Lorena la troia

Quella troia di Lorena mi ha trombato come se non ci fosse un domani

Lorena era un’insegnante delle superiori, e nel fare il suo mestiere, ci metteva tutta l’energia e la positività di chi, giovane, guardava a tutte le cose attorno a sé con una inguaribile capacità di trovare buone cose da dire sotto ogni prospettiva, contagiando anche me, nella mia quotidianità, ad avere più fiducia e capacità di guardare al futuro con la dovuta determinazione, affinché potessi vincere anche le mie sfide personali con determinazione.

E parlando del più e del meno con questa fantastica e giovane donna castana, non potevo non lasciarmi ispirare ed affascinare dal suo sguardo, soprattutto quando aveva un’espressione così dolce e tenera da conquistarmi con i suoi soli occhi, facendomi dimenticare tutto il resto: e questo capitava piuttosto spesso, in maniera particolare, quando mi soffermavo ad argomentare e a discutere delle cose più belle ed affascinanti del mondo.

Un pomeriggio, mentre stavamo tornando verso le nostre auto dopo le lezioni, così tanto per idea, mi propose di fare un giro tra le colline, per lasciarci un po’ alle spalle lo stress delle giornate a scuola, e quindi, anche per ritrovare quell’energia e quella positività indispensabili per riuscire ad avere successo nella nostra vita, dimenticandoci di tutte quelle noiose routine quotidiane ed anche dei nostri studenti, talvolta anche noiosi da sopportare.

Ma quando scopava urlava divinamente

Quel pomeriggio andammo quindi in collina, con la sua 500 cabrio, e grazie anche al clima piuttosto mite, abbiamo potuto soffermarci a dare un’occhiata al paesaggio, gustando in completa solitudine la bellezza del paesaggio, lontano dalle vie trafficate del centro città e, soprattutto, potendo anche parlare in maniera più intima di noi e delle nostre fantasie, dei nostri sogni e dei desideri che avevamo in serbo per le nostre vite così semplici ma piacevoli.

Nel parlare, senza che me ne accorgessi, Lorena appoggiò la sua mano sinistra sulla mia, e quindi, mi disse di come le piaceva anche fare sesso in luoghi insoliti: ma lo disse con una naturalezza che mi colpì, soprattutto, perché in quel momento non mi sembrava di riuscire a resistere alle sue provocanti parole, alle quali probabilmente sarebbe potuto seguire qualche cosa di più eccitante e irresistibile, come una bella trombata all’aria aperta.

Ci avviammo verso una panchina poco distante e, quindi, dopo averle risposto e tra mille sorrisi e parole, iniziammo a baciarci e a stringerci con passione, quasi travolti dal desiderio che avevano i nostri corpi di unirsi in qualche cosa di unico, in una scopata che avrebbe offerto tante sensazioni intense, in un sesso fatto senza pensare ad altro che a quello che poteva essere il nostro godimento, in quell’angolo splendido di Liguria.

Lorena prese l’iniziativa per un bel 69, io non mi tirai indietro, e in poco tempo mi ritrovai con quella splendida figa in bocca: mentre leccavo, Lorena godeva sempre di più, e si lasciava andare senza troppi freni nel piacere, gemendo rumorosamente, e di tanto in tanto anche ingoiandosi il mio cazzo in bocca, che in quel modo silenziava un po’ il suo modo insolito di mugolare per il piacere, come mai avevo sentito fare in precedenza da una donna.

Mi confidò che le piaceva trombare da dietro, e quindi, le dissi di sedersi sopra di me, e di cavalcarmi liberamente senza pensare a nulla: Lorena si infilò quindi il mio cazzo nella figa, e iniziò a trombarmelo per bene, lentamente ma con decisione, spingendoselo bene dentro di lei, fino all’utero, e iniziando a gemere rumorosamente e con soddisfazione, dicendo che aveva voglia di prenderlo di più, e che voleva godersi un bell’orgasmo vaginale di quelli giusti.

Lei gemeva sempre di più, respirava in modo affannato, quasi come se la troppa energia e il piacere le levassero il fiato, con movimenti che mi sembravano sempre più da atleta, da amante che conosceva esattamente il punto debole di ogni uomo, soprattutto se trombato in quella maniera. Le schiaffeggiai le chiappe, mentre mi scopava, e la incitai a darsi da fare con il mio cazzo, che era tutto per lei e per la sua figa, e che volevo godesse.

Lorena ansimò sempre di più, si lasciò entrare tutto il cazzo in figa e quindi, pochi secondi dopo si lasciò sfuggire un lungo sospiro di sollievo, perché aveva raggiunto un bell’orgasmo: dopo aver rallentato un attimo la scopata, per riprendersi, ha continuato poi a scoparmi sempre da dietro, stimolandomi anche i coglioni con la sua mano, solleticandomeli e dicendomi parole di ogni tipo, che era la mia puttana e che mi scopava bene.

La incitai ancor di più, non si fermò mentre trombava, per poi all’improvviso, con una penetrazione più intensa e lunga delle altre, farmi finalmente arrivare dentro di lei: la sborra pian piano scivolava e colava fuori dalla sua figa, mentre il mio cazzo, un po’ meno duro ma sempre dentro di lei, era finalmente stato soddisfatto da quella donna che sapeva esattamente come scopare e come godersi il sesso e la vita in una sola volta.

Le dissi che volevo diventasse solo mia: dopo aver sorriso, guardandomi con quegli occhi dolci, mi disse che era già solo e soltanto mia…

Il mitico racconto erotico eccitante di Davide mette in evidenza tutta la passionalità della sua trombamica Lorena, capace di condividere momenti erotici di alto livello.

Lorena la troia che insegnava a godersi la vita, di Davide di Genova.

Prima edizione: settembre 2015, by Atlantia Media.

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Un pensiero riguardo “Lorena la troia

  • 18 Ottobre 2015 in 16:19
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    Anche alla mia tipa piace fare sesso nei luoghi più strani…una volta ci siamo piazzati in un camerino di un negozio!

    Risposta

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