Pamela la fighetta

Con gli Uggs lei era davvero irresistibile

Da tempo, in negozio si presentava regolarmente una tipa che aveva bisogno di consigli per i suoi acquisti informatici e, io, sin dalla prima volta che l’ho vista, non ho potuto fare a meno di desiderare di averla come cliente fissa: bionda, simpatica e particolarmente desiderosa di ricevere consigli, questa tipa non faceva mai discussioni e, oltretutto, era anche particolarmente carina e ben disposta nei miei confronti.

Dopo averci parlato l’ultima volta, mi son accorto di quanto fosse capace di mettermi a mio agio e, soprattutto, come si ponesse con naturalezza nel fare le domande, senza preoccuparsi troppo di tutto il resto: mi guardava con un’espressione simpatica, e poi era sempre consapevole di non conoscere la materia, e di conseguenza, non aveva alcun tipo di presunzione o di arroganza che avevo trovato invece in altri clienti un po più rompipalle.

Così, un pomeriggio Pamela è arrivata in negozio con un suo portatile, che era abbastanza recente, ma che ormai non funzionava più granché: mi ha chiesto se potessi dargli un’occhiata e sistemarlo, perché le serviva assolutamente una macchina ben funzionante, e soprattutto, perché non aveva più voglia di doversi confrontare con un computer che, in un dato momento, funzionava ma che poi smetteva di colpo di fare il suo dovere.

L’ho subito rassicurata del fatto che mi sarei occupato presto del suo computer: e visto che era l’ultima cliente della giornata, mi son intrattenuto con lei, parlando del più e del mondo, ed offrendole anche qualche cosa da bere. Mi piacque subito vedere come questa tipa, condividendo con me una birretta, era anche dell’idea che potessimo andare insieme a cenare, perché non aveva altri impegni in calendario.

Una tipa che faceva venire voglia di far sesso

Vederla muoversi in maniera provocante tra la scrivania e gli scaffali, però, mi fece venire una voglia incredibile di conoscerla anche da un altro punto di vista: così, dopo aver chiuso la porta del negozio, perché non arrivasse più qualche disturbatore nel momento più inopportuno, con la scusa di andare nel magazzino, mi fiondai su di lei, stringendole il culo tra le mani, e ansimando dietro di lei, dicendole che la volevo tutta per me.

Pamela non mi sembrò stupita del fatto e, anzi, quando si girò verso di me per guardarmi, vidi che si eccitava: mi sbaciucchiò, quindi mi disse che voleva il mio cazzo, non voleva aspettare perché la fottessi, e anzi, dovevo immediatamente metterglielo in mano, perché mi avrebbe fatto vedere quali erano le sue voglie, trombandomi proprio in quell’angolo di negozio in cui eravamo finiti con una scusa.

Dopo avermi preso il cazzo in mano, averlo segato e succhiato un po’, lo scappellò e se lo guidò verso le tette: mi fece una veloce spagnola e, quindi, subito dopo si denudò, mostrandomi il suo bel culo abbondante e la sua figa rasata, che era già pronta ad accogliere il mio cazzo, per regalarmi sensazioni indimenticabili e farmi capire quanto a lei piacesse sentirsi posseduta in maniera decisa da un maschio voglioso di godere.

Glielo infilai con decisione in quel meraviglioso buchino, e sentirlo scorrere dentro di lei, al caldo di quella fighetta bagnata, mi eccitò da morire: iniziare a spingere con più decisione, quindi a scoparla a ritmo forsennato, perché volevo sentire davvero le sensazioni uniche che mi sapeva dare quella bionda, e devo ammettere che la cosa mi prendeva dentro, considerando come più la scopavo, e più la vedevo godere ed io mi eccitavo a mia volta.

Quindi si appoggiò ad uno scatolone, e si mise praticamente a 90 gradi, mostrandomi quel meraviglioso culo: ero già eccitatissimo, e quando di nuovo lo misi dentro di lei, mi sentii sempre più estraniato dalla situazione in cui ci trovavamo: godevo da morire, la sentivo ansimare e godere per come la stavo scopando, e il mio cazzo mi regalava delle sensazioni uniche, che non avevo mai provato in vita mia prima di allora con una donna della sua età.

Pamela si lasciava trombare intensamente, gemeva e godeva, mi implorava di sfondarla di più, perché aveva voglia di cazzo, e non desiderava sentire altro che la mia cappella dentro di lei: quindi, si alzò e risistemò sulla scatola, questa volta, ripiegando verso l’alto le sue gambe e mostrandomi di nuovo quella fantasmagorica fighetta che, di lì a poco, mi avrebbe fatto finalmente esplodere in un crescendo di piacere fino alla sborrata finale.

Lei godeva, lo voleva tutto, e io nel frattempo giocavo a smanettarle il clitoride: era ormai fuori controllo, ansimava, godeva, gridava e lo voleva sempre di più, finché si liberò di tutta la sua voglia di godere e, finalmente, si lasciò andare e venne rumorosamente, godendo come una vera troia. Io continuai a spingerlo dentro per un po’, quindi, prima che potessi venire, lo tirai fuori e le impiastrai tutta la figa della mia calda sborra.

Mi guardò con uno sguardo da troia che aveva stragoduto, e quindi, dopo esserci ripuliti e vestiti, ci avviamo finalmente verso la sua auto: ci attendeva una cena indimenticabile…

Così fighetta e vogliosa, Pamela ha davvero soddisfatto Edoardo con il suo modo di vivere il sesso: e il suo racconto erotico ne è la miglior prova.

Pamela la fighetta hot con gli Uggs irresistibile come poche, di Edoardo di Mestre.

Prima edizione: dicembre 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Pamela la fighetta

  • 15 Marzo 2016 in 3:26
    Permalink

    Vorrei farlo anch’io così!!

    Risposta

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