Melissa è la tipica collega che sgobba senza alzare mai la testa dalla scrivania: le basta uno sguardo per affermare il suo dominio su tutti. Non a caso, è la project manager più temuta da tutti, poiché puntuale e un po’ anche assillante con tutte le sue paranoie.
A me non sta particolarmente antipatica, ma tiene comunque le distanze con una certa abilità: non capisco mai che cosa le passi per la testa e, soprattutto, se sia incazzata o meno. Però, è una tipa col giusto piglio che, se la guardi dalla giusta prospettiva, è anche un po’ intrigante, forse troppo.
Si veste sempre per sottolineare come sia bene in forma, senza trascurare mai l’abbinamento perfetto per tra scarpe e borsa. I suoi pantaloni disegnano sempre una silhouette impeccabile, come se fosse forgiata da un continuo esercizio in palestra per raggiungere il top della fisicità.
Tra una telefonata e l’altra, Melissa è sempre alle prese con un sacco di cose da fare. Però trova sempre il tempo anche per fermarsi a bere un caffè, talvolta con qualche collega. L’altroieri mi sono aggregato anch’io alla pausa caffè, e non è stato niente male, perché l’ho conosciuta meglio.
Piena di vita e di passioni (oltre il lavoro)
Melissa mi è sembrata un’altra persona. Vivace e determinata, è una tipa che non vede l’ora di concludere ogni attività per passare alla prossima. Ciò che detesta, però, è non staccare mai dal lavoro e, soprattutto, odia l’idea di non potersi dedicare all’attività fisica e ai suoi hobby preferiti.
Mi ha raccontato, ad esempio, che le piace andare in bici. Oppure, alle pedalate nella natura alterna un po’ di sollevamento pesi. «Ah, non pensavo ti piacesse…Però, si vede che sei in forma e che questo non è il risultato di una semplice e incostante attività fisica» Lei mi guardò «Trovi sia in forma?»
«Direi in ottima forma, Melissa» E per la prima volta la vidi arrossire. «Grazie…» disse quasi sottovoce, come se il mio complimento la imbarazzasse. «Sono convinto che tu sia la tipa più in forma, qui…» e lessi la soddisfazione nei suoi occhi. Forse perché c’era una certa competizione con Giulia.
«Anche se Giulia fa la figa, non è nemmeno un decimo di te…» E lei mi guardò un po’ stupita. «Trovi che non sia in forma?» Le dissi «secondo me, se la tira ma senza che abbia un buon motivo per farlo…» e aggiunsi «la tua è una bellezza pulita, la sua, non so…» Melissa mi guardò di nuovo.
Sprizzava felicità da tutti i pori. «Grazie, Franci… Non perché mi dici di essere migliore di lei, ma perché in tanti anni, nessuno si è mai complimentato così…» E io «si vede quando una persona lavora in modo pulito: e tu lo fai sicuramente» «grazie, davvero…è molto importante il tuo pensiero».
«Figurati, è quello che penso davvero…» E per la prima volta la vidi con gli occhi un po’ lucidi. Mi si avvicinò e mi abbracciò. La strinsi a me, e sentii tutto il suo calore. Anche lei mi cingeva, e avevo la sensazione che non volesse in alcun modo che potessi scivolare dalle sue braccia.
Cercai il suo viso, lo trovai, e come per magia ci baciammo lì. Sentii tutta la sua genuina volontà di essere amata per quella che è, di essere apprezzata per la sua naturalezza. Continuammo a baciarci, e a stringerci, poi mi sussurrò all’orecchio destro «voglio farlo con te, qui in azienda…» «Dove?»
Nel ripostiglio del sottoscala
«Il ripostiglio…Là nel sottoscala, nessuno si accorgerà di noi…» La sua proposta mi fece eccitare immediatamente. Ci prendemmo per mano, scendendo le scale. Solo un paio di rampe ci separavano al magico momento in cui l’avremmo fatto, proprio in azienda, alla faccia di Giulia e altre stronze come lei.
Arrivammo di sotto, e notammo che la porta era solo accostata. La serratura non era perfettamente funzionante, ma nessuno probabilmente si sarebbe accorto di noi, lì sotto. Entrammo: c’era una sedia, era perfetta per noi. Feci sedere Melissa: e poi, le levai le sue meravigliose scarpe e i pantaloni.
Le toccai quei piedi «mmm…come sono curati…» e la accarezzai. Poi presi a leccarle i piedi, e la sentii fremere. Era già eccitata, e quando con la lingua presi a farmi strada sulle sue gambe, arrivando fino alle cosce, Melissa già era molto su di giri. Arrivai lì, e pian piano le sfilai lo splendido perizoma.
La sua fighetta era splendida come lei. La leccai, baciai e stuzzicai con le dita. Melissa prese a gemere e ansimare, ma senza lasciarsi andare del tutto. Aumentai il ritmo, e lei prese a non controllare più tanto i gemiti, presa da quel momento di trasgressione nel sottoscala dell’azienda.
Sempre più bagnata e eccitata, alla fine Melissa si lasciò andare in un lungo e appassionato sospiro. Il mio assedio delicato l’aveva conquistata del tutto, tant’è vero che lasciava andare i suoi umori senza fine. La accarezzai di nuovo, e la guardai in quegli occhi meravigliosamente profondi.
«Siediti tu, ora…» disse lei con voce soave. Quindi mi abbassò i pantaloni e i boxer, e trovò il mio cazzo già mezzo in tiro. «mmm, ce l’hai già bello duro…fammi sentire quanto…» E se lo prese in bocca per un po’, regalandomi subito tutta la passionalità di quelle labbra di fuoco e quella lingua vogliosa.
Poi si alzò e disse «vengo sopra io…che ne dici se mi siedo su di te al contrario?» «Sarebbe divino, le dissi io con convinzione.» Lo spettacolo del suo culo senza un filo di cellulite era davanti ai miei occhi. Potevo ammirare tutta quella bellezza e godermi i suoi movimenti, pieni di voglia di godere.
Quando sentii la sua figa su di me, affondare nel mio cazzo, mi lasciai andare alle sue voglie. Con un ritmo deciso, ma non indiavolato, Melissa prese a scoparmi. Scendeva ben bene su di me, mentre io le stringevo il culo, eccitato a quella vista e soddisfatto per le sensazioni che mi trasmetteva.
«scopami, scopami, scopami…» La imploravo, sentendomi ormai sul punto di venire. Melissa intensificava il ritmo, ma sempre con un’eleganza felina che mi faceva perdere la testa. Le ultime spinte mi fecero trasalire e, poi, liberai tutta la vita che c’era in me…
«Dio, sei divina Melissa…» E ripresi il fiato, un po’ alla volta, ancora eccitato dalla nostra trasgressione in azienda. «Anche tu sei il top… Hai un cazzo splendido e sei pieno di passione…»
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La project manager incallita, di Francesco di Treviso
Prima edizione: ottobre 2025, by Atlantia Media.
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