Il culo splendido

Ho messo il cazzo nel culo più che splendido di una stragnocca

Tra tutte le colleghe di lavoro che ho avuto, tra le quali nella maggior parte dei casi c’erano soltanto delle cesse, di sicuro Pamela mi ha preso sin dal primo sguardo: allegra, vivace e piena di voglia di lavorare bene, questa ragazza mi è subito piaciuta anche per il suo fisico e il suo aspetto, con lei così provocante e bella, senza che avesse mai avuto bisogno tuttavia di sfociare nella volgarità per riuscire a conquistare la mia attenzione.

Una mattina dello scorso mese di giugno, lei è arrivata al lavoro con un’espressione distesa, quasi come se finalmente si fosse liberata di qualche cosa di insopportabile: e infatti, dopo averla salutata ed aver iniziato come d’abitudine la nostra giornata lavorativa, parlandole, a un certo punto si è confidata, raccontandomi di esser finalmente riuscita a mandare a fanculo un tipo che la importunava fin da troppo tempo con le sue menate.

Le dissi che ero contento per lei e che, una tipa così bella e dinamica, non avrebbe fatto alcuna fatica ad incontrare un uomo che potesse veramente farla sentire adorata: mi guardò, sorridendomi, e mi ringraziò per queste parole che le fecero tanto piacere, dopodiché, così d’istinto allungò la sua mano sulla mia, e mi propose di andare a pranzo insieme, perché avrebbe voluto chiedermi un po’ di cose in un ambiente un po’ più rilassato.

La cosa mi ha subito fatto piacere e, dopo averle risposto positivamente, mi son avvicinato a lei e le ho sussurrato in un orecchio quanto mi piacesse, quante volte – ritardando un po’ al bagno – mi fossi chiuso dentro segandomi con le foto che le facevo di nascosto al culo: lei rise soddisfatta, mi guardò, e mi disse che quel giorno non mi sarei dovuto segare pensando a lei, perché sarebbe stata lei a farmi vedere qualcosa di piacevole.

Un corpo da urlo

Quando arrivò il momento della pausa pranzo, tutti si avviarono verso casa e, anch’io, fingendo di andarmene per non dare sospetti, in realtà mi fermai appena fuori dall’azienda con la sigaretta accesa, e dopo aver fumato un po’, tornai dentro perché non vedevo l’ora di sperimentare tutte le fantasie di quella figa di Pamela, che peraltro oggi era vestita in un modo più affascinante del solito, che le metteva ben in evidenza il suo culetto.

Le andai incontro, e una volta entrato in ufficio, le dissi che l’avrei voluto fare con lei lì, su quella scrivania, mentre gli altri erano via: Pamela mi guardò vogliosa, abbassando poi subito dopo lo sguardo,e dicendomi che non avrebbe voluto attendere un secondo di più per assaporare tutta la mia voglia di lei, mettendole il mio cazzo tra le mani perché ci potesse giocare a dovere, tra la sua bocca invitante, le sue tettine carine e quel suo culetto.

Mi spompinò velocemente la cappella, tormentandomela con quei suoi movimenti circolari, al punto che credevo volesse inghiottirmi in un vortice di godimento il mio cazzo duro e pronto perché potesse fottermelo per bene: Pamela ci giocava, prima con la lingua, le labbra, poi le dita e infine anche tra le sue splendide tette, mentre già non vedevo l’ora di sentire la sua splendida fighetta ingoiarsi il mio cazzo e risucchiarselo fino al suo utero.

Pochi istanti dopo, Pamela mi fece sdraiare sulla sua scrivania, mi mise la sua fighetta tra le dita, e piazzandosi sopra il mio cazzo, se lo lasciò entrare tutto nella figa, regalandomi una magnifica sensazione: le afferrai i fianchi e la guidai su di me, mentre continuava a muoversi su e giù con quel suo movimento sinuoso che non lasciava spazio ad alcuna sosta, quasi come se fosse una scopata continua che non potesse finire prima dell’orgasmo.

Più mi trombava, con quel suo corpo da urlo, e più io mi eccitavo alla vista di lei, e desideravo che ci andasse giù pesante, perché volevo sentire fisicamente la sua fighetta attorno al mio cazzo, avvolgerlo di quel calore unico e invitante che soltanto la sua intimità poteva darmi, facendomi rilassare a dovere in quella settimana di lavoro che non mi sembrava finire mai, anche a causa del caldo, e tutto mi pareva sempre più complicato.

Quindi si rialzò, si sistemò a pecorina davanti a me, e mettendomi dietro di lei, le appoggiai il mio cazzo sulla figa, lasciando che fosse lei a farselo scivolare dentro: prese a scoparmi spingendo con intensità, sempre più forte e a fondo, perché sapeva che mi piaceva incredibilmente che facesse così e, in effetti, continuai a guidarla con le mani, a schiaffeggiarle le natiche in fretta, senza perdere nemmeno un istante di quel meraviglioso piacere.

Mentre sbatteva gli ultimi colpi con il suo culetto, mi lasciai andare, e sentendola godere ed ansimare fino a lasciarsi andare del tutto, liberai la mia sborra dentro di lei, ululando per quanto mi era piaciuto. La guardai, vidi quella sua espressione vogliosa, e per finire le misi il mio cazzo in bocca: volevo che me lo spompinasse e mi facesse venire una seconda volta, proprio lì in ufficio…

Ancora una volta, l’ufficio è lo scenario perfetto per godere: ed Angelo ci ha dimostrato come sia possibile apprezzare il sesso tramite un racconto erotico con dettagli eccitantissimi…

Il culo splendido di una mora piena di voglia di sesso, di Angelo di Cremona.

Prima edizione: ottobre 2015, by Atlantia Media.

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