Sara la siciliana

Ho dato il mio cazzo a Sara in ufficio: la siciliana bollente mi ha fatto godere

Era da parecchio tempo che, passando davanti all’ufficio del pianterreno, notavo sempre la presenza di una simpatica e vivace donna, una tipa attorno ai venticinque anni, caratterizzata da un carattere solare e da uno spirito allegro, capace di far battute e di sorridere su tante cose, senza mai perdersi d’animo e, soprattutto, vestita sempre in un modo piuttosto provocante al punto giusto, quasi come se si divertisse nel porsi così verso gli uomini.

Un giorno di giugno, dopo che era piovuto abbondantemente, Sara era arrivata al lavoro tutta inzuppata: i suoi capelli castani, mossi e boccolosi per tutta la pioggia, le davano un aspetto ancor più affascinante ed irresistibile, mentre che, attraverso la sua camicetta bianca tutta bagnata, si intravvedevano le sue splendide tettone abbondanti, che a fatica restavano a bada all’interno del suo reggiseno che sembrava esplodere.

Con tutta quella pioggia, Sara si muoveva un po’ a disagio: ai piedi aveva dei sandali di cuoio leggeri, da cui spuntavano i suoi piedi curati, mentre che, le sue gambe erano ben fasciate da un paio di leggings neri che mettevano ben in evidenza le sue chiappe d’oro, toniche al punto giusto. Aveva cercato di nascondere questo splendido particolare, la birbante, sistemandosi la camicetta: ma da tanto era bagnata, era ormai diventata trasparente.

E mentre saliva le scale, non potei che stare ad osservare quello splendido spettacolo, con quelle cosce atletiche che si muovevano sinuosamente, disegnando nella mia mente un sacco di fantasie erotiche, perché già mi immaginavo come me la sarei voluta trombare intensamente, una bella figa come Sara, che tra l’altro era una vera e propria siciliana bollente anche nei suoi gesti, così pieni di esuberanza e di vitalità.

Una sera in ufficio con Sara

Così, quella sera, Sara si fermò a fare un po’ di straordinari perché le era rimasto qualche cosa da fare e, io, nel passare davanti all’ingresso del suo ufficio e vedendola dentro, mi son fermato a parlarle: subito mi ha salutato allegramente e ha scherzato ancora con me, ricordando l’incredibile pioggia di quel pomeriggio, ridendo pensando a come era bello, in fin dei conti, lasciarsi anche andare un po’ a quelli che sono gli imprevisti.

Senza pensarci, le dissi che anche a me piaceva tanto questo tipo di cose e, con un paio di gesti che feci, la vidi subito guardarmi con quegli occhi ammiccanti, sorridendo, mentre si sistemava i capelli e beveva un bicchiere di acqua: mentre si stava rimettendo alla scrivania, camminando, non potei resistere alla vista del suo culo meraviglioso e la osservai soddisfatto, con un’espressione quasi beata di fronte a tanto sex appeal.

Sara si voltò, mentre si sedeva, e mi guardò sorridendo di nuovo, dicendomi molto apertamente se volessi farmi una bella scopata con lei: e io la guardai come stupito – la cosa la fece ridere e non poco, quasi sguaiatamente – ma, riprendendomi subito da quelle parole invitanti, le dissi di sì e mi abbassai i miei bermuda, mostrandole il mio cazzo voglioso delle sue attenzioni, al che, lei sorrise e mi disse che se lo voleva divorare a forza di pompini.

Dopo essermi avvicinato alla scrivania, Sara si piegò in avanti e se lo fece subito scivolare in bocca: il contatto con quelle labbra mi fece impazzire e, così, le misi le mani sulla nuca per guidarla al mio cazzo, mentre allegramente lo pompava con soddisfazione, cercando di ingoiarselo tutto, finché a un certo punto si mise a tossire, perché il mio membro duro era ormai arrivato alla sua gola profonda, e infiammata dalla voglia di succhiarmi anche le palle.

Mentre mi succhiava il cazzo, io le sbottonai la camicetta e le sfilai il reggiseno, e poi le dissi di farmi una magica spagnola con quelle belle tette: Sara si sfilò il cazzo di bocca e lo guidò lì in mezzo, dove iniziò a stringermelo e a massaggiarmelo in un modo intenso, facendomi eccitare e desiderare ancor di più di averla tutta per me, quella bella e splendida siciliana desiderosa di farsi trombare dal mio cazzo infuocato.

Si alzò quindi dalla seggiola, e si lasciò sfilare i leggings e le mutande da me, mentre la sollevai e la sistemai sulla scrivania, sopra quelle carte, e quindi le levai anche i sandali: iniziai a leccarle quei magnifici piedi e, quindi, salii lentamente le sue gambe fino ad arrivare alle cosce, che succhiai dolcemente, mentre lei era già in preda al godimento, ed arrivai alla sua figa, sulla quale feci roteare la lingua e dove sputai per lubrificarla, giocando con l’indice.

Sara allargò le gambe e mi disse di sfondarla: nel momento in cui entrava, mi sentii subito su di giri, e le chiesi se volesse trombare sia in culo sia in figa, alternando le stantuffe. Ridendo, annuì e si allargò il buco del culo con le mani: mi disse di sfilare il cazzo e di infilarlo nel suo splendido ano, e così feci, sentendo il suo culo stritolarmi la cappella dal godimento, mentre facevo fuori e dentro, e ansimavo per quanto mi piaceva trombarla.

Ripresi quindi a scoparle la figa bagnatissima, e tra un gemito e l’altro, tornai quindi nel suo culo, e continuavo a sgrillettarle la fighetta, finché mi fermai a trapanare a dovere il suo ano meraviglioso fino alla sborrata liberatrice finale: e Sara si lasciò andare sulla scrivania, felice per essere venuta, e per aver preso una bella sbrodata in culo, per la prima volta, al punto che si passava il medio sull’ano per raccogliere il mio seme prezioso e succhiarselo…

Marco parla con i futuri lettori:

“Mi sono scopato Sara che é una bella donna siciliana e sapeva trombare davvero divinamente. Io l’ho trombata in culo e in figa, alternando il mio cazzo infuocato tra i suoi due buchi. Insomma, é stato in incontro eccezionale!”

Una tipa calda come Sara non poteva che regalare delle emozioni uniche a chi se l’è presa in quel modo godendo con ogni suo buco: e da una storia di sesso di questo tipo, si traggono tante soddisfazioni…

Sara la siciliana bollente che aveva voglia di cazzo in ufficio, di Marco di Magenta.

Prima edizione: marzo 2015, by Atlantia Media.

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