Paola la segretaria

Mi son fatto una bella trombata con la segretaria di un amico, Paola

Tra i collaboratori della mia azienda, ce n’era uno che – in particolare – da sempre mi aveva convinto per la sua professionalità e, soprattutto, che con il tempo è diventato mio amico: si tratta di Giorgio, un tecnico informatico di grande esperienza, che ha un piccolo studio non molto distante dal mio ufficio e che, spesso, viene convocato per sistemare le problematiche che dovessero manifestarsi con la tecnologia in ufficio.

Quando vado a trovarlo per parlargli di qualche nuova cosa da fare, è sempre pieno di ottimismo e di capacità di analisi, considerando come non perda nemmeno un istante per pensare a quelle che possono essere le soluzioni alle mie problematiche: e di tanto in tanto, si presenta anche la sua segretaria e collaboratrice, Paola, che oltre ad offrire il caffè si mette bene in mostra con il suo modo di muoversi un po’ da troietta vogliosa.

Così, l’ultima volta che sono stato da Giorgio per parlare di un paio di questioni, quando a un certo punto lui se n’è andato in bagno, la sua segretaria è arrivata per parlare un attimo e, ancheggiando nella stanza, a un certo punto si è avvicinata a me e io, di fronte a quel bel culo sodo, non ho potuto fare a meno di allungare le mani per dargli una decisa palpeggiata, sentendo che era perfetto per essere fottuto dal mio cazzo già mezzo dritto.

Mentre il mio amico tardava in bagno, e io continuavo a toccare questa bella fighetta, mi son accorto che non potevo più resistere all’idea di trombarmela, soltanto che da un momento all’altro, Giorgio sarebbe ritornato: così, dicendomi di avere pazienza, la sua segretaria mi confidò che lui se ne sarebbe andato per incontrare un cliente qualche minuto più tardi, e che anzi, era già in ritardo per l’incontro.

Con Paola sulla sua scrivania

Così, dopo esser finalmente uscito dal bagno, dirigendosi alla scrivania con una certa premura, mi disse che sarebbe uscito immediatamente e che, quindi, ci saremmo rivisti il giorno dopo: mi disse di chiedere a Paola per completare al volo delle schede e, quindi, che mi avrebbe fatto lei un caffè. Lo ringraziai per la sua solita premurosità e, quindi, lo vidi avviarsi di corsa all’auto per andare da un altro cliente che lo attendeva già.

Dando quindi una passata di chiave alla porta, mettendo un foglio con scritto “torno subito”, ci avviammo verso la porta dello studio, con Paola che già era abbastanza eccitata all’idea di farsi sfondare da me, considerando come sculettava e già mi diceva che lo voleva tutto dentro, e che non avrei dovuto avere alcuna pietà per la sua figa, nemmeno di fronte al suo ansimare da troia, mettendomi in guardia su quelli che erano i suoi desideri.

La sistemai quindi sulla scrivania, spostando con foga fogli, raccoglitori e quanto presente: con le gambe rivolte verso l’alto, tenendosele dietro all’altezza delle cosce, Paola non aspettava altro che sentire il mio cazzo dentro di lei, ma io esitai un attimo, passandole la cappella sulle grandi labbra e, poi, leccandole un po’ quella meravigliosa fighetta, che mi sembrava ormai fin troppo pronta ad accogliere la mia cappella violacea dal desiderio.

Paola già si eccitava e diceva che lo voleva dentro, stringendo i denti per il piacere: quando il mio cazzo penetrò la sua fighetta, finalmente, si rilassò e ansimò subito, godendo come una vera troietta in cerca di qualcuno che la montasse per bene, e io mi lasciai andare spingendo avanti e indietro senza sosta, con lei che nel frattempo iniziava a bagnarsi e a trattenere a stento i suoi gridolini di godimento, come una vera e propria troia.

Essendo una tipa particolarmente ginnica, quindi, le chiesi se volesse fare qualcosa di diverso, improvvisando magari un ponte per farsi fottere: la cosa le piacque e, in pochi secondi, si mise in quel modo ad aspettare che finalmente il mio bel cazzo fosse dentro di lei, e continuai a spingere in quel modo, vedendola eccitarsi e a godere come una puttanella in astinenza da anni, che non vedeva letteralmente l’ora di essere nuovamente fottuta.

Continuai a spingere in quella maniera, sapendo che prima o poi lei si sarebbe lasciata andare, magari con un lungo sospiro o, ancora, gridando per il godimento: Paola era lì che si faceva fottere sulla scrivania, e in effetti, poco dopo la sentii ansimare sempre più velocemente, annuire per il piacere, per poi liberare quell’orgasmo esplosivo che aveva dentro di sé, in un godimento in cui per quanto provava piacere aveva gli occhi umidi.

A forza di spingere il mio cazzo dentro quella meravigliosa fighetta, poco dopo, mi lasciai anch’io andare e finalmente sborrai: il mio seme si sparse sulla sua fighetta, e mentre le imbrattavo quel meraviglioso buco del piacere, Paola mi guardò chiedendomi se mi era piaciuto trombarla e, soprattutto, svuotare le mie palle su di lei, come fosse la mia troia che altro non voleva se non farmi sentire il massimo del piacere.

La guardai con un’espressione beata, le dissi che mi era piaciuto venire su di lei, e che sarei tornato per montarmela altre volte, considerando quanto mi era piaciuta…

Le segretarie troie non sono una novità: Aldo lo sa bene, e con il suo racconto erotico amatoriale ci ha condiviso un episodio davvero imperdibile della saga delle trombate in ufficio.

Paola la segretaria del mio amico, di Aldo di Biella.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

© copyright MMXV by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Un pensiero riguardo “Paola la segretaria

  • 24 Aprile 2016 in 23:45
    Permalink

    Certa gente ha sempre una fortuna incredibile: trovare pure la segretaria figa dall’amico…

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.