La figa di Martina

La figa di Martina: me l’ha data sul terrazzo di casa

Un sabato pomeriggio di maggio, una mia amica era a casa da sola e, a causa di un disservizio con la sua caldaia, sembrava proprio aver bisogno di una mano per sistemare il problema dell’acqua calda: appena mi chiamò, erano le prime ore della mattina, io mi stavo preparando già per uscire, perchè avevo in programma di andare a fare un giro al centro commerciale, per acquistare un po’ di cose per il giardino.

All’improvviso, sentii il mio cellulare squillare: era Martina, che con la voce un po’ scazzata, mi diceva di aver un problema con la caldaia a casa sua, e che non poteva farsi il suo abituale bagno del sabato. Quindi, dopo avermi chiesto se potessi darle una mano, mi ha detto che mi avrebbe invitato a pranzo se l’avessi aiutata: non esitai a rispondere in modo affermativo, considerando anche la nostra amicizia.

Lei era sempre disponibile nei miei confronti, e in effetti, quando per puro caso mi ritrovavo ad aver bisogno per delle questioni di lavoro, lei non esitava mai a darmi una mano, dopodichè, capitava pure che trascorressimo insieme del tempo libero, condividendo una bella grigliata in compagnia nel mio giardino, dove c’era sempre spazio per l’allegria e la felicità, soprattutto per una persona come lei.

Un cazzo che aveva bisogno di un’amica

Dopo aver dato un’occhiata veloce alla sua caldaia, ed aver individuato in un fusibile il suo problema, siamo andati ad acquistarne uno nuovo, per procedere alla sostituzione: nel giro di circa mezz’oretta, avevamo ormai sistemato ogni cosa ed eravamo pure pronti a trascorrere il resto della giornata a cazzeggiare, considerando anche il bel tempo di quella splendida giornata di (quasi) inizio estate.

Martina mi ha detto di restare da lei, che avremmo mangiato insieme in terrazzo, considerando che non aveva alcun piano per la giornata: le risposi che la sua proposta era interessante, e domandandole cosa avremmo potuto gustar insieme, lei rispose che avremmo potuto grigliare un po’ di carne, accompagnando il tutto con gustose bruschette scottate anch’esse sul grill, per il piacere del nostro palato.

Ormai era quasi ora di accendere tutto quanto e così, durante la nostra sosta sul terrazzo, mi avvicinai un attimo a Martina e, guardandole quel bel culo, le dissi che si teneva veramente bene in forma: lei mi disse che sapeva bene che non perdevo un istante per osservarle il fondoschiena e che, anzi, mi avrebbe fatto vedere com’era bello tonico, facendolo sbattere su di me.

Le chiesi che cosa intendesse dire: mi rispose facendomi sdraiare sul lettino del terrazzo, e quindi, sistemandosi sopra di me, cercando le mie labbra, che mordicchiava e baciava teneramente, come se sapesse che tutto questo mi piaceva e lunsingava, e poi allungò le sue mani sul mio cazzo, e iniziò a lavorarlo con le dita, facendo scorrere le sue dita tra la mia cappella, facendomi subito capire quanto fosse troia.

La mia voglia di scopare era talmente tanta che le guidai la bocca al mio uccello, e quindi, glielo feci entrare in modo deciso, perchè volevo proprio che mi spompinasse: Martina non si tirò indietro, e anzi, si prese tutto il mio bel cazzo per gustarselo tutto quanto, e mi guardava con quell’aria da puttana vogliosa, mentre si divertiva a preparare il mio uccello a sfondarla per bene, in quella magnifica figa.

Poco dopo, infatti, mi trovai con la sua bella figa in bocca, e la leccai tutto soddisfatto, per un po’, dopodichè lei si rialzò e, quindi, si sistemò a cavalcioni sopra di me, dandomi le spalle, dicendomi che mi avrebbe fottuto per bene il cazzo, fino a farmi implorare di smettere, perchè solo in quel modo sapeva che mi avrebbe fatto godere di brutto, facendomi perdere la testa alla vista di quel magnifico culo davanti agli occhi.

Le chiesi come sapesse di questa mia predilezione per quella posizione e, per tutta risposta, mi disse che poteva immaginare che quella fosse la mia posizione preferita: le bastava osservare il mio sguardo, e poi, notare come si era bello raddrizzato il mio membro di fronte all’idea di sfondare quella porta del piacere, quelle magnifiche labbra che sembravano proprio perfette per arraffare il mio cazzo gonfio e voglioso.

Si accomodò quindi sopra di me, sempre sul lettino, e mi mostrò quello spettacolo unico, mentre il mio cazzo entrava nella sua intimità più bella: e la sensazione mi levò il fiato, quando sentii le sue gambe attorno al mio bacino, salire e scendere così sinuosamente, mentre io le accarezzavo delicatamente le chiappe, con dei gesti che risultavano essere sempre più piacevoli per quella bella fighetta vogliosa.

Martina prese quindi a cavalcarmi con maggiore intensità, perché sentiva che – pian piano – mi stavo eccitando sempre di più, ma pure lei, nello stesso tempo provava emozioni sempre più indescrivibili, considerando i gemiti e i sospiri, quel suo modo unico di mugugnare tutto il suo piacere, soffocando dei gridolini, e nello stesso tempo, spingendo sempre più forte, per sedersi sul mio bel cazzone duro e lungo.

Il suo modo di muoversi così elegante, da vera dominatrice del mio cazzo, mi fece poi eccitare finchè non riuscii più a resistere alle sue spinte generose, di donna piena di passione, e poi i miei coglioni si svuotarono definitivamente dentro di lei: e nel momento in cui schizzai di sborra la sua figa, mi lasciai andare in un ansimare liberatore.

In pochi secondi tutta la mia carica vitale era uscita dal mio cazzo e si era fatta strada dentro di lei: Martina era soddisfatta, aveva goduto come una troia, ed era venuta, oltre a farsi riempire la figa del mio seme… Poi si alzò, mi guardò soddisfatta, e mi disse che quello si chiamava scopare per bene: le dissi che nessuna mi aveva mai fatto godere così divinamente, e che avevo ancora voglia di lei…

Una bella scopata sulla terrazza non deve mai mancare negli annali del godimento: e Nicolò ha avuto la fortuna di trovare Martina, gnocca impenitente che si è fatta trombare ed è diventata la protagonista di un racconto erotico di fuoco.

La figa di Martina: me l’ha data sul terrazzo di casa, di Nicolò di Mantova.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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