Un bel pomeriggio al faro

Sesso durante il pomeriggio

Con i colleghi, avevamo già deciso da un po’ di tempo che ci saremmo concessi una bella giornata di mare per avere un bel break, considerando quanto ci eravamo impegnati negli ultimi tempi con un sacco di cose da fare: la tensione era stata tantissima, lo stress pure, e alla fine, tutti quanti non vedevamo davvero l’ora di quel sabato, per poter tirare finalmente un po’ il respiro e divertirci in compagnia, considerando quanto andavamo d’accordo tra di noi in ufficio e fuori azienda.

Quella mattina, poi, ci siamo ritrovati in sei per andare al mare e, tra di noi, c’era anche quella strafiga di Claudia, che per l’occasione era già bella abbronzata e soprattutto metteva ben in mostra le sue grazie, facendomi eccitare subito nel momento in cui ho intravisto quelle belle cosce e quel culo, che già mi immaginavo di poter leccare e succhiare, fantasticando su quelle che potevano essere le voglie erotiche di questa bella ragazza piena di vita e simpatica.

Quando ci siamo incontrati, però, ho fatto finta di nulla come al solito, perché non potevo certo farmi sgamare con quell’aria da porco in cerca di fighe da trombare: non ho comunque fatto mancare quelle mie solite abitudini da cavaliere, perché avevo voglia di non perdere mai di vista quella stragnocca, e conquistarla, perché quella doveva essere una giornata non solo di svago ma anche di piacere, considerando come lei si era ben sistemata per fare colpo su qualcuno.

La scusa per cercare di andarle sotto un po’ di più si è presentata quando, mentre attendevamo gli altri nel posto convenuto, le altre coppie di amici tardavano: probabilmente avevano avuto pure loro delle soste inderogabili, ma quando raggiungemmo il faro, che quel giorno era splendido, l’occasione per darmi da fare con Claudia si manifestò quando le proposi di salire a dargli uno sguardo, considerando che c’era la chiave nella serratura e nessuno si vedeva lì attorno a noi.

Indimenticabile trombata nel faro

Così salimmo le scale, e dopo esser passati per il primo piano, e il secondo, arrivammo quindi in cima alla costruzione, ammirando quel meraviglioso panorama che si stagliava di fronte a noi, fatto di scogli, onde, mare e tanto cielo azzuro, mentre io ero ormai quasi diventato poetico e, Claudia, accanto a me, nell’ascoltare quelle parole, a un certo punto, mi interruppe dicendo “sei un poeta, cazzo, non è possibile: come fai a trovare parole così uniche?” mentre guardavo il mare.

E io le risposi “il merito è tutto tuo, sei così splendida che irradi positività e benessere in ogni centimetro attorno a te” e quindi, a quel punto perse la testa, facendosi stringere a me e baciandomi, con quell’aria da brava ragazza che mi faceva impazzire. E poco dopo ci trovammo insieme su una sdraio che si trovava lì sulla terrazza, con lei sopra di me, avvinghiata a me, che mi diceva “dai scopami qui, è meraviglioso come posto, dimostrami che oltre ad essere poeta trombi anche bene.”

Io la misi a novanta gradi davanti a me, e di fronte a quel bel culetto, dopo averle levato la parte sotto del bikini, ho immerso la mia lingua nella sua figa, sentendola eccitarsi subito “ohhhhh sììììì, ciucciami le labbra, dai, fallo….oooooooooooohhhhhh che bello, sì, sì, sì, sììììììì, uhhhhhh, sto godendo, dai, leccamela tutta, oh, ciucciamela, mi piace” e io continuavo a muovervi dentro di lei, con le mie labbra e la lingua, facendole perdere la testa, con le sue gambe che si irrigidivano.

Godeva, e le piaceva incredibilmente sentire quelle sensazioni uniche proprio lì, su quel faro, mentre gli altri erano ancor per strada e non ci avevano raggiunti: e finalmente, dopo tanto leccare e succhiare, Claudia venne, facendo pure una piccola squirtata “ohhhhhh, squirti, sei divinaaaaa….cazzo sei da sposare Claudia” e lei, ridendo, mi disse “beh, adesso tocca a te sborrare, e mi raccomando, non deludermi con due goccioline, venendo subito come un ragazzino.”

Io le dissi “vedrai come ti piacerà il mio cazzo, Claudia, ti farà impazzire” e poco dopo, mi sdraiai sulla sedia, e quindi, le dissi di venirmi sopra: adoravo quella posizione, e vederla davanti a me, scoparmi in quel modo, era semplicemente magnifico “ohhh sìììììì, che bello, dai, fammi godere” mentre lei si muoveva come un’esperta ballerina su di me, ondeggiando il suo bacino, e facendomi impazzire con quei suoi movimenti a dir poco eccitanti, che mi trasmettevano tutta la sua passione.

Claudia mi trombava benissimo, mentre io le mettevo un dito in culo, e si eccitava con il cazzo in figa “uhhh mi piace, dai, uhhhh, sfondamela tutta, adoro il tuo cazzo in figa” e continuava a muoversi, con quella voglia di godere che soltanto lei poteva trasmettere in quel modo, mentre mi scopava e mi guardava con quella faccia vogliosa, sbaciucchiandomi mentre mi scopava, e mettendo le sue mani sul mio petto, per reggersi meglio, mentre accelerava il ritmo della sua danza su di me.

Poi le dissi “dai, scopami da dietro, girati, fammi vedere quel magnifico panorama sulle tue chiappe” e lei non si fece pregare, voltandosi e risalendomi in groppa, infilandosi il cazzo lentamente in figa, facendomi eccitare “ohhhhh sììììììììììì, che bello, che figaaaaaa, ohhhhhhhhhhh” mentre mi scopava, lentamente, salendo in punta al mio cazzo e, poi, lasciandosi andare tutta fino ai coglioni, trombandomi l’uccello con una grazia che stava diventando insopportabile per quanto eccitante.

Io mi trattenevo, le mettevo il pollice in culo, mentre si muoveva su e giù sul mio cazzo, “ohhhh continua cosììì, ti prego, ahhhhhh sei stupenda, mi scopi da Dio, ohhhhh” e godevo, mentre la sua figa si muoveva, ma pure lei si stava eccitando sempre più, perché gemeva sottovoce, e poi, iniziava a farsi sentire “oh ssì, oh sìì, ohh sìììì, ohhhhhh, tutto in figa, ohhhhhhhhhh mi piace” e scopava, senza fermarsi, perché le piaceva sentire il mio cazzo dentro di lei, nonché il mio pollice nel suo culo.

Poi le dissi “dai, fammi venire Claudia, fammi venire con la bocca, dai, spompinamelo tutto e prenditi la sborra” e lei si alzò, si mise di fronte a me, e prese il cazzo in mano, portandoselo alla bocca: mi spompinava come una forsennata, le piaceva il cazzo, mi faceva godere divinamente, mentre io la imploravo “ohhhhh, di più, di più, ohhhhhhhh, vengooo, veeeengoooooooooo, ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh” e mi lasciai andare con una sborrata lunghissima, in quasi dieci schizzi di sborra.

Il mio seme le riempì la bocca, le labbra, poi anche il naso, e quasi le arrivò in un occhio: “ahhhh che sborrata meravigliosa, stupenda, quanta sborra mi hai regalato” mi disse Claudia, eccitata e soddisfatta, mentre si leccava via gli schizzi dalle labbra con una voglia da troiona. E io “oooooohhhh che goduta mai fatta prima, che sogno”…

Un amante sa sempre come stupire una donna: Claudia ho trovato nel suo uomo un mitico adoratore del piacere, che ci ha anche offerto un racconto erotico splendido.

Un bel pomeriggio al faro, di Mauri di Trieste

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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