Sotto il gazebo

Che splendida scopata abbiamo fatto sotto quel gazebo

Quest’estate, quando ho scelto di cambiare lavoro, ho potuto godere di circa un mese e mezzo di tempo libero: e devo dire che ne ho approfittato veramente alla grande, per scoprire nuovi posti ed incontrare nuova gente, rilassandomi ed apprezzando tante cose, senza perdere mai di vista l’obiettivo finale, vale a dire, quello di rigenerarmi e di fare quante più vittime possibili nel mondo del gentil sesso.

Avevo insomma una grande voglia di conquistare tipe a destra e a manca, senza fermarmi mai, perché mi sembrava che il tempo passasse fin troppo in fretta: e tra i tanti incontri che ho fatto, uno in particolare mi ha davvero segnato, quello durante i miei primi giorni di vacanza, nella seconda metà di luglio, quando mi sono imbattutto in una bella fighetta di nome Paola, una vera gnocca mediterranea che mi ha subito preso la testa (e il cazzo).

Dopo averla abbordata per puro caso in un parco, mentre faceva dell’allenamento, mi sono quindi ripromesso di invitarla a trascorrere un po’ di tempo in mia compagnia, magari di fronte ad un buon caffè: e al secondo incontro, sempre nello stesso posto, lei alla fine ha ceduto e sono riuscito a mettermi a chiacchierare con questa bella tipa, che mi sembrava di conoscere già da una vita, per quanto era ben disposta a raccontare di sé.

Parlando, ho scoperto che era una grande amante dei viaggi, e ancora, che non voleva perdere nemmeno un’opportunità per scoprire qualcosa di nuovo, incontrare nuove persone, e dare vita a qualche nuova avventura: a quel punto, l’ho invitata a fare una bella grigliata nel giardino di casa mia, la stessa sera, perché volevo condividere con lei il piacere di stare all’aria aperta a gustare qualche buona specialità.

Paola ci voleva dare dentro

Sin dal momento in cui è arrivata a casa, mi sono accorto che lei era troppo desiderosa di trasgredire: quella sera, aveva un vestitino abbastanza leggero, delle splendide decolleté che le si avvinghiavano alle caviglie, e ancora, una pettinatura libera e leggera, che sembrava voler sottolineare quelle che fossero le sue intenzioni quella sera, vale a dire, quelle di una bella fighetta in cerca di divertimento con un tipo come me.

Dopo averla fatta accomodare sotto il gazebo, e aver fatto insieme un aperitivo, mentre cucinavo di fronte al mio grill, lei si è avvicinata a me per parlare, sedendosi sulla mia coscia destra: e mentre guardavo la carne e ci intrattenevamo, a un certo punto, la sua mano è scivolata in mezzo alle mie gambe, mi ha guardato con una faccia da troia vogliosa, e mi ha detto se me la volessi scopare proprio sotto il gazebo, in quella meravigliosa serata.

Preso com’ero dal suo fascino e dalla sua iniziativa, l’ho lasciata andare direttamente sulle sue ginocchia, e con la sua testa tra le mie gambe alla ricerca del mio cazzo: una volta trovato, se l’è quindi scappellato, e se l’è guidato tra le sue magnifiche labbra carnose, e con la sua lingua vogliosa e calda, ha iniziato a possederlo nella sua bocca, facendomelo lievitare in qualche istante, mentre già avevo voglia di farmelo fottere dal suo meraviglioso corpo.

Mentre lei era intenta a succhiare il mio cazzo, le mie mani si intrufolavano nel suo vestitino leggero, e una volta trovate quelle belle tette mediterranee, belle sode e abbondanti, mi son messo a giocarci come fossero delle bocce: Paola era già eccitata, la sentivo ansimare mentre succhiava, e quando la mia mano è arrivata alla sua fighetta, già un po’ bagnata, il suo respiro si è fatto ancor più affannoso e in cerca di sfogo.

Con il mio uccello ormai bello duro e gonfio, ben colorito e dritto, si è quindi lasciata andare, facendosi guidare in un appassionato 69, durante il quale con la mia lingua ero ormai quasi completamente tutto dentro di lei, sentendola godere come una troia, e desiderare di essere finalmente fottuta fino a venire: con il cazzo in fiamme, ormai, lei mi si è seduta sopra e ha iniziato a sbattere le sue cosce su di me, facendosi fottere la fighetta per bene.

Mentre trombavamo sotto il gazebo, mi sentivo leggero e rilassato come mai mi era capitato in vita mia: lei mi montava, sentivo il suo corpo meraviglioso sopra di me, e quella fighetta che mi intrappolava il cazzo in un massaggio unico per la dolcezza e l’intensità, perfetto per farmi perdere la testa da un momento all’altro, con la mia capacità di resistere a quella sua danza del piacere ormai prossima a finire.

E in effetti, mentre mi trombava così deliziosamente, e la sentivo mugolare e godere, il mio pollicione continuava a stimolare il suo clitoride senza sosta, perché potesse finalmente sentirsi pronta a godere alla grande: e poco dopo, continuando a scoparmi bene fino in fondo, sentendosi fottuta a dovere, si lasciò andare godere, in uno splendido orgasmo che mi fece sentire davvero soddisfatto, vedendo questa figona assaporare così tanto il piacere.

Continuò quindi a scoparmi ancora un po’, e quindi, mi disse che la sua fighetta era ormai sfinita e surriscaldata dopo aver fottuto così tanto il mio cazzo, con il risultato che mi disse che mi avrebbe spompinato per farmi venire: il mio cazzo finì nella sua bocca vogliosa, che si tuffò a capofitto per ingoiarlo tutto, senza sosta, in una vera e propria scopata orale che finì poco dopo, quando sfiancato lasciai che la mia sborra scorresse dentro di lei.

Quando iniziò a fluire e scendere nella sua gola, lei si strozzò, ma continuò a tenerselo tutto in bocca e volle ingoiare fino all’ultima goccia del mio seme, facendomi sentire davvero soddisfatto fino in fondo… Poi la guardai, le dissi che era semplicemente divina, e che una fighetta del genere non la incontrai mai prima d’ora. Nel frattempo, la cena fu finalmente pronta e, quindi, dopo esserci sistemati un attimo, ci sedemmo insieme a cenare.

Giorni magici, quelli di Alex: giorni che non tornano più, ma che restano nel cuore e nella mente, come ci testimonia il suo racconto erotico pieno di nostalgia per quella trombata

Sotto il gazebo con Paola per godere alla grande, di Alex di Rho.

Prima edizione: novembre 2015, by Atlantia Media.

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