, nel bel mezzo della vegetazione. Avevamo trovato il posto ideale per lasciarci andare. Così, ci sdraiammo all’ombra dei cespugli, in preda alla passione. Ci baciavamo, rotolandoci come due amanti infervorati. Ormai eravamo fuori controllo, ci stringevamo, appassionati, sapendo che di lì a poco saremmo andati ben oltre. Non ci saremmo mai potuti fermare prima, considerando quanto eravamo presi. Così, le abbassai i pantaloncini e gli slip, poi, con le mie dita presi a sgrillettarla. Era già eccitatissima, si bagnava e mugolava vogliosa.

Quindi solleticai le sue voglie con la punta della mia lingua, ormai sapendo che non si sarebbe sottratta al piacere. Poi affondai una leccata profonda, e a quel punto, si lasciò andare. Sissa gemette profondamente, ormai in preda al desiderio. Quindi feci vorticare la mia lingua dentro di lei, mentre con le dita le solleticavo l’ano. Ormai la stavo conquistando completamente, di lì a poco si sarebbe lasciata fare di tutto. Così, feci scivolare il mio indice nel suo buchino, e lei si eccitò, godendo e incitandomi a farlo entrare di più. Lo voleva, la gnoccona, eccome se lo desiderava.

Pian piano si bagnava sempre di più, godeva e gemeva, mentre a me diventava sempre più duro e non vedevo l’ora di penetrarla. Volevo proprio sentire quanto fosse bella e golosa, vogliosa e passionale. Leccavo, succhiavo e smanacciavo. Le volevo far perdere la testa, in quell’angolo di parco perfetto per due amanti come noi. Con una mano, presi a carezzarle i capelli, mentre con l’altra continuavo a stimolarle il culo. La mia lingua e la bocca, nel frattempo, continuavano a stimolarne le voglie. Con quei suoi umori che sgorgavano ormai a fiume da quella bella figa rasata.

Quindi si lasciò andare in un lungo ed intenso orgasmo, gemendo e singhiozzando, ormai persa in quell’oasi di godimento che non poteva che travolgerla. Quindi mi abbassai i pantaloni e i boxer, poi, lo tirai fuori e lo sfregai sulle sue grandi labbra. Ero già abbastanza eccitato e voglioso, e quando entrai in lei, in quella meravigliosa figa calda e bagnata, mi sentii già al settimo cielo. Mi muovevo avanti ed indietro su di lei, desideroso di godere, di venire copiosamente. Perché quella gnocca era troppo eccitante, e io non potevo non liberare tutta la mia voglia di piacere.

Spingevo dentro di lei, la sgrillettavo, mentre i suoi versetti mi eccitavano sempre di più. Ormai ero in preda a quel circolo vizioso di godimento, dal quale non sarei mai potuto uscire se non con un orgasmo esplosivo. Quello che si preparava ad arrivare, dopo ogni spinta che poteva essere l’ultima. Sfregavo la mia cappella dentro di lei, eccitandomi, e non potevo resistere più. Mi lasciai andando, ansimando e gemendo, e poi, sborrai con un’intensità unica. Il cuore mi batteva all’impazzata, e mentre riprendevo fiato, mi stringevo a lei. Sissa mi baciava, abbracciava.

Io la strinsi ancor di più, e poi la baciai. Era nato qualcosa di unico tra di noi, ne eravamo sicuri entrambi…e non avevamo nemmeno bisogno di dirlo.

Una sveltina con una gnoccona, di Marcello di Padova

Prima edizione: settembre 2020, by Atlantia Media.

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