Una moretta

La moretta era piena di voglie

Quando in ufficio se ne andavano tutti, e io restavo a finire le ultime cose della giornata, di tanto in tanto capitava che all’improvviso sbucasse Monica, una collega che si occupava di altri casini, e che accorgendosi della mia presenza, si soffermava a farmi un saluto e a raccontarmi delle cagate combinate da altri colleghi, che le lasciavano sempre qualche casino da risolvere a sorpresa, creandole sempre qualche disagio di troppo nel lavoro.

Così, nel parlare del più e del meno, lei mi ha raccontato di come negli ultimi tempi avesse dedicato parecchio tempo al lavoro, perché cercava di migliorare la sua carriera, guadagnando un posto un po’ più soddisfacente: e così quando le ho chiesto se avesse dei progetti in particolare per riuscire a raggiungere questi obiettivi, lei mi ha detto che ancora stava pensando ad una strategia, soprattutto perché avendo sopra di lei Elena, sapeva che sarebbe stata dura.

Bevendosi un caffè in mia compagnia, mi ha chiesto qualche consiglio e, dopo aver ascoltato le mie parole, mi ha detto che avrebbe messo in pratica questa strategia, perché voleva proprio guadagnarsi una posizione di primo piano in azienda, per evitare di essere ricattabile e, soprattutto, per non correre il rischio di restare per troppo tempo in quella posizione, senza ottenere delle reali gratifiche per tutto il suo lavoro fatto fino ad oggi.

Mentre stavo ritornando a fare le mie cose in ufficio, Monica mi ha seguito, dicendo che si sarebbe fermata un attimo da me, e che anzi, avrebbe portato il suo laptop con sé, per finire le cose lì con me, potendo condividere qualche chiacchiera durante lo svolgimento del nostro lavoro, evitando così di tirar tardi in completa solitudine: l’idea non mi è dispiaciuta e, così, le ho detto di venir pur nel mio ufficio, così avremmo potuto continuare a parlare di tanto in tanto tra una cosa e l’altra.

Durante il lavoro, di tanto in tanto, il mio occhio cadeva immancabilmente sulle sue gambe, perché le trovavo particolarmente sexy, soprattutto com’erano ben avvolte dai suoi leggings neri, capaci di sottolineare tutta la sua sensualità, quella di una tipa davvero capace di tentare, senza che nemmeno dovesse aprire bocca per farlo: ogni momento di pausa, e anche durante la scrittura al pc, i miei occhi finivano immancabilmente lì, mentre fantasticavo sul come potesse essere hot.

Una gnocca che mi faceva eccitare

Monica si accorse di quanto le sue gambe fossero hot e, così, dopo avermi guardato sorridendo, mi ha chiesto se davvero non riuscissi a resistere alla tentazione di sbirciarle di continuo: la guardai, sorridendo, e mi scusai, dicendole che era troppo affascinante per resisterle, e che il suo fisico mi sembrava davvero molto provocante, in grado di attirare la mia attenzione, sopratutto nel momento in cui, osservandole le cosce, mi sono accorto di quanto fosse ginnica.

Il suo sorriso e la sua aria particolarmente provocante, non poteva lasciarmi – in quel momento – indifferente: la osservavo, sorridendo, mentre lavorava ed era attenta a svolgere le sue mansioni in modo veloce, perché dopo aver trovato un paio di risposte alle sue domande, era ormai pronta ad archiviare tutte le ultime richieste senza doverci trascorrere troppo tempo sopra, finché a un certo punto mi disse “Luca, ma secondo te io sono scopabile?”

Le sue parole risuonarono nelle mie orecchie come un campanello d’allarme, e credendo di aver sentito male, le dissi: “scusa, cosa hai detto che non ho sentito?” e lei per tutta risposta, sorridendo, mi disse “sì, io sono o no chiavabile?!” e a quel punto le dissi “secondo me sei una favola, non sei soltanto chiavabile, basta guardare le tue gambe per sentire il desiderio accendersi subito.”

Queste parole la gratificarono, e in effetti, guardandola da vicino, le dissi subito “Monica, vuoi scoparmi qui in ufficio, ora? Non ne hai piene le palle pure tu di pensare solo al lavoro? perché non pensiamo a spassarcela un po’?” e lei, bloccandosi immediatamente da ciò che sta facendo, mi riguardò negli occhi e disse “ho proprio voglia del tuo cazzo, fammelo gustare tutto, Luca, dai, sbattimelo in bocca in culo e in figa, fammi sentire una donna.”

Non mi feci pregare due volte, e tirandolo fuori, glielo strofinai sulle labbra vogliose, semichiuse, che non desideravano altro che il mio cazzo in quel momento: così quando lo sentii entrare completamente nella sua bocca, e quando assaporai la sua lingua focosa e provocante, mi sono proprio lasciato andare, in preda al godimento assoluto, sapendo che non avrei potuto certamente resistere a lungo a quel suo massaggio impetuoso, capace di farmi raggiungere le massime vette del piacere, e perché del resto di lì a poco mi sarei potuto gustare anche una bella trombata con questa stragnocca collega.

“Come ce l’hai bello duro, mmmmm, non vedo l’ora che me lo metti dentro e mi fai sentire quanto è spettacolare il tuo cazzo” e a quel punto glielo lasciai prendere in mano, e lei se lo guidò in figa, facendoselo scivolare tutto dentro, godendo non appena sentii entrare tutto il mio uccello, desiderandolo sempre di più, e dicendomi che non si sarebbe accontentata di prenderlo davanti “me lo ficchi anche in culo, vero? Dai, dimmi che mi sfondi anche il culo” e io le dissi “quando lo vuoi in culo, basta che lo prendi in mano e te lo metti lì…io non vedo l’ora”.

A quel punto Monica si lasciò andare, già bagnata com’era, e lo tirò fuori, portandoselo alla bocca e, poi, sputandoci sopra “fottimi il culo, dai, sfondamelo tutto” e quindi se lo guidò dentro, spingendo il suo culo contro il mio cazzo, finché entrò tutto dentro di lei. Fu una sensazione irresistibile sentire il mio cazzo sfondarla di dietro ed entrare tutto dentro di lei, in quel culo meraviglioso, che non avrebbe non potuto regalarmi le sensazioni più intense. Monica si muoveva senza tregua, spingendo il suo culo sul mio cazzo, sentendo che mi eccitavo, e pure lei godeva rumorosamente, lasciandosi andare alle sue fantasie senza fermarsi.

“ohhh siiii, che bello il culo sfondato, mi piace il tuo cazzo dentro, ohhhh siiiii” mentre io godevo di quel culo stretto, assaporando le sensazioni uniche che soltanto quel suo meraviglioso culetto mi avrebbe potuto regalare, molto più provocante di tutto il resto. Quindi le dissi “Monica, sto per venire, ti prego, fammi venire nella tua bocca, fatti riempire tutta di sborra, che voglio vederti piena del mio seme” quindi le tirai fuori il cazzo dal culo, e glielo misi in bocca, dove lei iniziò a spompinarmelo senza tregua, gustandoselo tutto, mentre io ero fuori di me dal piacere e sapevo che di lì a poco non avrei potuto che sborrarle dentro, riempiendola tutta.

Monica continuò a spompinarmi e, quindi sentì che era il momento, mi scopò il cazzo con la bocca velocemente e si fece riempire la bocca, godendosi tutta quella carica calda di vita, deglutendo alla fine. Mi aveva svuotato i coglioni in una maniera divina, non me lo sarei mai dimenticato: e così, dopo esserci ricomposti, la invitai a cena…

La moretta si è lasciata andare e ha voluto la bocca piena: Luca non ha potuto che raccontare questa storia di sesso orale da oscar con la community!

Una moretta piena di voglia di godere, di Luca di Milano

Prima edizione: Marzo 2017, by Atlantia Media.

© copyright MMXVII by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.