Una fighetta da chiavare

Una fighetta da chiavare subito in culo

Quella sera alla festa di Paolo, c’erano un sacco di tipe che gravitavano attorno al tavolo degli alcoolici, una andata peggio dell’altra, e con delle facce da troie in cerca di cazzo che – da una parte – mi attizzavano ma, dall’altra, non facevano scoccare la scintilla definitiva: poi, ad un certo punto, ho addocchiato una bella fighetta mora diversa, più gnocca delle altre, Serena, e mi son convinto che quella sarebbe stata la tipa giusta per farmi una indimenticabile avventura quella sera.

La tipa non era certo delle più avvicinabili, considerando che un po’ se la tirava, seguita dal suo gruppetto di amiche sceme – un po’ più cesse ma sicuramente più vogliose di cazzo di lei: e quando ne ho parlato a Paolo, mi ha detto di lasciarla perdere, perché non me ne sarei uscito vincitore da quella lotta, considerando come Serena era nota a tutti quelli che la conoscono per essere una cosiddetta figa di legno, una di quelle che fa sbavare tutti e fa restare tutti con il cazzo in mano.

Io gli ho detto che non mi sarei limitato, come tutti gli altri, a guardare senza andare al sodo, perché quella sera avevo voglia di sfogarmi, di svuotare i coglioni dentro una fighetta come lei, provocante al punto giusto, e non me ne sarei andato a casa prima di aver svuotato le palle: Serena, in realtà continuava ad aggirarsi tra i tavoli in maniera disattenta, un po’ altezzosa, e quasi scazzata nello stesso tempo nonostante ci fosse un’atmosfera festosa e piacevole.

Pensavo a come potesse essere farsela da dietro

Continuavo a guardarla, mentre si aggirava così tra i tavoli, e pensavo a come sarei riuscito prima o poi a farla cedere, conquistandola magari in modo diverso, senza puntare subito all’approccio: con un paio di gesti galanti, le portai un cocktail speciale, e poi anche un po’ di focaccia (come mi suggerì un amico di Paolo): e di fronte a quella galanteria, pure lei si lasciò andare, senza eccedere, ma dimostrando di essere simpatica e piacevole più di quanto potesse sembrare a tanti altri.

Quindi la accompagnai con me in giro per il giardino, ridendo e scherzando insieme, e poi ci fermammo sotto un ombrellone a dialogare, continuando la nostra serata tranquillamente, mentre attorno a me un bel po’ di persone ci guardavano con aria stupita e un po’ pure gelosa: così, con una scusa, cercai di defilarmi e di portarla con me altrove, con la scusa che anche Paolo era lì con noi e, quindi, in un modo e nell’altro avremmo potuto cambiare posto senza dare nell’occhio.

Poi Paolo capì subito quali erano i nostri intenti, e così, ci guidò nella sua camera da letto, restandosene lî in corridoio senza farsi notare da altri: a quel punto, presi Serena in braccio, e poi, la misi sul letto, facendola sdraiare, dopodiché io mi sistemai sopra di lei strisciando, arrivando alla sua bocca, sbaciucchiandola e soprattutto, cercando di farle venire voglia di scopare. Lei non oppose resistenza e, anzi, mi fece subito capire che quello era il momento giusto per godere.

Ci spogliammo in fretta, su quel letto meraviglioso, dopodiché lei volle prendere il mio cazzo in bocca, per succhiarmelo un po’, mentre io la masturbavo con la mano e mi avventuravo al suo culo, dopodiché, le dissi “Sere, voglio trombarti in culo, dimmi che lo vuoi pure tu” e lei mi disse “mhhhhh, in culo non l’ho mai fatto, ma con il tuo cazzo potrebbe essere la volta buona: dai, ficcamelo dentro e fammi vedere cosa vuol dire godere da dietro, prendendolo per bene nel culo”.

Quindi mi lasciai andare, e voltandola sul letto, iniziai a leccarle il buchino, giocando con le dita, e poi di nuovo con le mie labbra, provocandola e facendola godere, preparandola al mio cazzo, che appoggiai con desiderio al suo bel sedere, finché scivolò davvero dentro con decisione, facendole tirare un lungo sospiro in bilico tra eccitazione, voglia di trasgressione e pure sensazioni forti, di quelle irresistibili, perché sentirsi fottere in culo doveva proprio rompere un tabù importante.

Io la presi da dietro, e poi, continuai a scoparla godendo, ansimando, mentre cercavo le sue labbra e lei le mie, sbaciucchiandoci con desiderio, mentre la trapanavo senza sosta sentendomi sempre più pronto ad esplodere con tutta la mia sborra: e continuai così a spingere, muovendomi sopra quel culetto meraviglioso, sodo e perfettamente in forma, mentre la mia cappella scivolava dentro, e mi faceva sempre più perdere il controllo, mentre io mi eccitavo a non finire.

Quindi spinsi ancora un po’ e, alla fine, non riuscii più a trattenermi, sborrando dentro quel magnifico culetto, lasciandomi andare del tutto e, poi, accasciandomi sopra di lei, esausto per il piacere, sentendola pure lei con un batticuore forte, forse perché in cuor suo era riuscita ad eccitarsi come non mai e, poi, mi disse “sei stato divino, non pensavo potesse essere così figo farlo da dietro, hai un cazzo meraviglioso” e io le risposi “con una strafiga come te, Sere, si va in paradiso…”

Bello trombare in quel modo con una gnocca: Antonio non potrebbe fare di meglio, e il suo racconto erotico ci ha dimostrato la sua grandezza nel farlo.

Una fighetta da chiavare subito in culo, di Antonio di Varese

Prima edizione: Settembre 2016, by Atlantia Media.

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