Ilaria, una gnocca trasgressiva come poche

Ogni volta, verso metà settimana, son sempre con il serbatoio a metà: e siccome non mi piace andare in giro così, vado sempre a riempirlo per essere certo di non restare mai a secco. Così, mi faccio sempre un bel giro alla ricerca del mio distributore preferito, dove – oltre a risparmiare qualcosa – mi faccio sempre due chiacchiere con una tipa simpatica, una giovane ragazza curata in ogni aspetto che sprizza simpatia da tutti i pori.

Con quella sua aria un po’ dark, con i capelli rasati di lato e lunghi sopra, questa giovane ragazza mi ha subito preso in simpatia. Forse perché vedendomi abbigliato in maniera insolita, con il mio piglio metallaro, deve aver trovato una certa affinità che tanti altri clienti non le hanno trasmesso. Così, una delle ultime volte che sono andato a fare il pieno, arrivando con i Rammstein a tutto volume, l’ho vista sorridere divertita.

Mi osservava dalla cassa, sorridendo, mentre io mi apprestavo a spegnere l’autoradio e scendere: in realtà, scuotevo la testa ed ondeggiando seguendo il ritmo e, facendo il gesto delle corna, a quel punto l’ho vista proprio divertita: ha risposto al gesto, facendo l’occhiolino, e poi un “okay”. Troppo allegro per la scena venutasi a creare, sono sceso dall’auto saltellante, preparandomi a fare il pieno e pensando ancora alla scena di poco prima.

Ilaria era là che mi guardava, poi ogni tanto si voltava a dare uno sguardo in negozio: nel mentre, io stavo riempiendo il mio serbatoio, pensando a quello che avrei potuto fare quel giovedì sera. Ero preso dai miei pensieri, e intanto, la benzina fluiva nella mia auto, scorrendo senza freni. Per mia fortuna, riempire il serbatoio non era una grossa spesa e, anzi, rispetto a tante altre macchine era proprio questione di un paio di decine di euro.

Avevo voglia di andarmene fuori a cena, non intendevo per nulla al mondo rientrare a casa a preparare quella sera. Rimuginavo sul fatto che alcuni amici si fossero eclissati, altri invece – seppure di tanto in tanto – erano ancora presenti: e pensai a quanto fossero vere le parole di Vasco, quando diceva “e ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi”, un’istantanea perfetta della realtà dei nostri giorni, un verso sempre attuale.

Nel mentre che la mia mente vagava in quella dimensione parallela, persa tra mille considerazioni più o meno serie, il mio serbatoio era pieno ed era giunto il momento di andare in cassa. A grandi passi sono giunto da lei, quella simpatica ragazza, che mi ha subito salutato sorridente e mi ha detto “ascolti anche tu i Rammstein?” e io “sì, li adoro, sono davvero superlativi” al che lei ha risposto morsicandosi un po’ le labbra, sorridente.

Il dialogo continuò sulla musica, ché le chiesi “sei mai stata ad un loro concerto?” e lei “no, ma mi piacerebbe tantissimo” e io “se la cosa puoi farti piacere, la prossima volta che ci vado te lo dico: puoi venire con me” e i suoi occhi chiari quasi scintillarono, forse perché a differenza .

Mi disse “è una splendida idea, dai, fammi sapere quando è il prossimo live” e io le dissi “non mancherò di dirtelo” e aggiunsi “tra l’altro, io sono Davide…” e lei sorrise rispondendo “Ilaria” e mi socchiuse leggermente le labbra, tendendole in un sorriso delicato, con un’espressione davvero dolce. Era intrigante, per me, vedere come riuscisse ad unire inspiegabilmente uno sguardo metallaro ad una dolcezza così, mai vista in precedenza.

Le dissi d’istinto, senza pensarci due volte “dimmi, Ilaria, oggi che programmi hai?” e lei rispose “ancora non ho deciso dove andare, ma pensavo di farmi un giro in centro a Lugano” e io “quando finisce il turno?” e lei “più o meno tra mezz’ora…” e io “vai a casa a mangiare?” e lei “no, mangerò qualcosa al volo in città…” e io “se vuoi, ti faccio un po’ di compagnia e possiamo mangiare insieme, anch’io non ho ancora pranzato…” e lei “va bene, puoi stare qui al tavolino…”

Spostai l’auto su uno dei parcheggi disponibili e rimasi lì a dare una letta ai giornali e, di tanto in tanto, guardavo il cell, e poi parlammo con Ilaria di musica e delle nostre band preferite. Quindi finimmo a parlare anche di cibo, e la scoperta sensazionale fu quella di sapere che condivideva dei gusti simili ai miei: più conoscevo questa ragazza e più mi sembrava di aver trovato una persona molto affine a me, con parecchi punti in comune.

Ilaria non vedeva l’ora che finisse il suo turno, e quando giunse finalmente la sua collega, la saluto tutta felice. Quindi mi presentò a lei, e le disse che aveva trovato – ridendo – un pazzo che ama i Rammstein e non può fare a meno di ascoltarli sempre. Risero entrambe, e poi, lei mi disse di seguirla: stava andando a cambiarsi nel loro piccolo spogliatoio. Federica ci guardò, rise e disse “Ilaria, mi raccomando, non fate troppo casino, eh?!”

E lei la guardò di rimando, sorridendo, e dicendo “faremo crollare solo il muro” e io sghignazzai divertito. Mi prese per mano, io le guardai quelle belle manine, e poi, mi persi di nuovo nei suoi occhi e nel suo volto. Ci incamminammo mano nella mano, e le guardai pure quel magnifico culetto e le cosce, così irresistibili. Lei mi disse “Davide, ti prego, scopami subito qui, mi prendi troppo, ho voglia di una sveltina con te…” e io “anch’io, Ilaria”.

Era già bella bagnata, quando le misi le mie dita nella fighetta depilata. E lei infilò la sua mano nei miei pantaloni, trovando il mio cazzone bello dritto e duro, ormai pronto a scoparla per bene. Si abbassò i leggings neri, scostò il perizoma, e poi mi fece sedere sulla panchina: quindi, si girò e si sedette su di me, facendoselo entrare tutto, in un colpo solo, gemendo e godendo subito e facendo eccitare pure me, sotto quella spinta così vogliosa.

Singhiozzava e gemeva, tutta presa da quel piacere intenso, mentre io sentivo il mio cazzo scopato da quella figa meravigliosa, e la stringevo a me, e le dicevo “ahh siii, Ilaria, siii, scopami così” e lei “sii, Davide, mi piace il tuo cazzo, dammelo tutto, dai, siii” e godevamo come due ricci in calore, presi dalla voglia di raggiungere un orgasmo stellare in quello spogliatoio, mentre Federica, da fuori, ogni tanto rideva e dava qualche colpo alla porticina.

Poi ci disse “dai, ragazzi, non fate così tanto bordello: va a finire che qualcuno arriva e ci sgamano in pieno” e noi “dai, tra poco abbiamo finito, siamo troppo presi”. Ilaria era tutta bagnata e calda, io mi sentivo il cazzo già sul punto di esplodere, e con le ultime spinte, mi eccitai ancora di più.

Poi gridai “sto per venire, ohhh, sii, veengooo, siiii” e Ilaria si lasciò andare ancora per qualche istante, spingendo con intensità, e quindi, ebbe pure lei un clamoroso orgasmo, di quelli meravigliosi, in cui si sentì tutta la sua voglia di vivere e di godere. Con la figa piena di sborra, si sollevò e voltò, mi guardò, cercò la mia bocca e ci baciammo rapiti dal piacere, mentre riprendevamo fiato e cercavamo di ricomporci, con Federica che rideva di gusto.

Ilaria mi strinse a lei, ci baciammo, e restammo così per qualche decina di secondi, rapiti dall’estasi dell’amore…

Ilaria una gnocca trasgressiva come poche, di Davide di Como

Prima edizione: ottobre 2019, by Atlantia Media.

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