Elisa la collega

Elisa la collega amica della mia tipa

Quando ho iniziato a lavorare nella nuova azienda, tra le colleghe ho ritrovato Elisa, un’amica della mia tipa: per me è stata una grande sorpresa, soprattutto quando mi sono accorto come fosse simpatica e piena di brio al lavoro. in poco sono entrato a far parte del suo gruppetto, composto da un’altra collega e un collaboratore, e insieme abbiamo iniziato a trascorrere parecchio tempo, tra una pausa e l’altra, riflettendo sul da farsi per il futuro dei nostri progetti.

Anche a pranzo, capitava mangiassimo spesso insieme: quando ha cominciato a chiedermi della mia tipa, poi, mi sono domandato un paio di cose. Mi sembrava, infatti, che lei cercasse di fare di tutto per sembrare una grande amica della mia ragazza, sebbene non mi ricordassi che si fossero mai frequentate così tanto tempo e spesso. Lei invece mi smentiva e, così parlando del più e del meno con la mia tipa, mi sono accorto che in realtà lei la ritenesse davvero un’amica.

Poi quando in ufficio le cose sono un po’ cambiate, soprattutto perché lei ha iniziato a porsi in modo un po’ più “deciso” nei miei confronti, ho capito che amica fosse. Il problema era che la trovavo troppo figa per resisterle, e difatti, una sera sono cascato nella sua trappola e me la sono scopata proprio lì, tra le nostre scrivanie, e mi è piaciuto anche parecchio trombarmela, considerando come si lasciasse fare e anzi ne volesse sempre di più, proprio come una troia in calore.

Che fingeva di essere amica della mia tipa

Quel giovedì sera, mentre eravamo rimasti da soli a lavorare, a un certo punto Elisa si fece sempre più carina e disponibile, parlandomi dei suoi progetti al lavoro: poi mentre meno me l’aspettassi, mi si buttò addosso, e cercò di baciarmi, guardandomi con quella faccia da troia vogliosa, e dicendomi “dai trombami qui in ufficio, scopami come una puttana, fammi godere, voglio trombarti fino a farti sborrare, la voglio tutta la sborra calda, dammela, dai, non farti pregare”.

Mi prese talmente male in quel momento, che nemmeno mi aspettavo una proposta simile, che persi la testa e mi lasciai andare “si, voglio trombarti, voglio proprio vedere come sei troia, quanto ti fai fottere per bene per godere” e quindi iniziai a spogliarmi, mentre lei si abbassava già i pantaloni e le mutande, dicendomi che voleva fare una sveltina “si, in fretta, voglio solo trombarti con una bella sveltina tra colleghi, dai, fammi vedere quanto resisti se ti scopo così”.

E poi si sistemò davanti a me, abbassandosi a pecorina, e a quel punto si allargò la fighetta, arraffando il mio cazzo e lo spinse dentro “dai, godi, dimmelo che la vuoi tutta, dillo che è la tua figa da sogno” mentre già mi eccitavo sentendomi dentro di lei: la troia doveva già essere ben eccitata ed essersi toccata per bene, prima che se lo facesse entrare in figa, considerando che era già ben bagnata e sembrava ormai pronta soltanto a farsi sfondare per bene, farsi riempire della sborra mia.

Mentre spingevo il mio cazzo dentro di lei, mi eccitavo a pensare che quella gnocca di Elisa fosse la mia puttana al lavoro: mi sarei potuto trombare quella fighetta in ogni momento, magari nelle giornate più di merda, riassaporando un po’ di felicità per il mio cazzo, da troppo tempo poco considerato. Continuai a spingerlo dentro, stantuffando come un matto, e godevo sempre più, mentre Elisa si lasciava andare e di tanto in tanto gemeva rumorosamente, presa dalla nostra trombata.

“Si, dai, spingilo dentro tutto, dai, ahhhhhhh, siiiiiiiiiiii” strillava tutta soddisfatta, mentre il mio uccello era ormai pronto a farmi svuotare le palle, per quanto era stato stimolato dalla sua fighetta stretta e bagnata: “sto venendo, Eli, si, si, vengooo, siiiiiiiiiiii, ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh sboooooorrrooooooooooo, siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” le gridai, mentre dal mio cazzo colava sempre più sborra dentro di lei, e io mi lasciavo andare e riprendevo un po’ il fiato dopo aver goduto così tanto con quella troia.

“Certo Eli che sei una vera troia: mi dici che sei amica della mia tipa e ti fai trombare da me così” e lei mi rispose “e tu sei un porco senza speranze, se ti piace chiavare più di una figa”… ci guardammo e scoppiammo a ridere di gusto, pensando a come i nostri colleghi fossero proprio dei segaioli senza speranze….

Quando la tua tipa ha una collega figa, è molto pericoloso vederla spesso: Daniele ci è cascato e ha condiviso questa storia di godimento stratosferico.

Elisa la collega amica della mia tipa, di Daniele di Verona

Prima edizione: Settembre 2016, by Atlantia Media.

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