Nella Smart con la mia collega

Giovedì sera è arrivato come al solito: e questa settimana, in ufficio ci sono stati casini di ogni tipo, a causa degli ultimi progetti. Con la nostra capa, le incomprensioni non sono mancate, così come lo stress, e tutti quanti non vedevamo l’ora di staccare, primi tra tutti Elisa e io. Dopo aver completato gli ultimi progetti, infatti, giovedì abbiamo letteralmente desiderato di poterci scrollare di dosso tutte le preoccupazioni della settimana.

Siamo riusciti ad uscire un po’ prima dall’ufficio, grazie alla nostra voglia di concludere le ultime cose: in men che non si dica, ci siamo catapultati verso l’uscita, desiderosi di andarcene a trascorrere un po’ di tempo all’insegna della spensieratezza in qualche locale. Elisa è venuta a lavorare senz’auto, mentre io ero in giro con la mia Smart: così, le ho proposto di accompagnarla, per evitarle noiosi giri di metro per la città.

Allegra e spensierata, Elisa mi ha chiesto di passare un attimo da casa sua: in poco tempo – così mi ha detto – avrebbe lasciato la borsa e preso un paio di cose. Siamo arrivati fin sotto il suo palazzo e l’ho lasciata salire per un istante: ho preso il cellulare e, dopo aver dato un’occhiata alle ultime news, per ingannare il tempo, ho cominciato a fantasticare su di lei, sentendo un desiderio irrefrenabile di fare qualche cosa con lei in macchina.

Da un po’ di tempo, infatti, mi è sembrato che siamo interessati l’una all’altro: durante le pause, accade spesso che mangiamo insieme e i nostri discorsi sono quelli di chi parla senza alcun timore delle proprie vicende personali e dei desideri. Solo che, almeno fino ad oggi, nessuno di noi si è mai fatto avanti. Forse per paura, magari per insicurezza, ma i nostri discorsi non sono mai giunti a quel punto, almeno non in modo abbastanza chiaro.

Stasera, invece, le cose sono andate diversamente. Elisa è scesa abbastanza velocemente, con un outfit decisamente più hot: un bel paio di leggings in finta pelle nera, scarpe con il tacco alto al punto giusto e una bella maglietta brillante, con il giubbottino di pelle nera. In pochi istanti si è trasformata in una bad girl, in una gnocca provocante e desiderosa di trasgressione. In quel momento, mi son sentito elettrizzato dalla situazione che si è creata.

Le ho fatto subito i complimenti, appena seduta in auto, e le ho chiesto dove volesse andare. Lei mi ha dato una pacca sulla spalla, e mi ha detto “fuori dell’ufficio a me piace vivere per davvero, mica essere imbalsamata” e quelle parole mi hanno acceso ancor di più il desiderio. Le ho detto che la trovavo irresistibile, troppo hot perché non le dicessi il mio pensierio. Sorrise, mi guardò a fondo negli occhi, e un istante dopo mi baciò.

La sentii piena di desiderio, presa da un’euforia magnifica. Si strinse a me, e mi fece sentire tutta la sua voglia di essere coccolata. La baciai di nuovo, e poi, le mie mani presero a scorrere su di lei. Le toccai quelle tette meravigliose, quindi, dopo averle strette, lasciai scorrere le mie dita su di lei, fino a raggiungere i fianchi e il culo, accarezzandolo e, nello stesso tempo, cercando di esplorarlo per sentire quanto fosse splendido da assaggiare.

Elisa si eccitò, lasciandosi andare senza alcun freno. Mi sussurrò nell’orecchio che voleva la scopassi, voleva sentirlo tutto per lei. La guardai, vidi nei suoi occhi la luce di chi voleva assaporare la vita, e non mi feci pregare ulteriormente per soddisfare le sue voglie. Le dissi dove saremmo andati per lasciarci andare ai nostri desideri e lei mi disse di andare dalle parti dell’idroscalo, perché avremmo trovato un angolo dove lasciarci andare.

Cominciai a guidare, con il cazzo bello in tiro nei pantaloni. Elisa se ne accorse e mi mise la mano sopra, e poi, si fece largo con le sue dita stringendomi la cappella. Mi provocò così per un po’, mentre io con la mano destro cercai la sua figa, trovandola sotto quei leggins di finta pelle. Lasciai scivolare le mie dita dentro di lei, sentendola tutta bagnata, e desiderando assaporare tutta la natura peccaminosa di quell’istante.

Appena arrivati a destinazione, parcheggiammo in un angolo un po’ appartato, e subito dopo, appoggiai la mia testa tra le sue gambe: le sfilai quei meravigliosi leggings e il perizoma, e a quel punto, alla vita della sua figa bagnata non potei più resistere. Leccai a lungo quella meravigliosa figa, facendola mia, e trapanandola a dovere con il mio indice destro, mentre Elisa si dimenava e godeva sul sedile, mugolando in preda al godimento.

Non poteva fare altro che contorcersi, esaltandomi con i suoi mugolii e, soprattutto, invogliandomi a fare di più. La mia lingua diventò una cosa sola con la sua figa, mentre Elisa si bagnava sempre di più ed io già immaginavo quanto mi sarebbe piaciuto sentire quel culetto su di me, il mio cazzo dentro di lei, stretto in quella morsa di piacere, abbandonandoci soltanto alla voglia di godere senza pensare ad alcunché d’altro.

Elisa si lasciò andare e, qualche istante dopo, la sentii venire come una gnocca splendida. Quindi si sollevò dal sedile, e mi disse che mi avrebbe scopato lì, nella Smart, facendomi assaporare tutta la bellezza della vita. Elisa mi abbassò i pantaloni e i boxer e, poi, si sistemò sopra di me, facendo affondare la sua figa sul mio cazzo, facendomi godere sin dal primo contatto con quella meravigliosa figa bagnata e calda.

Prese letteralmente a saltare su di me, stringendomi sempre di più dentro quella meravigliosa fighetta, e così mi fece eccitare oltre modo, regalandomi uno spettacolare momento di travolgente eccitazione, dove ormai mi sembrava di aver perso il senso del tempo. Strinsi le sue chiappe tra le mie mani, come se fossero un tesoro prezioso, e la invogliai a scoparmi ancor più selvaggiamente, cosa che Elisa prese a fare senza alcuna esitazione.

Mi saltò sopra con vigore e, con le sue spinte sempre più profonde e goduriose, mi fece eccitare sempre di più, finché non riuscendo più a trattenermi mi lasciai andare, sborrando abbondantemente dentro di lei. Dai miei coglioni si sprigionò una tal carica di vita che la sua figa si riempì del mio seme ed Elisa si lasciò andare sul sedile, girando il suo viso per baciarmi, guardandomi soddisfatta per quanto mi ha fatto godere.

La strinsi a me, guardandola negli occhi, e le dissi che non avrei più potuto fare a meno di lei…

Nella Smart con la mia collega, di Sergio di Milano

Prima edizione: ottobre 2019, by Atlantia Media.

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