Una sera di settembre con lei

Sin dal nostro primo incontro, Sabrina mi ha conquistato senza che potessi opporre resistenza al suo fascino. Così hot, sempre capace di coniugare stile e simpatia, questa tipa mi ha stregato con i suoi gesti e le sue parole. In men che non si dica, è diventata – per me – un chiodo fisso, un pensiero inevitabile in ogni momento della giornata. Forse perché mi ha fatto toccare il cielo con un dito, con il suo carattere così estroverso e il suo modo di vivere esuberante. Il tutto, reso ancor più irresistibile dai suoi modi disinibiti, che la fanno una donna più che desiderabile.

Tutto è cominciato, per caso, una sera di settembre al pub sotto casa mia. Serata scazzo, di quelle in cui c’è poca voglia di fare: pomeriggio uggioso, mattinata improduttiva e serata che si preannuncia spenta. Poi, di colpo, tutto cambia senza che te ne possa nemmeno rendere conto. Vai al bar, prendi una birretta al volo prima di tornartene a casa e, così, di colpo trovi sulla tua strada una tipa come Sabrina. Che ti capovolge con la forza del pensiero, ti fa sognare con il suo sguardo pieno di vita e la sua natura trasgressiva che emerge dai suoi occhi marroni profondi.

Così, un semplice incontro al bar mi ha cambiato una giornata scialba, catapultandomi in un mondo di emozioni. Senza che lei se ne potesse nemmeno accorgere subito, forse perché abituata a lasciare il segno. Quel lunedì sera, infatti, mi son sentito come sollevato: tutto il male di vivere, in un istante, aveva lasciato spazio ad una voglia di rinascita. Quella sensazione unica che, di lì a poco, ha cambiato tutto. Galeotta fu la sigaretta, condivisa con questa gnocca che aveva voglia di fumare: mentre a me ne era rimasta solo una e così l’abbiamo fumata insieme.

Sabrina mi chiese se avessi appunto una sigaretta, con un ghignetto malizioso. Guardai nel pacchetto e, quando mi accorsi che ne avevo solo una, le dissi “sì, ma è l’ultima… che ne dici se la condividiamo?” e lei “va bene, dai, la smezziamo”. Il suo viso mi guardava con un’espressione tra il divertito e il perplesso, come se non si aspettasse che io facessi valere la mia voglia di fumare – almeno in parte – la mia ultima sigaretta. Quindi uscimmo insieme dal locale, e accesi la sigaretta per il primo tiro: quasi come per rimarcare il mio primato. La cosa non passò inosservata.

Sabrina mi guardava mentre tiravo, e così, le passai la sigaretta dicendole “ecco a te…” e lei “grazie, il primo tiro è sempre il migliore…” e rise di gusto, cosa che feci pure io qualche istante dopo. Quindi mi disse “tra l’altro, piacere, io sono Sabrina” e allungò la mano. La strinsi e le dissi “piacere, Luca” e lei “ma sbaglio o noi ci siamo già visti? Sei spesso qui?” e io “abito proprio qua sopra” e lei di rimando “ah, ecco: la tua faccia non mi è nuova” e nel frattempo fece almeno 3-4 tiri. Le sorrisi, con un’espressione come per dirle “allora, posso fumare anch’io?”

Mi rese quindi la sigaretta, ridendo di gusto e poi mi disse “scusami, mi son lasciata prendere la mano” al che dissi “non ti preoccupare, capisco benissimo la voglia di una siga…poi quando ne resta solo una, è come una questione di sopravvivenza” e risi di gusto, accompagnato pure da lei. Il suo riso si fece quasi isterico, la sua espressione ancor più irresistibile. La osservai bene, feci una smorfia tra il malizioso e il provocante, e le dissi “ma tu sei single?” e lei “orgogliosamente, da sempre” e rimandò la domanda al mittente. “Pure io, non son fatto per le storie…”

E lei aggiunse “bravo, hai capito tutto dalla vita… ma stasera che piani hai?” e io le dissi “nessuno, dopo la birretta pensavo a una cenetta poco impegnativa” e poi aggiunsi “e tu che cos’hai voglia di fare?” e lei per tutta risposta “mah, ad essere sincera, un caaaazzooooo” e rise di gusto. Le sue parole mi fecero subito capire quanto potesse essere una tipa con la quale divertirsi da morire. E le dissi “allora andiamo insieme a cena, dai, mangiamo qualcosa da Roadhouse…” e lei “buona idea, a me piace la carne grigliata… dai, finiamo la birra insieme e poi via…” e io “graaaandee….”

E la serata prese il verso giusto, soprattutto, quando mi disse che saremmo andati insieme con la sua moto “dai, ti porto con la mia moto” disse per vedere come reagissi. E io le dissi “con piacere, mi piacciono le donne che vanno sulle due ruote” e lei “immaginavo non fossi indifferente…” e io “beh, ti pare…con una strafiga come te che è pure centaura” e lei “ahhhhh, allora ti piaccio pure, eh?! Ma anche tu, non mi dispiaci affatto, sai???” e il cuore mi rimbalzò letteralmente in gola. Quindi la guardai e le dissi “Sabrina, sei troppo unica…” e lei “Anche tu, Luca: smezzare una siga…”

La abbracciai d’istinto, stringendola a me. Ero ormai conquistato, preso. Non avrei potuto opporre altra resistenza, e quando la riguardai, probabilmente il mio sguardo perso non le fu indifferente. Perché dopo aver schioccato le dita, mi disse “dai, ripigliati Luca…o hai bisogno di una bella sveglia?!” e si passò la lingua tra le labbra, facendomi eccitare ancor di più. A quel punto, le dissi “mmmmm, non ce la faccio più, se fai così Sabrina…” e lei “e allora fammi vedere che ne hai voglia, dai, andiamo in un bel posticino che conosco con la moto.” Dopodiché salì in sella.

Mi prese sul sellino, quindi, mi portò con lei in un angolo bellissimo fuori città, un posto dove non ero mai stato in tanti anni. Appena arrivati, mi disse “ti piace qui?” e io “è splendido, nemmeno sapevo che esistesse un luogo simile” e lei mi guardò e disse “sono contenta se hai scoperto qualcosa di bello…” e poi mi disse “e non hai ancora visto qualcosa di ancor più interessante, sai?” e si passò di nuovo la lingua in bocca, facendomi eccitare ancor più. E a quel punto mi feci coraggio, spingendomi oltre, cercando la sua bocca, baciandola. E lei non si sottrasse alle mie attenzioni.

Ci baciammo intensamente, ormai già presi in un turbinio di sensazioni splendide. Non avremmo resistito molto più a lungo, prima di voler di più. Tant’è vero che scendemmo dalla moto, quindi, ci sistemammo su una panchina. Lei si accovacciò su di me, a cavalcioni, e mi eccitò ulteriormente. Ci baciavamo sempre di più, e poi, lei mi sfilò la maglietta, mentre io mi facevo strada nella sua, cercando di levarle il reggiseno. Lei si lasciò fare, e poi, le sue dita si intrufolarono velocemente nei miei boxer, cercando il mio cazzo: piccole e slanciate, mi toccarono e fecero bagnare.

Nel frattempo, io facevo lo stesso con lei. La mia mano toccò quella meravigliosa figa rasata, e poi, le mie dita si fecero strada dentro di lei. Era già abbastanza calda e bagnata, e di lì a poco mi avrebbe fatto vedere cosa significava avere a che fare con una stragnocca. Si sollevò, e mi disse “voglio scoparti così, dai, senza preliminari… mi piace andare al sodo” e la cosa mi fece ulteriormente eccitare. Non potevo credere che questa tipa fosse così disinibita, libera e vogliosa di trasgredire. Un mix esplosivo, troppo bello per essere vero. E mi sfilò leggermente i pantaloncini e i boxer.

Quindi lei si abbassò i pantaloni, e poi, si mise di lato le mutandine. A quel punto era davvero pronta a farmi godere. Quando la sentii montarmi sopra, ed affondare in me, perdetti il controllo. Ero fuori di me dal piacere, mi eccitavo sempre più. La sentivo spingere su di me, ansimare e gemere piano. Così come facevo io, mentre poi le nostre bocche si cercavano vogliose. Godevamo di brutto, ci piaceva da morire, e lei prese a mugolare un po’ più forte. Ma si mordicchiava le labbra, come per non farsi sentire. E poi, mi infilava la lingua in bocca. E io mi facevo dominare così.

Sabrina era un’amante perfetta, capace di far godere e strabiliare con le sue movenze da pantera vogliosa. Ero ormai incapace di fare altro che godermela, desiderarla ardentemente. Godeva, le piaceva, e scendeva sempre di più sul mio cazzo infuocato. Sentivo la sua figa bagnata stringermelo, e ad ogni saltello, lei perdeva sempre di più il controllo. Iniziò a gemere rumorosamente, proprio a lasciarsi andare. “ahh sii, ahh sii, ohhh, ohhhh, ohhhh” sospirava in una dimensione metafisica, quasi come se non ce la facesse più a trattenersi con tutto quel piacere unico.

Io le lasciavo fare di tutto, la desideravo completamente così, puledra selvaggia vogliosa. Lo faceva divinamente, non si tirava indietro, e godeva di brutto. Sentirla eccitarsi così mi piaceva parecchio, soprattutto perché ripiegava la testa all’indietro e scuoteva i capelli come una criniera. Sembrava una leonessa che dominava la sua preda, ed io ero il suo amante perfetto. Che godeva, la lasciava fare, e ne voleva sempre di più. Quindi prese le mie mani, e con le sue, le strinse. Eravamo una cosa sola, godevamo come due ricci, e non ci vergognavamo a mostrarlo.

Il suo movimento di bacino, così ritmico e perfetto, sembrava una danza del piacere perfetta per farmi perdere la testa. Quindi la sentii trasalire dal piacere, gemere sempre di più, mentre pure io faticavo a reggere il suo ritmo sempre più appassionato. Quindi poco dopo, in un orgasmo esplosivo, entrambi fummo colti dall’apoteosi del piacere. E mi piacque divinamente lasciarmi andare così, abbracciandola stretta, mentre pure lei faceva altrettanto con me. E in quel momento della sera, con il mio seme dentro di lei, mi sentii come rinato.

Sabrina mi guardò soddisfatta, sorridendo, e mi disse “è stato divino, Luca…non ho parole per dirti quanto mi è piaciuto” e io “mi hai quasi fatto morire dal piacere, bellissima”. Aggiunsi quindi “sei troppo splendida, come fai ad essere così irresistibile?” e lei “ehhhh, o ci nasci oppure non lo sarai mai…” e rise, seguita anche dal mio sorriso, mentre la stringevo a me e la baciavo. Nulla sarebbe più rimasto come prima, dopo quella sera. E lo sapevamo entrambi…

Una sera di settembre con lei, di Luca di Varese

Prima edizione: settembre 2020, by Atlantia Media.

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