Un venerdì sera di fuoco con lei

Avevo voglia di una bella fuga romantica con lei, una di quelle organizzate all’ultimo momento per condividere tutta la voglia di vivere con la mia ragazza. Questo giovedì, mi sentivo desideroso di fare una sorpresa alla mia dolce metà: e mentre ragionavo su che cosa fare, mi domandavo esattamente quale sarebbe stata la miglior meta per stupirla. Per levarle il fiato in un istante, regalarle uno squarcio di cielo azzurro in una giornata grigia: portarla a sognare ad occhi aperti con me, senza che possa immaginarsi nulla, in uno dei suoi luoghi preferiti. E già avevo un’idea precisa.

A Marta piace incredibilmente il lago di Como, lo ama tantissimo. Così, senza pensarci due volte, ho fatto un giro di chiamate: prima ai suoi, per avvisarli della sorpresa imminente, poi ai suoi colleghi per sapere se potesse assentarsi per il giorno seguente. Dopo aver sistemato queste piccole cose, mi son dato da fare nella ricerca di una struttura ideale per il soggiorno. L’ho trovata proprio in cima al lago, dove il panorama è affascinante ed unico, e ho prenotato al volo per noi due. In men che non si dica, ho preparato al volo i nostri due trolley per la partenza con tutto.

Ho preso un po’ di vestiti per me e per lei, sistemate le sue scarpe preferite, ormai non mancava nulla per la partenza. Ho caricato le valigie in auto e, quindi, sono andato a recuperare un paio di pezzi di focaccia – la sua preferita – per il viaggio. Perché non doveva mancare nulla alla mia sorpresa, soprattutto ciò che di più goloso lei ama. E quando sono arrivato di fronte alla sua azienda, all’orario giusto per trovarla, già mi pregustavo la sua faccia alla notizia di questa bella sorpresa. L’ho fatta salire in auto, baciandola come di consegueto, dopodiché siamo ripartiti velocemente.

Vedendo che non andavamo verso casa, Marta mi ha subito chiesto dove fossimo diretti. A quel punto, mentre eravamo già in autostrada, le ho detto “indovina un po’, amore…” e lei guardandomi con quello sguardo felice, pieno di luce, ha risposto “no, non mi dire che…” e io “sì, hai indovinato…” e lei “graaaazieee, Amore…che bellooooo” e mi ha ribaciato, piena di soddisfazione e desiderosa di tutte le carezze di questo mondo. Mentre viaggiavamo verso Como, le nostre mani si cercavano continuamente, ed io la accarezzavo dolcemente, soprattutto sulla coscia.

Per la prima sosta, avevo proprio pensato all’incantevole collina sopra il lago: e appena giunti, ci fermammo ad osservare quello splendido panorama. Attorno a noi era tutto così poetico, spettacolare: e io non potevo non amare l’idea di condividere quel momento con lei, prendermi il tempo per vivere un’emozionante parentesi amorosa. La baciai, senza che potesse aspettarsi quel momento di dolcezza. Poi la accarezzai, e quindi, le mie mani presero a percorrerla tutta. Marta aveva voglia di me, e me lo fece capire senza troppe parole. Il nostro amore era troppo grande.

Ci stringevamo l’una all’altro, e poi, le nostre bocche si cercavano a più riprese. La voglia di vivere quel momento d’amore era talmente forte, che in pochi istanti cominciammo a levarci le magliette e i maglioncini, ormai in preda al desiderio. Di lì a poco, le mie mani erano già sul suo seno, mentre le sue accarezzavano il mio petto. Quindi mi feci largo verso la sua intimità, e lei verso la mia. Le nostre mani si incrociarono in quello slancio di desiderio, e poco dopo, eravamo già pronti a fare scintille. Ci lasciammo andare ad un appassionato 69, presi dalla passione.

Ansimavamo, gemevamo, ed era una continua ricerca del massimo piacere, della voglia di vivere. Non potevamo non desiderare di toccarci oltre, di prenderci per il piacere e condurci in quel mondo magnifico che è l’amore. Ci sistemammo ben bene sul sedile, e quindi, cominciammo a fare l’amore. Lei era sopra di me, e si muoveva con passione, affondandosi dentro il mio membro, cavalcandolo con un desiderio irrefrenabile. La sentivo godere, desiderava sentirmi ancor più coinvolto in quel momento di piacere. Ed io non mi sottraevo a quell’esercizio di vita.

La afferravo per le chiappe, e la guidavo su di me, senza perdere tempo. Mi eccitava tantissimo, le sbaciucchiavo, poi tornavamo a cavalcare come due innamorati persi in quel momento magico. Mi piaceva incredibilmente sentirla su di me, la desideravo tutta, non potevo non volerla tutta per me. Marta mi stava facendo toccare il cielo con un dito e, in effetti, era lo stesso che volevo pure per lei. Con la mia mano la sgrillettavo a dovere, mentre ci baciavamo e godevamo, e la sentivo respirare sempre più affannosamente, in preda al massimo livello di piacere erotico.

Quindi prese a cavalcarmi ancor più intensamente, e ormai eravamo entrambi pronti ad esplodere in un momento di godimento unico, perché quella nostra parentesi d’amore non poteva che culminare in un orgasmo travolgente. Ci baciavamo, stringevamo, e cercavamo appassionatamente l’una con l’altro. Lei venne così all’improvviso, regalandomi tutta la sua travolgente passione: si lasciò andare in un lungo gemito, tutta bagnata e calda com’era, ed ormai non poteva che desiderare lo stesso per me, da amante generosa qual è la mia Marta.

Riprese a spingere su di me, ma stavolta con colpi ancor più decisi, ed a quel punto mi sentii davvero venir meno le forze. Ero in preda al massimo godimento, travolto dalle emozioni, la baciavo e la spingevo su di me con decisione. Marta venne di nuovo, gemendo forte, e quindi fece trasalire pure me. Mi lasciai andare e la riempii del mio caldo seme, stringendola tutta a me, accarezzandola tutta e baciandola dolcemente, tenendola su di me e desiderando che quel momento non finisse mai. Era appena cominciato il nostro venerdì sera di fuoco, che sarebbe continuato divinamente.

Ci rivestimmo velocemente, e quindi, mangiammo finalmente la nostra focaccia. Eravamo stravolti dalla passione, stavamo riprendendo lentamente fiato, e quindi ci baciammo di nuovo. Guardammo quel panorama incantevole, mangiando e bevendo, sorridendo della vita e di noi. Quindi tornammo sulla strada e ci avviammo verso l’albergo: ci attendeva ancora una mezz’ora di viaggio, che trascorse velocemente. Una volta giunti all’hotel, eravamo nuovamente pieni di passione e di desiderio: non potevamo che desiderarci di nuovo, presi dal vortice del piacere.

Ci sistemammo in fretta in camera e, poi, la passione riesplose di nuovo: una veloce sveltina ci riportò ad assaporare i piaceri della carne. Le venni sul volto, e avevo ancora voglia di lei. Però andammo prima a cenare, perché avevamo già abbastanza appetito. Quindi ci rivestimmo e andammo in un locale che volevamo già assaporare, con tutte le sue specialità, da tempo. Era finalmente giunto il momento giusto per farlo: e una volta seduti, ci lasciammo ispirare dalla lista. Provammo le migliori pietanze e quindi pensammo anche al dopocena. Perché volevamo altro…

Un venerdì sera di fuoco con lei, di Angelo di Milano

Prima edizione: ottobre 2020, by Atlantia Media.

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