Il bagno notturno

Il bagno del piacere con tanto godimento notturno nel lago svizzero

Io e Roby (diminutivo con cui chiamo il mio fidanzato Roberto) siamo soliti spostarci durante l’estate in camper, allo scoperta di deliziosi angoli in giro per il nord Italia, Austria e Svizzera. Quest’anno, però, abbiamo optato per esplorare a fondo la Svizzera Italiana, soffermandoci in alcuni dei camping che si affacciano proprio sul meraviglioso lago.

Generalmente, durante la giornata trascorriamo il nostro tempo andando sulle vette limitrofe oppure per i paeselli che destano un po’ di curiosità in noi. Questa volta abbiamo visto che tramite un trenino speciale è possibile raggiungere la vetta del monte Generoso e così non ci siamo fatti sfuggire l’occasione e siamo arrivati sino in punta, per poter ammirare il meraviglioso panorama, scattare qualche fotografia e salutare allegramente le caprette (proprio come raccontano di Heidi).

La sera stanchi o comunque definitivamente esausti ci concediamo sempre un piccolo pasto, preparato direttamente nella nostra roulotte con quello che troviamo in frigo o con gli acquisti di giorno. Quando cala il buio, poi, ci stendiamo sotto la volta celeste e guardiamo il cielo in contrasto con il blu profondo del lago.

Io ho sempre amato le notti serene di mercoledì…non so mi danno un senso di maggiore tranquillità, poca gente e poi, essendo già a fine agosto, molti turisti sono già tornati a casa per riprendere il lavoro. Dunque, con l’occasione verso la mezzanotte – se non addirittura più tardi – io e Roby ne approfittiamo per un bagno al chiar di luna. Il bello, però, è che facciamo un bagno proibito, lontano dagli sguardi indiscreti, ma soprattutto completamente nudi.

Un viaggio per riscoprire il sesso

La giornata in cui riproponemmo il bagno capitava proprio di mercoledì: era passata da poco la mezzanotte e mezza ed il camping sembrava già immerso nel sonno. Così, sfruttando l’area prescelta e che non c’era nessuno, ci siamo svestiti lasciando solo un asciugamano nei pressi della spiaggetta.

Roby non appena entrati mi ha preso subito in braccio, facendomi sedere sulle sue gambe muscolose ed ha iniziato a raccontarmi di quanto l’acqua fredda potesse invogliarlo a riscaldarsi con me. Io, allora, un po’ perché mi piace stuzzicarlo ed un po’ perché gradivo l’acqua fresca del lago, mi sono allontanata dicendo di fare una piccola nuotata e così non se lo fece ripetere due volte.

Dopo aver nuotato per una 5-7 minuti ci siamo fermati e lui mi ha tratto nuovamente al suo petto; questa volta, però, ho capito che non voleva più notare, bensì desiderata che lo scaldarsi in un altro modo. Allora, dato che ci piace praticare giochini nuovi quando si tratta di sesso, mi tuffai tra le sue gambe e provare a prendergli il suo cazzo tra le mie tette, sfregandolo ben bene. Io nel frattempo si guardava intorno che non arrivasse nessuno e con un’altra mano provava a toccarmi le punte dei miei capezzoli.

Riemersa dall’acqua iniziammo dunque a baciarci, un bacio dapprima romantico e poi più focoso oserei dire quasi come quello di un racconto porno. Dopodiché, questa volta mi accomodai proprio io su di lui approfittando dell’acqua che non era troppo alta. Così, da li a poco, mi ritrovai con il suo cazzo tra le gambe, pronto e sicuramente voglioso di penetrarmi, e non mi feci di certo pregare.

Inizia a cavalcarlo su e giù, aiutandomi con l’acqua che mi dava la giusta spinta per non stancare troppo le mie gambe – vi ricordate che ci eravamo allontanati leggermente dal camping? – e poi lui mi afferrò i seni, stringendoli a sé per regolare il mio movimento. Presi dall’impeto dell’amore non ci accorgemmo neppure che poco più in là c’era una famigliola di papere che dormivano su delle rocce, su un’unica gamba. Chissà cosa avranno pensato sentendoci…

Approfittando del silenzio e del buio, uscimmo definitivamente dall’acqua e si stendemmo sul piccolo lembo di spiaggia di sassi che spuntava proprio di fronte a noi. Lì trovammo il giusto spazio per praticare comodamente un bel 69. Lui mi puntava la lingua ed il naso nella figa ed io godevo a sentire il suo naso appuntito tra le mie gambe, nel mio buco infuocato; io, invece, lo spompinavo a dovere con la bocca e quando riuscivo pure con i seni.

Volendo prolungare la notte di sesso sfrenato ci siamo fermati prima che entrambi potessimo esplodere dal piacere e ci siamo pure concessi del sesso anale, ma questa volta siamo entrati di nuovo in acqua, per giocare in un modo ancor più eccitante. Mi piace sentire il suo grosso cazzo sfiorare il mio buco del culo e lui che oramai mi conoscere da molto tempo si diverte a fingere di metterlo dentro, fino a quando non lo punta tutto in un unico colpo.

Insomma, sa come fa godere realmente la sua donna! In men che non si dica, entrambi abbiamo toccato il cielo con un dico dal piacere. Dopodiché ci siamo fatti nuovamente un’altra nuotata e siamo tornati nella nostra roulotte, preoccupandoci sempre che non vi fosse nessuno a guardarci.

È stata una notte indimenticabile…

Anche Carla si è divertita alla grande facendo una trombata indimenticabile con il suo amico di sesso: ecco quindi un bel racconto erotico pieno di dettagli imperdibili.

Il bagno notturno nel lago svizzero di due amanti, di Carla di Verona.

Prima edizione: agosto 2015, by Atlantia Media.

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2 pensieri riguardo “Il bagno notturno

  • 16 Marzo 2016 in 4:41
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    Guardando un panorama del genere, li sarà stato facile farlo 😀 😀

    Risposta

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