Monica

Monica e la sua patata pelosa

In ufficio lavoravo oramai da parecchi anni e non mi era mai capitato di trascorrere del tempo con alcune delle nuove colleghe, anche perché queste erano molto più giovani di me. Ad ogni modo, un paio di sere mi son dovuto fermare un po’ di più per concludere alcuni lavoretti che, oramai, erano da giorni che mi portavo dietro; anche Monica, nelle ultime giornate, aveva fatto tardi e, proprio durante una di queste, non appena aveva concluso, mi chiese se avevo voglia di andare a mangiare una pizza.

Io, visto che sono single e che non avevo voglia di cucinare qualcosa una volta arrivato a casa, mi son detto “ma sì, tanto anche se è più giovane non fa niente” e così ci siamo spostati qualche via più in là dell’ufficio per gustarci una deliziosa pizza al piatto.

Monica è stata molto cortese, non ha parlato assolutamente di nulla di particolare, ma il suo modo di fare mi ha colpito, tant’è vero che di punto in bianco mi sono ritrovato con un suo piede accostato alla mia gamba. A quel punto, non credevo quasi ai miei occhi…mi stava facendo piedino piedino per attirare la mia attenzione su di lei.

Lei era una bellissima donna bionda, ma non avevo mai osato fare pensieri assurdi, anche perché poteva avere bene o male, circa 10 anni in meno di me. Io, solitamente, sono stato più con donne grandi e mai così piccole, ma in quell’occasione non potevo tirarmi indietro.

Monica afferrò il mio telefonino sul tavolo e scrisse un messaggio corto e deciso:

-“Forse non te ne sei accorto, ma sono attratta da te!”

Un lieve rossore si accese sul mio viso…non me lo sarei mai aspettato, ma dopotutto sono ancora un uomo piacente e mi mantengo bene, quindi, perché non avrei potuto fare colpo su di lei?

A quel punto, lei esclamò:

-Mauro, ho dimenticato una cosa in ufficio. Ti va di accompagnarmi dopo cena?

-Va bene, Monica, ti accompagno!

Portammo avanti la nostra cena e, la cosa, si faceva sempre di più bollente, tant’è vero che ti tolse la calzatura e con le punta delle dita iniziò a toccarmi il pisello. La tovaglia lunga oscurava la vista agli altri, ma io oramai non potevo certamente far finta di nulla!

Terminata la cena, circa verso le 10:15, ritornammo direttamente in ufficio per recuperare quello che aveva dimenticato Monica, anche se in realtà avevo capito bene che si trattava solamente un modo per rimanere soli io e lei. L’idea mi piaceva e, di conseguenza, feci finta di nulla.

Non appena entrati nell’atrio del palazzo, abbiamo chiamato l’ascensore e, non appena dentro, lei mi si è avvicinata di più e mi ha baciato sfiorandomi leggermente le labbra. A quel punto, ho sentito che non potevo davvero più contenermi e, quindi, ho detto ora in ufficio possiamo darci dentro!

Una volta entrati dentro, le ho messo le mani sui fianchi l’ho tirata a me e l’ho iniziata a baciare con la lingua; lei non si è tirata indietro e si è fatta guidare in quel lungo bacio. Dai fianchi, poi, sono sceso lentamente verso i suoi glutei sodi e li ho afferrati con vigore, così da portarla ancora di più vicino al mio corpo, per farle sentire che il mio cazzo oramai era davvero su di giri.

A quel punto, dunque l’ho fatta indietreggiare verso una scrivania e, dopodiché, l’ho fatta piazzare a pecorina sulla scrivania posta in un angolo dell’ufficio; le ho alzato la gonna e da lì avevo una vista magnifica non solo del suo culo, ma anche della sua patata pelosa! Dinnanzi a quella vista non ho resistito e quindi ho gettato capofitto la mia lingua tra le sue labbra e su quel piccolo pezzo di carne che non desiderava altro che essere strapazzato dal piacere.

Lei ha iniziato subito a godere, ansimava e si muoveva ed io non potevo certamente non continuare a farla godere e, quindi, l’ho fatta sdraiare direttamente sulla scrivania ed ho abbassato i calzoni per poterla fottere bene. Quindi, le ho piazzato le gambe sopra le mie spalle e l’ho penetrata lentamente nella figa.

Anche in quel momento ha sospirato e, non appena dentro, ho iniziato a cacciarle il mio cazzo dentro in modo vigoroso, dando ogni volta una spinta più forte e ancora più forte. Ad ogni colpo, gli oggetti sulla scrivania si spostavano e lei continuava a sospirare.

La scopata è continuata per un bel po’ e mentre la fottevo ho giocato anche con le sue grosse poppe; oramai, ero quasi giunto all’apice del piacere e così ho aumentato ancora di più il continuo sfregamento all’interno della sua passera per poi sborrare direttamente a terra.

Terminata quella scopata, io e Monica abbiamo sistemato tutto l’ufficio, spento le luci e promesso ad entrambi che non sarebbe stata certamente l’ultima scopata all’interno dell’ufficio!

Evviva le donne con il desiderio di godere: Luigi, continua a trombartela una gnocca come Monica, ma aggiornaci sempre con i tuoi racconti erotici dedicati alle tue trombate!

Monica e la sua patata pelosa, Luigi di Cinisello Balsamo.

Prima edizione: maggio 2017, by Atlantia Media.

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